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Alpinisti ciabattoni

Silvia Pasello legge "Alpinisti ciabattoni" di Achille Giovanni Cagna, lettura in dieci puntate con musiche di Ares Tavolazzi | Caltignaga, Caltignaga! Chi discende? Sor Gaudenzio sporse il capo dallo sportello, ma il treno si era già rimesso in moto, e vide solo il campanile del villaggio che scappava come un disperato in mezzo ad un campo di meliga. Rincantucciò, e si diede ad osservare i suoi compagni di viaggio. Di fronte aveva un giovanone grasso, panciuto, che sgnuccava in una sonnolenza affannosa, tormentato dalle mosche che gli passeggiavano sul volto sudato. Per salvare il solino dalle irrigazioni della faccia si era legato il fazzoletto a mo' di tovagliolo sotto le salsicce cascanti della pappagorgia. Russava, sbuffava, socchiudeva talvolta gli occhietti imbenzoiti, e poi tornava a ronfiare. Dalla padronanza che aveva, dal disdegno che mostrava per gli altri, dall'eleganza variopinta e sguajata del vestiario, si indovinava il commesso viaggiatore di una casa in auge. Prima di Fantozzi e Pina, ci sono stati in narrativa italiana Martina e Gaudenzio Gibella, protagonisti di Alpinisti Ciabattoni di Achille Giovanni Cagna. Alpinisti Ciabattoni è un romanzo umoristico scritto negli anni Ottanta dell'Ottocento e racconta le avventure non molto avventurose dei Gibella che decidono, per adattarsi alle abitudini della loro classe sociale – hanno una drogheria a Sannazzaro – di andare in vacanza in montagna, sul Lago d'Orta, Martina, in particolare, incantata dai racconti del latte appena munto che le hanno fatto le amiche, vuole anche lei una scodella di latte fresco. Tuttavia, Martina e Gaudenzio non sono in grado di percepire né la bellezza del paesaggio, né di interagire con la gente del luogo, continuano a comportarsi come se fossero nella casa e nel negozio di Sannazzaro… alla fine, timorosi di perdersi in montagna, rinunceranno sia alla cima che al latte fresco…

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