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Qui comincia Marina Cvetaeva, "Ultimi versi 1938-1941" (Voland)

Qui comincia

Marina Cvetaeva, "Ultimi versi 1938-1941" (Voland)

Con Attilio Scarpellini. Regia e scelte musicali di Ennio Speranza | Marina Cvetaeva, "Ultimi versi 1938-1941", traduzione e cura di Pina Napolitano (Voland) | Negli anni dell'emigrazione parigina, la produzione poetica di Marina Cvetaeva si assottiglia progressivamente. Le incombenze giornaliere, la miseria, i trasferimenti, l'isolamento, le tensioni familiari, l'impossibilità di pubblicare: tutto questo la spinge a dedicarsi alle traduzioni, unica possibile fonte di sostentamento. La situazione precipita con il rientro in patria nel giugno 1939 fino al suicidio nel 1941. Il volume raccoglie, a ottant'anni dalla morte, le poesie dei mesi conclusivi dell'emigrazione francese e quelli dei due anni trascorsi in Unione Sovietica, con testo russo a fronte. I versi emergono come iceberg dal grigiore della quotidianità, risvegliati da eventi storici o da ultimi amori, cui si accompagna il senso di una fine imminente. Un apparato di note ricostruisce attraverso le voci dei contemporanei e di Cvetaeva stessa le vicende che fanno da sfondo al tragico epilogo della produzione della poetessa.

21 Mar 2022