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Zarathustra La figlia di mio padre

Zarathustra

La figlia di mio padre

Alessia è cresciuta all'isola d'Elba, desiderando, come tutti i figli unici, un fratello o una sorella. Solo che Alessia non è davvero figlia unica: ha poco più di vent'anni quando suo padre le rivela di avere un altro figlio in Spagna, nato pochi anni prima di lei. Il padre di Alessia non ha voluto interferire con la vita del bambino, che è stato riconosciuto da un altro uomo, e le domanda di fare altrettanto. Passano quasi vent'anni, il padre di Alessia non c'è più e lei, su Facebook, riesce facilmente a rintracciare quella sua ex fidanzata spagnola. Le fotografie parlano chiaro: non ha un fratello, ma una sorella, identica al padre scomparso. Alessia e sua sorella, adulte, iniziano a scriversi, si conoscono e si scoprono diverse. Eppure, fra loro c'è un legame, che pare andare al di là della breve relazione amorosa fra due ragazzi che a metà anni Settanta facevano la stagione in Svizzera. Alessia racconta un viaggio a Valencia alla scoperta di una parte di sé insieme intima e aliena. La scelta di sapere, di rompere lo scudo protettivo dell'abitudine di cui parla Montaigne, improvvisandosi detective delle proprie origini, come Edipo, davvero può essere presa alla leggera? Come mostra Kierkegaard, c'è in ogni scelta un che di irreversibile.

05 Dic 2021