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Maturadio Storia - Maturadio

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Storia - Maturadio

Lezioni di Storia in podcast. "Maturadio - Lezioni in podcast" è un progetto nato dalla collaborazione tra Ministero dell'Istruzione, Rai Radio 3 e Treccani dedicato alle studentesse e agli studenti che stanno preparando l'esame di maturità.

Episodi

02 Giu 2020

01. L'unità d'Italia e l'unificazione della Germania

Nella seconda metà dell'Ottocento, nel giro di un decennio – tra il 1861 e il 1871 - le due unificazioni nazionali che avvengono in Italia e in Germania danno inizio ad una nuova epoca della storia europea, facendo tramontare definitivamente i rapporti di forza tra gli Stati stabilito nel 1815 al Congresso di Vienna.
02 Giu 2020

02. Le sfide del Regno d'Italia

Il Regno d'Italia dal 1861 in poi deve affrontare tante questioni urgenti: l'arretratezza economica, lo squilibrio tra le regioni del Nord e del Sud, la mancanza di infrastrutture, l'analfabetismo di gran parte della popolazione. "Fatta l'Italia, bisogna fare gli italiani" bisogna cioè creare una comunità di cittadini che si riconoscano in una lingua comune e in un sentimento d'identità nazionale. Tra il 1861 e il 1876 governa la Destra storica che reprime con la forza il fenomeno del brigantaggio nel meridione e in politica estera, grazie all'alleanza con la Prussia contro l'Austria e contro la Francia di Napoleone III, completa l'unità d'Italia con l'acquisizione del Veneto (1866) e l'occupazione di Roma, che diventa capitale del Regno d'Italia nel 1870. Nel 1892 nasce il Partito Socialista italiano. Dal 1876 il governo italiano passa nelle mani della Sinistra storica di Agostino De Pretis e Francesco Crispi. Il tentativo di conquistare l'Etiopia per farne una colonia italiana, fallisce nel 1896 con una sonora sconfitta ad Adua.
02 Giu 2020

03. La seconda rivoluzione industriale e la società di massa

Negli ultimi anni dell'Ottocento, inizia un periodo di grande incremento ed espansione della produzione globale, favorito da nuove scoperte scientifiche e tecnologiche: la seconda rivoluzione industriale. La crescita economica della produzione e dei consumi favorisce un profondo cambiamento anche nella struttura sociale: si afferma la società di massa, nascono i partiti socialisti che rappresentano la voce e i diritti delle classi lavoratrici e si avvia un processo di democratizzazione dei sistemi politici europei.
02 Giu 2020

04. L'Europa, l'imperialismo e le nuove potenze

All'inizio del Novecento, l'assetto geopolitico dell'Europa è dominato da quattro imperi - austro-ungarico, ottomano, russo e tedesco - e dalle due principali potenze coloniali, Francia e Gran Bretagna. In questo periodo tutte le potenze europee, anche quelle con una minore rilevanza politica - l'Italia, il Belgio, la Spagna - attuano una politica coloniale e imperialistica spartendosi anche con Stati Uniti e Giappone, il controllo di gran parte del mondo.
02 Giu 2020

05. L'Italia giolittiana

Giovanni Giolitti domina la scena politica italiana del primo quindicennio del Novecento. Durante i suoi governi, basati su un programma di compromesso sociale tra borghesia liberale, ceti produttivi e socialisti riformisti, si verifica la modernizzazione politica e sociale dell'Italia. Giolitti affronta il risanamento del bilancio, investendo nelle infrastrutture e modernizzando l'agricoltura, punta a migliorare le condizioni di vita della popolazione avviando la riforma scolastica e limitando le ore di lavoro e concede il diritto di voto a tutti i maschi maggiorenni anche se analfabeti (suffragio universale maschile). IL sistema politico giolittiano tramonta all'inizio del 1914 quando, ormai alla vigilia dello scoppio della grande guerra, esplodono i nazionalismi, le rivendicazioni sindacali e le lotte sociali legate al sempre più profondo divario tra Nord e Sud del paese.
02 Giu 2020

06. La Belle Époque e il fragile equilibrio europeo

Con il termine Belle époque si definisce il periodo che va dall'ultimo decennio dell'Ottocento alla vigilia della Prima guerra mondiale, scoppiata nel 1914. L'espressione epoca bella descrive bene i due decenni, precedenti alla deflagrazione mondiale, come un'età dell'oro caratterizzata dalla crescita economica, dal progresso, dall'ottimismo e dalla pace. In realtà furono anni anche pieni di contraddizioni, con luci e ombre. La nascita della società di massa favorì anche l'esplosione di conflitti sociali e la crisi dei modelli tradizionali. Il sistema politico liberale fu messo a dura prova da nazionalismo e imperialismo che influenzarono tutte le potenze europee e prepararono il terreno per la catastrofe della grande guerra.
02 Giu 2020

07. La prima guerra mondiale

Il 28 giugno 1914, l'assassinio a Sarajevo dell'Arciduca Francesco Ferdinano, erede dell'impero austriaco, è la scintilla che innesca lo scoppio della grande guerra. Inizialmente si fronteggiano due schieramenti: le potenze dell'Intesa – Francia, Gran Bretagna e Russia – e quelle degli Imperi centrali – Germania e Austria Ungheria. Il conflitto si trasforma presto in una guerra di trincea sia lungo il fronte occidentale, sia lungo quello orientale. Il 24 maggio 1915, dopo un cambio di alleanze, anche l'Italia entra in guerra a fianco dell'Intesa dopo un acceso dibattito tra neutralisti e interventisti. Il fronte italiano si attesta tra Trentino e Friuli. Il 1917 è l'anno di svolta: la Russia, dove nel frattempo scoppia la rivoluzione bolscevica, si ritira e firma la pace separata di Brest-Litovsk ma a fianco delle potenze dell'Intesa, entrano in guerra gli Stati Uniti. Nel 1918 la Germania sconfitta firma la pace e l'Impero austroungarico di dissolve. L'Italia dopo la disfatta di Caporetto nel novembre 1917, vince la battaglia finale di Vittorio Veneto. Anche l'Impero ottomano si disintegra. A Versailles nel 1919 i vincitori dettano le loro condizioni di pace ai vinti.
02 Giu 2020

08. La Rivoluzione Russa

1917: Il crollo del regime autocratico degli Zar, l'assalto al Palazzo d'Inverno di Pietrogrado e la presa del potere dei bolscevichi guidati da Lenin.
02 Giu 2020

09. Le conseguenze della prima guerra mondiale

Finita la grande guerra l'Europa è ferita, distrutta e sfiancata anche dalla pandemia influenzale della spagnola che contagia un terzo della popolazione mondiale uccidendo, tra il 1918 e il 1920, da 20 a 50 milioni di persone. Il 18 gennaio 1919 si apre a Versailles la Conferenza di Pace di Parigi alla quale partecipano tutti i rappresentanti dei paesi vincitori: Francia, Regno Unito, Italia, Stati Uniti e Giappone. Il presidente degli Usa, Woodrow Wilson presenta il suo programma di pace e di nuovo ordine mondiale riassunto in quattordici punti tra i quali spicca il principio di autodeterminazione dei popoli e del rispetto del principio di nazionalità come base per i futuri assetti europei. La Germania, che in quanto sconfitta non partecipa all'incontro di Versailles, viene considerata come la principale responsabile della guerra ed è costretta a subire condizioni punitive particolarmente umilianti: cessione di territori, smilitarizzazione e pagamento di esorbitanti riparazioni di guerra. A Versailles, la trattativa di pace, è molto complessa: risolve molte questioni ma alimenta anche futuri conflitti e nazionalismi. In Italia, che pure ha ottenuto il Trentino, l'Alto Adige, Istria e Trieste c'è delusione per non aver ricevuto anche la Dalmazia e Fiume. Si diffonde il mito della vittoria mutilata, cavalcato dal poeta Gabriele D'Annunzio che da vita all'impresa di Fiume. Rancori e conflitti nazionalistici preparano il terreno all'ascesa del fascismo in Italia e del nazismo in Germania.
02 Giu 2020

10. L'Europa tra le due guerre mondiali

Il periodo tra le due guerre mondiali, poco più che un ventennio, fu in Europa una stagione attraversata da nuovi fermenti culturali in tutte le arti: letteratura, arti figurative, musica e cinema. All'abisso della morte vissuto nella grande guerra, molti artisti risposero creando un nuovo linguaggio che rompeva con le convenzioni culturali tradizionali. Dalla realtà vista con gli occhi dei surrealisti francesi o dello spagnolo Pablo Picasso alla riflessione sulla crisi del soggetto e della frammentazione dell'identità individuale nelle opere di James Joyce, Marcel Proust, Franz Kafka. Dall'esplorazione dell'inconscio di Sigmund Freud che fonda a Vienna la psicoanalisi all'impegno politico e rivoluzionario del drammaturgo tedesco Bertolt Brecht, che scrive opere per teatri non ufficiali ed è un militante comunista. C'è ovunque un desiderio di rottura con il passato e l'aspirazione a rinnovare il mondo dando il proprio contributo artistico. Dal punto di vista politico, mentre in Francia e in Inghilterra si stabilizzano pur tra mille difficoltà i sistemi democratici, e in Italia si afferma il fascismo di Mussolini, in Germania nasce la Repubblica di Weimar, la cui esperienza sarà tormentata da un'instabilità politica ed economica tale da consentire l'ascesa al potere di Adolf Hitler.
02 Giu 2020

11. L'avvento del fascismo in Italia

Nel dopoguerra l'Italia si trovò in una crisi profonda, lacerata da tensioni sociali, politiche ed economiche. Tra l'esasperazione dl nazionalismo provocata dal mito della vittoria mutilata e la crescita notevole dei partiti di massa, come il partito socialista e il partito popolare, nacque nel 1919 a Milano un nuovo movimento politico fondato da Benito Mussolini: i Fasci italiani di combattimento. Attraverso l'uso sistematico della violenza squadrista che colpiva i lavoratori - operai e contadini -, i Fasci – dal 1921 divenuti Partito nazionale fascista (PNF) - riuscirono a interpretare la reazione conservatrice delle classi dirigenti italiane preoccupate esclusivamente di arginare lo spettro della rivoluzione socialista. In nome dell'ordine sociale, nel 1921 Mussolini entrò in Parlamento con il PNF e nell'ottobre del 1922 diede vita alla Marcia su Roma, un vero e proprio colpo di Stato, legittimato dal Re Vittorio Emanuele III che affidò proprio a Mussolini l'incarico di formare un nuovo governo di coalizione a guida fascista. Tra il 1922 e 1924, Mussolini fece approvare una nuova legge elettorale maggioritaria che gli consentì nel 1924, in un clima crescente di violenze, intimidazioni e brogli, di vincere le elezioni. Il socialista Giacomo Matteotti denunciò pubblicamente i brogli elettorali e fu rapito e ucciso dai fascisti. Con il discorso alla Camera del 3 gennaio 1925 Mussolini si assunse la responsabilità morale dell'assassinio di Matteotti e con le leggi fascistissime che impose subito dopo, inaugurò la sua dittatura.
02 Giu 2020

12. L'Italia fascista

Subito dopo il discorso alla Camera del 3 gennaio 1925, Mussolini cominciò a costruire le basi della sua dittatura attraverso le leggi fascistissime, norme repressive che sospendevano le libertà costituzionali, scioglievano i sindacati e tutti i partiti d'opposizione, proibivano gli scioperi e la libertà di stampa e istituivano un vero e proprio stato di polizia. La dittatura fascista si rafforzò attuando una politica economica protezionistica, risolvendo la controversia tra Stato e Chiesa con i Patti Lateranensi del 1929 e dedicandosi all'organizzazione del consenso fascistizzando la società. In politica estera, Mussolini impresse una svolta imperialista, conquistando l'Etiopia nel 1935. Per questo l'Italia subì sanzioni internazionali e si avvicinò sempre più alla Germania di Hitler. Nel frattempo, nel novembre del 1938 furono approvate in Italia le leggi razziali antiebraiche che, anche grazie a un retroterra culturale non estraneo all'antigiudaismo cattolico, furono applicate con grande solerzia escludendo da un giorno all'altro, dalla vita civile e politica del paese, oltre 50 mila ebrei italiani. Le leggi razziali contribuirono a rafforzare il carattere totalitario del regime e a legarlo sempre di più alla Germania nazista, con cui l'Italia firmò il Patto d'Acciaio nel 1939.
02 Giu 2020

13. La crisi economica del '29

24 ottobre 1929: crolla Wall Street, la borsa di New York e la crisi economica che ne deriva è una catastrofe senza precedenti per gli americani degli anni ruggenti. Mentre negli Stati Uniti viene eletto presidente Franklin Delano Roosevelt che risolleva il paese con la ricetta economica del New Deal, la crisi investe l'Europa. In Germania, per far fronte all'emergenza economica e sociale si fa strada la risposta autoritaria dei nazionalsocialisti guidati da Adolf Hitler.
02 Giu 2020

14. La Russia di Stalin

Alla morte di Lenin (1924), sale al potere Stalin, già segretario del partito e sostenitore del rafforzamento del socialismo in un paese solo – l'URSS appunto – al contrario del suo rivale Trockij che vuole esportare la rivoluzione in tutti i paesi occidentali. Nel decennio 1929-1939, Stalin costruisce uno stato totalitario basato sul culto della personalità. Attraverso la collettivizzazione delle campagne, la meccanizzazione dell'agricoltura e l'industrializzazione forzata, l'economia sovietica fa un enorme balzo in avanti: l'URSS in pochi anni, diventa una superpotenza. Nello stesso tempo, Stalin elimina sistematicamente tutti i suoi avversari politici attraverso purghe e deportazioni di massa nei gulag. Dopo essere stato per anni un baluardo antifascista in Europa, nel 1939 Stalin firma con Hitler il patto Ribbentrop Molotov. Ma l'intesa con Hitler dura poco e quando i nazisti tradiscono il patto e invadono l'Unione Sovietica, Stalin e l'Armata rossa ne fermano l'avanzata nella decisiva battaglia di Stalingrado. Stalin è acclamato nel suo paese e nel mondo come l'eroe che ha fermato Hitler e il nazionalsocialismo. Solo dopo la sua morte, nel 1953, il nuovo segretario del partito comunista dell'URSS, Nikita Krusciov, denuncerà i suoi crimini inaugurando il processo di destalinizzazione.
02 Giu 2020

15. La Germania e il nazismo

La Germania, già dilaniata da una crisi sociale e politica profonda durante tutti gli anni venti, fu il paese europeo più colpito dalla crisi economica del '29. Questa situazione contribuì in modo decisivo al fallimento della Repubblica di Weimar e alla rapida ascesa del partito nazista di Hitler che nel 1933 divenne capo del governo vincendo le elezioni. In pochi mesi, Hitler grazie all'uso sistematico della violenza, da cancelliere divenne dittatore e trasformò lo Stato in Terzo Reich dandogli una struttura totalitaria. Hitler pose alla base dell'ideologia nazista la legge del sangue: il sangue puro e incontaminato che scorre solo nelle vene della razza ariana. Secondo Hitler la comunità razziale e spirituale del popolo tedesco doveva riscattare la Germania umiliata a Versailles e distrutta da un complotto demo-pluto-giudaico massonico. Gli ebrei cominciarono ad essere perseguitati in Germania attraverso una martellante propaganda sin dal 1933 ma dal 1935 con le Leggi di Norimberga vennero completamente esclusi dalla vita civile del paese. La persecuzione antiebraica non si fermò mai anzi fu attuata in modo sempre più violento e sistematico con pogrom –come quello della notte dei cristalli istigato da Goebbels tra il 9 e il 10 novembre 1938-e reclusioni forzate nei campi di concentramento e nei ghetti. Nel 1942 nella conferenza di Wannsee, i principali gerarchi nazisti pianificarono la cosiddetta soluzione finale del problema ebraico cioè lo sterminio di tutti gli ebrei d'Europa: la shoah. Tra il 1941 e il 1942, mentre Hitler conquistava l'Europa, nelle stesse zone occupate i nazisti costruirono un sistema concentrazionario finalizzato allo sterminio di massa. Nei campi di sterminio, furono deportati gli ebrei da tutta Europa e attraverso le camere a gas ne furono massacrati 6 milioni.
02 Giu 2020

16. Il Mondo tra le due guerre mondiali

Esaminando l'evoluzione del mondo extraeuropeo tra le due guerre mondiali, emerge innanzitutto il declino dell'impero britannico che non è più la prima potenza mondiale in ambito coloniale e i primi movimenti indipendentisti come quello guidato da Gandhi contro il dominio inglese in India. In Estremo Oriente, mentre la Cina è dilaniata da una guerra civile e viene invasa dal Giappone, quest'ultimo inaugura una politica imperialista che lo porta ad allearsi con i regimi totalitari europei: fascismo e nazismo. In America del Sud gli Stati Uniti si sostituiscono alle potenze europee nel controllo politico, economico e militare di vasti territori.
02 Giu 2020

17. La seconda guerra mondiale e l'espansione nazista

Nel 1938, l'aggressivo espansionismo della Germania nazista in Europa con l'Anchluss – l'annessione dell'Austria – e con l'invasione della Cecoslovacchia sembra ormai inarrestabile anche perché Francia e Regno Unito non intervengono attuando una politica di appeasement (e cioè pacificazione). Ma Hitler vuole imporre il suo nuovo ordine europeo e conquistarsi il suo spazio vitale, non è mai sazio e anzi è sempre più spregiudicato. Nell'agosto del 1939 sancisce un'improvvisa alleanza con Stalin, firmando il Patto Ribbentrop Molotov con cui Germania e Unione Sovietica si spartiscono la Polonia e siglano un patto di non belligeranza reciproca. Il 1 settembre 1939 l'esercito tedesco invade la Polonia, annettendosi il territorio di Danzica e lasciando ai sovietici la Polonia orientale. Francia e Regno Unito questa volta dichiarano guerra alla Germania. Inizia così la seconda guerra mondiale: in pochi mesi le truppe naziste occupano Danimarca, Norvegia, Olanda e Belgio e sfondano in Francia fino ad arrivare trionfanti a Parigi. L'Italia, inizialmente neutrale, entra in guerra il 10 giugno 1940 quando le sorti del conflitto sembrano già segnate a favore delle potenze dell' ASSE.
02 Giu 2020

18. La seconda guerra mondiale e la vittoria degli Alleati

Il 1941 è l'anno di svolta per il secondo conflitto mondiale: il 22 giugno la Germania avvia l'operazione Barbarossa invadendo l'Unione Sovietica e il 7 dicembre il Giappone attacca gli Usa, affondando la flotta americana a Pearl Harbor: gli Usa entrano in guerra contro Hitler a fianco di Gran Bretagna e Francia. Tra il 1942 e il 1943 le sorti della guerra si rovesciano grazie alla vittoria degli Alleati in tre battaglie decisive: Stalingrado in URSS, isole Midway e Guadalcanal sul Pacifico, El Alamein sul fronte africano. Dopo lo sbarco degli Alleati in Sicilia, il 25 luglio 1943 cade il Regime fascista e Mussolini viene arrestato (poi sarà liberato dai nazisti e darà vita alla Repubblica Sociale italiana nell'Italia del nord). L'Italia firma un armistizio con gli Alleati che il generale Badoglio rende noto via radio l'8 settembre 1943. Nel 1944 la controffensiva degli Alleati prosegue su vari fronti e culmina nell'operazione Overlord: all'alba del 6 giugno 1944 gli Alleati sbarcano in Normandia. È il D Day, il giorno più lungo, una delle operazioni militari più epiche e sanguinose della storia. La Germania nazista è accerchiata dagli Alleati e dai Sovietici nonostante la resistenza di Hitler. Nei paesi occupati dai nazisti, come anche l'Italia, si sviluppa la Resistenza. Nel febbraio del 1945, Roosevelt, Churchill e Stalin si incontrano a Yalta dove decidono il futuro dell'Europa. La guerra termina l'8 maggio 1945, mentre l'Armata rossa entra Berlino, Hitler si suicida nel suo bunker. In agosto, gli Stati Uniti sganciano due bombe atomiche sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, radendole al suolo e provocando migliaia di morti e intossicati. Anche il Giappone è costretto alla resa. Tra gli orrori della guerra, emerge la tragicità specifica della shoah: l'annientamento sistematico degli ebrei d'Europa pianificato e perseguito da Hitler con la creazione dei campi di sterminio. Durante la seconda guerra mondiale, vengono uccisi nei lager 6 milioni di ebrei.
02 Giu 2020

19. La seconda guerra mondiale in Italia: la Resistenza e la fine del fascismo

Il 25 luglio 1943, il Gran Consiglio del Fascismo destituisce Mussolini e lo fa arrestare. Crolla il regime fascista e il governo viene affidato al Generale Pietro Badoglio che l'8 settembre '43 annuncia l'armistizio con le forse Alleate e subito dopo fugge con il Re e il governo a Brindisi, nell'Italia già liberata. L'esercito italiano è allo sbando mentre i nazifascisti occupano gran parte della Penisola. I Tedeschi liberano Mussolini e creano al Nord la Repubblica di Salò (RSI). L'Italia è spezzata in due, e mentre proseguono i bombardamenti alleati, i partiti antifascisti formano il Comitato di Liberazione nazionale (CLN) che guida la Resistenza, un movimento di liberazione nazionale che è una guerra patriottica, civile e di classe a cui aderiscono ex militari, antifascisti di vari schieramenti e civili. Dopo 20 mesi di guerriglia e lotta di Resistenza contro i nazifascisti, il 25 aprile 1945, mentre gli Alleati affondano il loro attacco finale, nelle regioni del Nord esplode l'insurrezione generale. L'Italia viene liberata e Mussolini, sorpreso mentre tenta di fuggire in Svizzera, viene ucciso. Con il referendum del 2 giugno 1946 l'Italia diventa una Repubblica. E il 1 gennaio 1948 entra in vigore la Costituzione.
02 Giu 2020

20. Il secondo dopoguerra e l'inizio della guerra fredda

Uniti nella lotta contro Hitler e il nazionalsocialismo, i tre leader delle forze alleate – Stati Uniti, Unione Sovietica e Regno Unito – si ritrovano divisi politicamente e ideologicamente già all'indomani della fine del secondo conflitto mondiale. A partire dal 1947, Si configura così una guerra fredda fra due blocchi contrapposti di Paesi, le democrazie occidentali alleate degli Stati Uniti e i regimi comunisti satelliti dell'Unione Sovietica. Anche in Italia – diventata il 2 giugno 1946 una Repubblica- il fronte comune della Resistenza contro il nazifascismo si divide: la guerra fedda condizionerà per decenni anche la nostra vita nazionale.
02 Giu 2020

21. La guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica

Con la divisione dell'Europa in due sfere di influenza egemonizzate da Usa e Urss inizia l'epoca della guerra fredda che condizionerà gli equilibri mondiali per oltre quarant'anni. Dal 1947 al 1991, furono diversi i momenti critici in cui la rivalità militare ed ideologica tra le due superpotenze sembrò far precipitare il mondo verso la terza guerra mondiale, che però, per fortuna, non scoppiò mai.
02 Giu 2020

22. L'Italia repubblicana

La vita politica dell'Italia repubblicana si riorganizza nel dopoguerra attorno ai partiti e a i sindacati. Le lezioni del 1946 determinano la scelta della forma dello Stato – La Repubblica – e la composizione dell'Assemblea costituente che scrive la Costituzione del nuovo Stato italiano in vigore dal 1 gennaio 1948. I primi governi di unità nazionale delle forze antifasciste collocano l'Italia nella sfera d'influenza occidentale sotto la guida del leader della DC, Alcide De Gasperi che con una svolta centrista esclude dal governo PCI e PSI. La DC stravince le elezioni politiche del 1948 e per un decennio si susseguono governi centristi che rafforzano le scelte europeiste sotto l'ombrello della Nato. Nel quinquennio 1958-1963 in Italia si verifica un boom economico che trasforma rapidamente la vita quotidiana e collettiva dei cittadini. Crescono i redditi, volano i consumi e inizia la migrazione interna dalla campagna alle città e dal Sud al Nord del paese. Nel 1946 trionfa Roma città aperta di Roberto Rossellini al Festival del Cinema di Cannes, nel 1951 nasce il Festival di Sanremo e nel 1954 nasce la televisione.
02 Giu 2020

23. La decolonizzazione del mondo

La decolonizzazione è il processo attraverso il quale le ex colonie – in Asia, in Africa e in Medio Oriente – diventano Stati-nazione formando il Terzo Mondo. Nel secondo dopoguerra, molti paesi colonizzati raggiunsero l'indipendenza ma questo processo portò non solo alla nascita di Stati-nazione ma anche a guerre e instabilità. Molti paesi ex colonie si ritrovarono dipendenti da un neocolonialismo economico rispetto alle ex potenze colonizzatrici. Nel mondo della Guerra fredda, dominato dalle due superpotenze Usa e URSS, alla Conferenza di Bandung (Indonesia) nel 1955, nacque il movimento dei Paesi "non allineati" e cioè neutrali rispetto ai due blocchi. In India, l'emancipazione dagli inglesi fu particolarmente violento e alla fine nel 1947 furono creati due Stati: l'Unione indiana a maggioranza indù ma costituzionalmente laica e il Pakistan musulmano. Ghandi sostenitore ad oltranza dell'idea di un unico Stato indiano si impegnò per la pace con qualsiasi mezzo non violento ma nel 1948 fu assassinato da un fanatico Indù. In Cina, la guerra civile pluriennale tra le forze nazionaliste di Chiang Kai-shek e quelle comuniste di Mao Tse-Tung si risolse con la vittoria di quest'ultimo che nel 1949 proclamò la nascita della Repubblica popolare cinese. Mao già nel 1950 stipulò un alleanza con l'URSS. La fine del mandato britannico sulla Palestina e la nascita nel 1948 dello Stato d'Israele segnò l'inizio di un conflitto che dura ancora oggi. In Africa, il processo di decolonizzazione cominciò un po' più tardi che in Asia e Medio Oriente ma fu più rapido e si concluse tra la metà degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta con un semi fallimento: le elite locali in molti paesi sono state incapaci di gestire la transizione democratica e, di fatto, il Continente è ancora oggi preda di interessi neocoloniali.
02 Giu 2020

24. Il Sessantotto e gli anni di piombo

In Italia Il movimento studentesco del 1967- 1968, appoggiato dalla sinistra extraparlamentare, nel 1969 si unisce al movimento operaio dando vita all'Autunno caldo. Per fermare i fermenti di cambiamento ormai inarrestabili nella vita sociale e politica del paese, i movimenti neofascisti compiono alcuni attentati terroristici per destabilizzare l'Italia. Con la strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969, ha inizio la strategia della tensione che insanguinerà il paese con attentati terroristici di matrice neofascista fino agli anni Ottanta. In questi stessi anni, anche detti anni di piombo si intensifica anche la lotta armata delle Brigate rosse e di Prima linea che colpisce politici, magistrati, giornalisti che vengono gambizzati, rapiti o uccisi perché considerati nemici del popolo. L'azione più eclatante delle Brigate rosse è nel 1978 il rapimento e l'uccisione del leader della DC, Aldo Moro.
02 Giu 2020

25. Il femminismo nel Novecento

Un viaggio nella storia dal punto di vista delle donne, le loro lotte e le loro conquiste. Una storia di grandi passi avanti ma anche di forti resistenze e di scontri violenti contro una società patriarcale e maschilista, dominante in tutte le epoche e in tutti i continenti. Dalla Francia di fine Settecento quando Olype de Gouges inizia a chiedere un formale riconoscimento dei diritti delle donne e viene ghigliottinata da Robespierre, alle Suffragette nel Regno Unito che fu un movimento nazionale finalizzato ad ottenere il diritto di voto per le donne che lottò per decenni e si diffuse in molti paesi europei ma ottenne pieno successo nel Regno Unito solo nel 1928. Dall ideale della donna fascista, madre e moglie devota, angelo del focolare alle donne nella guerra e nella Resistenza, combattenti a fianco degli uomini nella lotta per la libertà contro i nazifasciti. In Italia le donne votano dal 1946, 21 donne partecipano all'Assemblea Costituente e scrivono la Costituzione: sono sempre una minoranza ma diventano protagoniste della vita politica e sociale della nuova Italia. Da angeli del focolare ad angeli del ciclostile: le donne protagoniste del movimento del Sessantotto rivendicano una svolta culturale anche nei loro confronti. Nasce un nuovo femminismo che negli anni Settanta, in Italia e nel mondo, si propone nuove sfide e ottiene importanti conquiste: dalla legge del divorzio a quella sull'aborto, dal riconoscimento della differenza di genere a quello della parità salariale. Ma c'è ancora tanta strada da fare: un'autentica parità fra i sessi fondata sul reciproco rispetto della differenza non c'è ancora oggi.