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Radio3 Scienza I murales del Paleolitico

Radio3 Scienza

I murales del Paleolitico

Uri e mammut, cavalli e bisonti, esseri umani e tori, ma anche tanti segni astratti di ogni tipo. Sono i soggetti che i nostri antenati europei - i Cro Magnon, vissuti tra 40.000 e 12.000 anni fa - raffigurarono più frequentemente sulle pareti di molti ambienti ipogei in cui vivevano. Tra i complessi più famosi spiccano le caverne di Lascaux, nella Francia sud-occidentale, inserite dal 1979 tra i Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Per impedire che il turismo di massa le deteriorasse, furono chiuse al pubblico, ma nel 1983, a circa 200 metri dalle grotte originali, è stata realizzata, a beneficio dei visitatori, Lascaux II, una replica della grande sala dei tori e della galleria dipinta. In questi giorni esce nelle librerie la traduzione italiana di un saggio di Gwenn Rigal, per molti anni guida a Lascaux II, intitolato "Il tempo sacro delle caverne. Da Chauvet e Lascaux, le ipotesi della scienza" (Adelphi Edizioni, 2022). L'autore descrive in dettaglio le tecniche e i materiali impiegati in quell'arte rupestre, ma si sofferma soprattutto sui suoi possibili significati, che non trovano il consenso di tutti gli esperti, come ci dice Silvana Condemi, paleoantropologa e bioarcheologa all'Università di Marsiglia. Al microfono Marco Motta

06 Giu 2022