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Radio3 Mondo Le cicatrici del Libano

Radio3 Mondo

Le cicatrici del Libano

Alle 18:08 del 4 agosto di due anni fa un'esplosione al nitrato di ammonio lanciava un'onda d'urto che spazzava via il porto di Beirut, i suoi silos, e devastava tutti i quartieri circostanti. E' stata una delle esplosioni più potenti della storia dopo il '45, seconda solo alle bombe atomiche, e ha ucciso 218 persone, ne ha ferite 7.000, di cui almeno 150 hanno riportato una disabilità fisica. Il Libano, giù sull'orlo di una crisi economica allora, è sprofondato in una recessione che ha trascinato il paese e i suoi abitanti in una crisi politica e sociale che non sembra avere fine. La lira libanese perde sempre più valore, gli approvvigionamenti si fanno sempre più scarsi, mentre l'energia - da quella elettrica al carburante - è ormai merce rara. Nelle situazioni di emergenza le categorie più vulnerabili lo diventano ancora di più: bambine e bambini, libanesi, siriani e palestinesi, in queste condizioni non solo sono privati dei loro diritti, dell'opportunità di un percorso educativo, ma anche più esposti al rischio di violenza e sfruttamento. Ai microfoni Costanza Spocci ne con Lorenzo Trombetta, corrispondente ANSA e Limes da Beirut, autore per Limes della rubrica "lo strillone di Beirut", e autore di "Negoziazione e potere. Alle radici dei conflitti e dintorni in Medio Oriente" (Mondadori Università, 2022), e con Marilena Caddeo, responsabile dei programmi di protezione per Terre des Hommes in Libano. Andrea Borgnino poi con le sue Interferenze ci racconta di Radio HAKAYA, un progetto di radio comunitaria online avviato da Brush&Bow nel nord del Libano. Tra settembre 2018 e 2019, Brush&Bow ha lavorato con le comunità di Akkar e non solo, per produrre podcast su storie di vita e di sfollamento tra le comunità siriane, libanesi e palestinesi del luogo.

04 Ago 2022