Vai al contenuto principale

Radio3 Mondo 5. Graffiti per due - terza parte

Radio3 Mondo

5. Graffiti per due - terza parte

Non siamo liberi, confessiamolo, noi aggrappati al domani. La tragedia della gente: peccare nel desiderare illimitatamente. In una giornata limpida, dopo due scioperi della fame e una tempesta di neve, il cielo si placa e nei nostri cuori c'è calma. Beviamo il tè nel cortile. Abbiamo superato la fase in cui discutiamo per capire cosa farci con la nostra resilienza, e su quante possibilità ci siano che veniamo rilasciati. Dopo un mese di dichiarazioni e revisioni, tutto ciò che ci resta sono i ricordi. Mentre ci raccontiamo storie di carcerazioni passate, quando le celle sembravano più confortevoli e i compagni più fedeli, anche se la rivoluzione, allora, sembrava un "sogno impossibile", torno indietro con la memoria e mi ritrovo lì, nel passato, in metropolitana, con un amico, nella mia uniforme del liceo, a distribuire il rapporto di un'indagine, con tanto di fotografie, sulle torture inflitte a un vecchio "ladro di bestiame" dato alle fiamme con il cherosene nella stazione di polizia di Fayoum. Cambiamo treno velocemente prima che qualcuno si riprenda dallo shock delle fotografie e ci arresti. Non dissi a mio padre che quel giorno ero entrato in possesso della mia eredità. Note: Alaa si trova in prigione da due mesi quando questo testo esce su due testate egiziane. È il terzo anniversario della rivoluzione, il 25 gennaio 2014. Scritto nel carcere di Tora, Alaa unisce la sua prosa ai versi di un altro prigioniero politico, Ahmed Douma.Il testo, prodotto dalle menti di entrambi, è stato scritto con carta e matita, con il poeta e il blogger che hanno discusso il loro testo urlando durante le notti da una cella all'altra.

15 Nov 2022