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Zazà - Meridione cultura società Mediterraneo popolare

Zazà - Meridione cultura società

Mediterraneo popolare

"Chi sa solo di musica, non sa in realtà nulla neanche di essa" è un celebre aforisma del fisico e scrittore tedesco Eisler da Georg Christoph Lichtenberg. Partendo da questa brillante epifania, inizia la prima puntata del nuovo anno di Zazà nella tradizione della musica popolare del Mediterraneo. Si parte con Nicola Scaldaferri, etnomusicologo dell'Università di Milano, dove dirige il LEAV (Laboratorio di Etnomusicologia e Antropologia Visuale), che sin dagli anni Ottanta ha cominciato a effettuare registrazioni sul campo sulla musica lucana, partendo dalla tradizione di San Costantino Albanese, il paese arbëresh di cui è originario, in parallelo con l'attività di suonatore di strumenti tradizionali nelle feste locali. Con Scaldaferri prima tappa di un viaggio nel mediterraneo musicale e popolare che continua con Antonio Baldassarre, antropologo musicale, etnomusicologo esperto delle culture musicali dal Marocco che nel 2019 ha prodotto e diretto un lungometraggio (Mussem, 88') sulle celebrazioni rituali del Sufismo popolare marocchino. A seguire, Serena Schiffini intervista l'etnomusicologo Marco Lutzu. Con Lutzu una esplorazione libera sulla vitalità della musica tradizionale sarda, in particolare su cosa si sta facendo per favorire il passaggio generazionale. Lutzu ha poi scelto quattro strumenti musicali profondamente legati alla cultura musicale sarda e li ha brevemente presentati. La puntata di Zazà dedicata al carotaggio della musica popolare si chiude con la Finestra sul Mediterraneo, a cura di Lea Nocera, nella quale l'etnomusicologo Franco Fabbri, di recente in libreria con "Il tempo di una canzone. Saggi sulla popular music", ci porta sulle tracce del viaggio della canzone napoletana tra Asia Minore e Grecia, in un triangolo mediterraneo di incontri tra Napoli, Smirne e Atene.

02 Gen 2022