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Qui comincia Giovanni Macchia, "Il mito di Parigi. Saggi e motivi francesi" (Abscondita)

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Giovanni Macchia, "Il mito di Parigi. Saggi e motivi francesi" (Abscondita)

Con Attilio Scarpellini. Regia e scelte musicali di Ennio Speranza | Giovanni Macchia, "Il mito di Parigi. Saggi e motivi francesi" (Abscondita) | «Parigi è matura per avvicinarsi al mito. Assorbe del mito i caratteri fondamentali: la natura collettiva, unitaria, misteriosa e irrazionale, il senso di fiduciosa continuità nel tempo. Lontana da ogni elaborazione artificiale di efficienza pubblica e di bellezza (come fu il mito di Pietroburgo), è un simbolo luminoso che affonda le proprie radici nel buio. Gerusalemme di un mondo laico, appare come un enorme organismo in movimento, bello perché è vivo, animato nel suo divenire da una vita sotterranea, piena d'ombre e profonda». Da Corneille a Madame de Stael, da Diderot a Robbe-Grillet, da Proust a Mauriac, tutti erano animati, specie nell'Ottocento, dal mito di Parigi. Attraverso questa fitta schiera in gran parte di prosatori, si disegna un'intermittente immagine della Francia letteraria, col suo ondeggiante amore per la cronaca, per la critica e per il mito. Mito della Francia, mito di Parigi che qui viene seguito storicamente in alcune pagine tra le più felici della saggistica letteraria italiana.

30 Mar 2022