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Ragazze con la pistola 6. L'insostenibile leggerezza dell'aria

Ragazze con la pistola

6. L'insostenibile leggerezza dell'aria

«40, anche 50 cc di aria, il paziente va in embolia gassosa, il volto diventa cianotico, le labbra blu». Le manette scattano il 15 dicembre del 2004 dopo che la direttrice medica dell'ospedale Manzoni di Lecco informa la Procura. Interrogata dagli inquirenti, l'infermiera Sonya Caleffi, classe 1970 dichiara: «Mi piaceva che tutti accorressero in tempo a salvare i pazienti». Sonya è una serial killer italiana, Sonya è un angelo della morte che colpisce con la leggerezza dell'aria, quella insufflata nelle vene dei pazienti.Le sono stati attribuiti inizialmente 18 delitti. Il 14 dicembre 2007 viene condannata per 5 omicidi e 2 tentati omicidi. La Corte d'Assise d'appello di Milano, nel 2007, conferma la condanna di primo grado a 20 anni di reclusione. In realtà il procuratore generale aveva chiesto l'ergastolo, ma il rito abbreviato ha ridotto la pena. «Volevo che intervenissero altri medici che avessero bisogno di una infermiera che passasse i farmaci giusti» è Sonya Caleffi, l'angelo della morte, che motiva il suo delirio di onnipotenza, quello di chi non dà ma toglie la vita con un soffio inoculato in vena. Così è successo all'ospedale Manzoni, all'ospedale Sant'Anna di Como, e negli altri ospedali in cui, durante i suoi turni, si sono registrati decessi sospetti.

18 Mag 2022