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Tre soldi

Rotta per la Galite, l'altra Ponza

"Rotta per la Galite, l'altra Ponza" di Francesca Bellino | La Galite è la principale isola dell'arcipelago tunisino che si trova a 64 km a nord di Tabarka, nel cuore del Mediterraneo. Qui, tra fine '800 e inizio '900, ha vissuto una piccola comunità italiana proveniente da Ponza. Il primo ponzese a mettere piede sull'isola nel 1843 fu Antonio D'Arco a seguito di un naufragio. Ci rimase sei anni prima di essere portato in salvo da una barca siciliana e ci tornò nel 1872 insieme alla moglie e ai figli. Negli anni successivi altre famiglie seguirono il suo esempio attratti dai fondali pescosi e una vita in libertà. Nel 1903 vivevano alla Galite 103 persone e nel 1936 ben 250, una comunità che serviva anche da assistenza ai pescatori stagionali che da Ponza partivano per la pesca delle aragoste. La Galite, chiamata Yalta dai tunisini, era considerata da chi viveva di pesca un'America nel Mediterraneo per la ricchezza dei fondali. La maggior parte della comunità ponzese ha vissuto su quest'isola fino il 1956, anno della conquista dell'indipendenza dai francesi da parte dei tunisini. Alcuni negli anni Sessanta sono tornati a Ponza, mentre moli altri, avendo la nazionalità francese, hanno scelto di trasferirsi in Costa Azzurra dove oggi ancora vivono molti discendenti dei ponzo-galitani. Per tutti la Galite rimane nella memoria come una terra speculare a Ponza, una terra sorella, a tratti gemella: l'altra Ponza. È ancora molto forte nei discendenti dei vecchi abitanti della Galite il desiderio di mantenere un legame con l'isola e tenere viva la memoria di questa bella storia di migrazione italiana in Tunisia.

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