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Radio3 Mondo 4. Graffiti per due - seconda parte

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4. Graffiti per due - seconda parte

L'esercito, il popolo, le dita di una stessa mano. Lo Stato rispettoso della legge. La Costituzione prima di tutto. Il popolo. Le istituzioni elette. I compagni di ieri. I combattenti veterani. La magistratura che teme solo Dio. Le masse. I guardiani della piazza. La coalizione. L'organizzazione. La festa. I media indipendenti. L'ala patriottica. Il consiglio nazionale. L'onore degli ufficiali... C'è tradimento peggiore di sperare in alcune, o in tutte, o in una qualsiasi delle cose elencate? C'è tradimento peggiore di sperare che le cose andranno meglio dopo la ratifica di una Costituzione che infrange la promessa stessa che sta alla sua base: cioè che non sarebbe stata completata fino a quando non fosse stato rilasciato l'ultimo prigioniero? C'è tradimento peggiore di sperare in uno Stato le cui istituzioni non fanno altro che uccidere, torturare e tradire? C'è tradimento peggiore di sperare nelle masse che marciano sotto le immagini di assassini e torturatori? (...) Qui, nella mia cella, lotto con i miei sogni e i miei incubi, e non so cosa mi fa più male. A volte mi lascio andare alla disperazione, talvolta mi abbandono alla speranza, ma non mi sento mai un traditore. Note: Alaa si trova in prigione da due mesi quando questo testo esce su due testate egiziane. È il terzo anniversario della rivoluzione, il 25 gennaio 2014. Scritto nel carcere di Tora, Alaa unisce la sua prosa ai versi di un altro prigioniero politico, Ahmed Douma.Il testo, prodotto dalle menti di entrambi, è stato scritto con carta e matita, con il poeta e il blogger che hanno discusso il loro testo urlando durante le notti da una cella all'altra.

15 Nov 2022