Vai al contenuto principale

Fedeli alla Linea: la linea non c’è 1. CCCP. Da Berlino a Reggio Emilia

Fedeli alla Linea: la linea non c’è

1. CCCP. Da Berlino a Reggio Emilia

Nella prima puntata incontriamo Giovanni Lindo Ferretti che a distanza di tanti anni torna sul concetto di fedeltà alla linea. Nel 1986, in un'intervista a uno Speciale Tg1, a nome dei CCCP, parla del loro essere filosovietici in quanto emiliani, ortodossi in quanto eretici, underground per scelta. Durante una puntata di "DOC" del 1988, i CCCP si esibiscono su Rai 2: il primo brano, annunciato come "Tutto l'onore ai soviet", è una versione di "Live in Pankow". Massimo Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti raccontano (in occasioni diverse) di Berlino, dove si incontrarono quando la città era ancora rasa al suolo, e dove si percepiva la Storia, con l'ingombrante presenza del Muro, ma dove c'era anche una grande comunità di giovani, di turchi, di punk. Una città di paradossi, in cui inizia per caso l'avventura dei CCCP, nel "Tempodrom". Dopo l'esecuzione di "Per me lo so" (sempre da "DOC" del 1988), Ferretti riprende il discorso sul punk, come ultima avanguardia, la più bassa, la più "squagliata". Tribale e gerarchica. Parla poi della musica che ascoltava prima di allora. Zamboni parla della libertà musicale e della costrizione nei moduli di oggi. "Rozzemilia" (sempre da "DOC" del 1988). Ferretti racconta della fine dei CCCP, prima che diventassero una parodia di sé stessi. Zamboni ricorda con affetto la casa di Fellegara, dove vivevano e provavano i CCCP. La puntata si chiude con "Curami" (sempre da "DOC" del 1988).

12 Ott 2023