
Tre soldi 22:39, Vajont - Cronaca di una tragedia annunciata
22:39, Vajont - Cronaca di una tragedia annunciata
Marco aveva la Giulietta, Renato una Bianchina. Uno era andato al Cinema Italia a Belluno con la cugina e un'amica da Longarone, l'altro stava tornando a casa a Borgo Piave dopo aver bevuto un bicchiere con un amico. È la sera del 9 ottobre 1963. Sono le ore 22:39. La frana del monte Toc sta per provocare un'ondata che superando la diga del Vajont causerà 1910 morti in 5 minuti. Un viaggio radiofonico nei loro ricordi personali tra brani di articoli tratti dai giornali dell'epoca, spezzoni dei servizi radiofonici dei corrispondenti RAI, citazioni letterarie. Le parole del primo articolo di Tina Merlin dettate alla redazione de L'Unità da una cabina telefonica di Ponte nelle Alpi, la voce di Mario Passi, autore del primo libro sul Vajont. Gli interventi di Floriano Calvino, unico geologo italiano nel collegio dei periti per il processo, e del giudice Mario Fabbri, autore dell'istruttoria, tanto ostacolata, grazie alla quale nel 1968 si svolgerà il processo. Non a Belluno, ma a L'Aquila, per legittima suspicione. A sessant'anni di distanza raccontiamo la tragedia che le Nazioni Unite nel 2008 hanno descritto come "il primo di 10 eventi disastrosi causati dalla scarsa comprensione delle scienze della terra e dal fallimento di ingegneri e geologi", dall'uomo. Nel 2023 l'Archivio Processuale del Disastro della Diga del Vajont è stato iscritto nel Registro Internazionale del Programma UNESCO Memory of the World. Un documentario di Guido Beretta, con la collaborazione di Silvia De Min e Chiara Sacchét, le musiche originali di Nicola Della Colletta e le letture di Michele Firpo e Laura Portunato. Testimonianze di Piermarco Tovanella e Maria Sacchet, Renato De Moliner e Luciana Steri. I brani degli articoli sono tratti da L'Unità, Il Gazzettino, il Corriere dell'Informazione, Paese sera, Il Secolo d'Italia. Citazioni tratte dai libri "Morire sul Vajont" di Mario Passi e "Sotto il sole giaguaro" di Italo Calvino. Si ringrazia l'Associazione culturale Tina Merlin.