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Gettoni di Letteratura Eudora Welty

Gettoni di Letteratura

Eudora Welty

Eudora Welty è una delle più grandi scrittrici americane del ventesimo secolo, che in Italia però è ancora poco nota. Ha scritto soprattutto racconti, ha vinto quasi tutti i principali premi di scrittura, incluso il Pulitzer nel 1973 e il National Book Aword alla carriera, ed è stata la prima autrice vivente la cui opera sia stata pubblicata nella Library of America. È considerata, insieme a Flannery O'Connor e a William Faulkner, la voce più importante della letteratura del Sud degli Stati Uniti.

Episodi

22 Mar 2021

Eudora Welty 1 | Una bambina del Sud

«Nella casa di North Congress Street a Jackson, nel Mississipi, dove sono nata nel 1909, io e i miei due fratelli minori siamo cresciuti al batti e ribatti degli orologi. Nell'ingresso c'era un pendola di quercia, in stile arte povera californiana, che mandava rintocchi come di gong per il soggiorno, la sala da pranzo, la cucina e su per la cassa armonica delle scale. In camera dei miei genitori ce n'era una che faceva da controcanto, mentre quello della cucina era un cucù con due lunghe catene, a cui una volta il mio fratellino era riuscito ad appendere il gatto».
22 Mar 2021

Eudora Welty 2 | Morte di un commesso viaggiatore

«Era il suo primo giorno in viaggio dopo un lungo assedio dell'influenza. Aveva avuto la febbre altissima, e si era fatto debole e pallido, tanto da notare la differenza allo specchio, e non riusciva a concentrarsi... Per tutto il pomeriggio, in mezzo a quella rabbia, e senza alcun motivo, aveva pensato alla nonna morta: un'anima che rasserenava. Gli tornò la voglia di affondare nel grande letto di piume che una volta stava proprio in camera di nonna... Poi se la scordò nuovamente. Tu guarda che colline desolate! E gli sembrava pure di andare dalla parte sbagliata: come se stesse tornando indietro, molto indietro. Non si vedeva una casa che fosse una. Volersene tornare a letto però non serviva a niente».
22 Mar 2021

Eudora Welty 3 | Come una fotografia

«C'era un album di fotografie che serbava l'annotazione meticolosa di quei giorni. Laurel tastò il ripiano sopra le nicchie e lo urtò, i bordi squadrati, la nappina di seta. Lo tirò giù. Un paio di istantanee sbiadite e sgranate stampate in casa stavano ancora attaccate sulle pagine a fronte: Clinton e Becky «su a casa», ognuno fotografato dall'altro, in piedi nello stesso punto su un binario ferroviario (una radura verdeggiante), lui sottile come un giunco, il piede su una pietra miliare, intento a dondolare un cappello di paglia; lei con le braccia cariche dei fiori di campo che avevano raccolto lungo il cammino»
22 Mar 2021

Eudora Welty 4 | Com'è che abito all'ufficio postale

«Mi trovavo lì con tutta la famiglia dalla parte di Stella-Rondo e messa su contro di me. Ma se c'è qualcosa che ho, è un minimo d'orgoglio. Così ho deciso di andarmene giù dritta all'ufficio postale. Sul retro c'è un sacco di posto, mi son detta. «Adesso è troppo tardi per fermarmi» ho fatto. «Potevate pensarci ieri. Io me ne vado all'ufficio postale e se volete vedermi, l'unico modo è venirmi a cercare lì».
29 Mar 2021

Eudora Welty 5 | Fare cornici con le dita

«Da ragazzina un'estate mi ero sdraiata sull'erba dopo aver fatto il bagno nel laghetto del parco. Il sole batteva a picco – era quasi mezzogiorno. L'acqua splendeva come acciaio, immobile se non per la tenue spira dietro un nuotatore lontano. Da dove mi trovavo stavo guardando un rettangolo accesissimo, che davvero mi abbagliava, con sole, sabbia, acqua, un piccolo padiglione, poche persone solitarie in pose fisse, tutto contornato da un bordo di scure querce arrotondate, come le nubi di tempesta in rilievo che circondano le illustrazioni sulla Bibbia: da quando avevo cominciato a prendere lezioni di pittura, guardavo tutto attraverso le cornicette che facevo con le dita».