Vai al contenuto principale

A chi tocca -

Dal lunedì al venerdì alle 12.00

Uno sportello al servizio dell'ascoltatore. Con Benedetto Marcucci e Giulia Nannini, autori Valentina Lo Russo e Benedetto Marcucci. .

Lista episodi

16 Giu 2022

Camminare fa molto bene e fa riscoprire sé stessi e la propria città

"Non dobbiamo mai dimenticare che camminare è l'attività fisica e terapeutica più naturale che ci sia", chiosa Éric Griez, psichiatra e autore del libro Guérir par le marche. Ecco perché, indipendentemente dall'ambiente, la cosa fondamentale è camminare, in ogni circostanza. E infatti si diffonde sempre di più la pratica di camminare, che sta pian piano sostituendo, soprattutto in chi è più avanti negli anni, la corsa, il famoso jogging. In particolare camminare in città fa provare sensazioni e scoprire luoghi, sconosciuti o dimenticati. Francesco Rutelli, ex sindaco della Capitale. ha dedicato un libro all'argomento un libro Roma camminando. "Osservare Roma - scrive Rutelli - attraverso e ben oltre la fisicità dei luoghi, delle strade, degli edifici e dei monumenti": in questo senso, mentre fa i conti con l'immensa, stupefacente eredità millenaria, prova a immaginarne il futuro. E in una chiave nemmeno troppo astratta (le ultime pagine sono fitte di esempi molto concreti di possibili interventi architettonici urbanistico-infrastrutturali). "Vorrei vedere nuove architetture assieme agli scavi dell'antico, ai restauri e alle valorizzazioni e rifunzionalizzazioni del nostro patrimonio". Ma camminare in città ci suggerisce anche un nuovo modo di viverla e di apprezzarne parti sconosciute e bellezze dimenticate. Può servire insomma a viverla meglio e migliorarne la vivibilità a 360 gradi. Ne parliamo con Francesco Rutelli, presidente ANICA e ex sindaco di Roma e con Carlo Infante, Progettista culturale e fondatore di Urban Experience e con Marco Romano, Urbanista già docente di Estetica della città.
27 min
15 Giu 2022

La BCE alza i tassi di interesse: cosa succede a mutui e finanziamenti

Con la decisione della Banca Centrale Europea di alzare i tassi di interesse dopo 11 anni e di porre fine al piano di acquisti asset, il mondo dei mutui e dei finanziamenti rischia di subire uno scossone epocale. L'aumento del costo del denaro aveva dato il via a ricadute pesanti su famiglie e imprese già negli scorsi mesi, provocate dall'incertezza globale legata alla guerra in Ucraina. E a settembre la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente. A causa del doppio aumento dei tassi di interesse annunciato dalla BCE (25 punti base a luglio e, probabilmente, 50 a settembre) mutui e finanziamenti (tutti) saranno inevitabilmente più cari. Non solo: gli analisti paventano anche una scure sui consumi, con l'inflazione che taglierà il potere d'acquisto del denaro e i ceti medio-bassi che dovranno ridimensionare le spese. Gli effetti delle decisioni sulla politica monetaria si erano già manifestati anche sui titoli di Stato, che ora diventeranno estremamente volatili, mentre probabilmente arriverà la riscossa per i titoli finanziari, energetici, utility. Le simulazioni effettuate dagli esperti indicano che il tasso variabile continuerà ad aumentare nei prossimi due anni. Una situazione che renderebbe quindi conveniente convertire il mutuo al fisso oppure scegliere il variabile con un tetto massimo. Questa soluzione negli ultimi due mesi è stata scelta dal 4% di chi ha acceso un mutuo per la prima casa. Ne parliamo con Alberto Gusmeroli, Vicepresidente della Commissione Finanze della Camera e con Mario Comana, Ordinario di Economia degli intermediari finanziari alla LUISS e con Enzo Albanese, Presidente degli agenti immobiliari di Milano.
31 min
13 Giu 2022

Le diete vegetariana e vegana si diffondono sempre di più. Ma sono sane?

Quasi il 10% della popolazione italiana è vegana o vegetariana. Si tratta quindi di un dato in crescita rispetto al 2020. Nel dettaglio il 6,8% si è dichiarato vegetariano, mentre il 2,4% si è dichiarato vegano. A scegliere un regime vegetariano sono più le donne rispetto agli uomini (7,2% contro il 4,9%). Tra i vegani, invece, la situazione è ribaltata: gli uomini sono il 2,7% contro il 2% delle donne. C'è anche chi afferma di non seguire attualmente una dieta priva di prodotti animali, ma di averlo fatto in passato: sono il 6% degli uomini e il 7,3% delle donne. Un dato che non sorprende, considerando che ogni anno il numero di vegetariani e vegani rilevato oscilla. Perché la scelta di diventare veg (vegetariani o vegani)? Il 23,1% degli intervistati ha scelto lo stile alimentare vegetariano/vegano per seguire uno stile di vita improntato al rispetto sia degli animali e del pianeta, 21,3% è invece spinto da motivazioni salutistiche. A indicare queste ragioni sono più spesso gli uomini, rispetto alle donne. Il 20,7%riferisce di aver scelto questa tipologia di dieta per ragioni esclusivamente animaliste, l'11,2% per il rispetto dell'ambiente, il 9,5% perché è curioso verso nuovi regimi alimentari (9,5%) mentre il 5,9% afferma di aver fatto la scelta veg per mangiare "meno e meglio": queste motivazioni sono state indicate più dalle donne, che dagli uomini. Ma scegliere la dieta vegetariana o vegana è sano? A sentire Red Ronnie, Giornalista e critico musicale assolutamente sì! Non ė dello stesso parere Stefano Erzegovesi, Nutrizionista e Psichiatra, Esperto di Nutrizione preventiva e Disturbi alimentari Ma che tipo di piatti si possono cucina rispettando una rigorosa dieta vegana? Ce lo racconta Samanta Barbero, Chef e Docente di cucina vegana.
35 min
10 Giu 2022

Domenica i 5 referendum, la legge Severino e la valutazione dei magistrati

VALUTAZIONE DELLE TOGHE: Scheda grigia. Il referendum chiede se approvato l'abrogazione delle norme riguardanti le competenze dei membri laici (giuristi o avvocati) in seno ai Consigli giudiziari. L'intento è evitare che, come invece accade adesso, la componente laica sia esclusa dalle discussioni e dalle valutazioni in merito alla professionalità dei magistrati, che oggi viene demandata esclusivamente a chi indossa la toga. Chi vota sì, apre alla possibilità che docenti universitari di materie giuridiche e rappresentanti dell'avvocatura dispongano del diritto di voto sia nelle deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione che in quelle dei Consigli giudiziari a livello territoriale. Ciò, a detta dei proponenti, abbasserebbe il tasso di «autoreferenzialità» nei giudizi sul lavoro delle toghe, in linea di massima sempre favorevoli. Sul punto interviene pure l'articolo 3 della riforma Cartabia, una norma di delega, che tuttavia apre al solo intervento dell'avvocatura nei consigli giudiziari. ABOLIZIONE LEGGE SEVERINO: Scheda di colore rosso. La richiesta è di abrogare il Testo unico del 2012 in materia di incandidabilità noto come legge Severino che prevede il divieto di ricoprire incarichi di governo e l'ineleggibilità o incandidabilità a elezioni politiche o amministrative (a pena di decadenza) per chi viene condannato in via definitiva per corruzione o altri gravi reati. L'abrogazione comporterebbe la cancellazione dell'intero testo. Chi viene condannato con sentenza definitiva potrebbe proseguire il mandato o ricandidarsi. E tornerebbe in capo alla magistratura stabilire se applicare o meno la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici. Inoltre, la riforma Cartabia non interviene su questo punto. Ospiti: Roberto Calderoli, Vicepresidente del Senato per il SI, Franco Mirabelli, senatore del Pd, vicepresidente del gruppo Pd per il No, Ettore Licheri, Senatore del M5S, Catello Vitiello, deputato del Pd.
32 min
09 Giu 2022

Stagione è iniziata con un boom sulle spiagge ma sulle concessioni è polemica e mancano i lavoratori

Complice il caldo africano le spiagge italiane sono già piene da fine maggio e dunque pare che, dopo due anni difficili, l'economia turistica possa finalmente tirare un sospiro di sollievo. Ma mentre gli stabilimenti balneari registrano il tutto esaurito in periodi di solito molto più scarichi, gli operatori hanno dovuto serrare le fila nella polemica sulle concessioni delle aree demaniali dell'enorme arenile della nostra Penisola. Per ora la questione è stata accantonata con un accordo di massima nel governo, ma l'opposizione di Fratelli d'Italia ha già promesso battaglia quando il provvedimento arriverà in Aula. E viste le posizioni espresse dal cosiddetto Centrodestra di Governo, c'è da giurare che la materia renderà le giornate parlamentari calde, più di quanto non lo siano per l'afa precoce di questi giorni. Ma c'è anche un'altra grande una grande incognita: riusciranno a essere coperti le svariate migliaia di posti di lavoro vacanti per i lavoratori del settore balneare? I motivi di questa carenza sono molteplici. Il Ministro del Turismo Garavaglia non ha usato giri di parole: "E' colpa del reddito di cittadinanza". Però indubbiamente il quadro è composito e a sentire i sindacati di categoria il principale fattore di dissuasione ad accettare ingaggi per la stagione è la mancanza di ammortizzatori sociali adeguati, l'assegno di disoccupazione in altre parole, per il periodo invernale, non garantito per gli stagionali e ottenibili in altri comparti secondo la Naspi, introdotto nel 2016. Ne parliamo con Maurizio Rustignoli, Presidente di Fiba Confesercenti e con Piero De Luca, Deputato del PD e dalle 12.30 alle 12.45 con Massimo Garavaglia, Ministro del Turismo.
33 min
08 Giu 2022

È giusto porte dei limiti all'abbigliamento degli studenti? E se si quali?

Sei uno studente di un liceo e sei stato ripreso dal preside a causa del tuo abbigliamento considerato poco consono all'ambiente scolastico. Esattamente quel che è successo nel liceo Fogazzaro di Vicenza nei giorni scorsi. E se volessi sapere se è legittimo imporre un determinato stile di abbigliamento all'interno di una scuola? Un tempo gli studenti si vestivano tutti allo stesso modo, indossando le apposite uniformi. Si tratta, come si è visto, di qualcosa di molto lontano da quello che vediamo tutti i giorni nei nostri istituti scolastici. Ma la scuola può imporre come vestirsi? Hanno fatto discutere i regolamenti adottati da alcuni istituti scolastici che prevedono determinati canoni da rispettare nella scelta dell'abbigliamento con cui recarsi a scuola. E proprio la preside Maria Rosa Puleo del Fogazzaro ha annunciato restrizioni nel regolamento di Istituto per il prossimo anno, visto che quest'anno ormai è finito. Allo stato attuale, non esiste una "legge" che preveda, in modo generale e astratto, per tutte le scuole d'Italia, le regole da seguire per quanto riguarda l'abbigliamento degli insegnanti e degli studenti. Ne consegue che i singoli istituti scolastici, nell'ambito dell'autonomia decidono se introdurre o meno delle divise o dei grembiuli che devono essere necessariamente indossati dagli studenti. Nelle scuole pubbliche, tuttavia, il grembiule viene utilizzato di solito alle scuole elementari (peraltro non in tutte le scuole) mentre dalle scuole medie in su non sono generalmente previste divise o grembiuli. Ne parliamo con Paolo Crepet, Psichiatra e saggista e con Lia Gentile, Dirigente scolastico dell'Istituto Chiodi di Roma. Inoltre con Paolo Damanti, Fondatore di Orizzonte scuola e il punto di vista dei ragazzi con Giulia Sciaboni, studentessa del liceo Talete di Roma.
36 min
03 Giu 2022

Covid 19: siamo in uscita definitiva? I vaccini danno o no effetti avversi?

L'estate è alle porte, anche se il caldo africano ci fa credere sia già iniziata. Per il terzo anno consecutivo dovremo fare i conti con il Covid 19. Ma quest'anno è diverso, sembra che siamo veramente alla fine del tunnel. La variante Omicron non è neanche lontana parente della Delta che nel 2020 fece strage di migliaia di persone. Ma siamo sicuri che in autunno non riprenda la corsa, facendo tornare la discussa necessità di un quarta dose. In molti hanno espresso molte perplessità sull'opportunità di procedere ad un eventuale ulteriore richiamo. A questo si aggiungono tutte le informazioni che a poco a poco numerosi studi forniscono su ulteriori caratteristiche del Virus, sulle conseguenze a lungo termine che, per ovvie ragioni, fino ad oggi non erano disponibili. E a complicare ulteriormente il quadro ci sono anche gli studi condotti sugli effetti avversi dei vaccini, ma non dopo poco tempo, sul lungo periodo. In Germania si è aperto un acceso dibattito sul forte aumento di alcuni casi di infiammazioni di vario tipo, che alcuni farebbero risalire proprio alla vaccinazione di massa, compiuta senza avere il tempo di approfondire, come di solito si fa, le ricerche sugli effetti avversi. Ne parliamo con Fabrizio Pregliasco, Direttore sanitario dell'Istituto Galeazzi e docente di Igiene Generale presso l'Università di Milano e con: Roy de Vita, Primario di Chirurgia Plastica presso l'Istituto Nazionale dei Tumori "Regina Elena" di Roma ed inoltre con Andrea Crisanti, Professore di Microbiologia all'Università di Padova.
36 min
01 Giu 2022

Lavorare per una azienda e vivere. Il Fisco, però, potrebbe non essere d'accordo

Secondo l'Ocse, in Paesi come Australia, Francia o Regno Unito quasi il 50% delle persone ha "telelavorato" nel 2020. Ora che la pandemia non morde più, si entra nella fase strutturale: oltre 4 milioni di italiani, ad esempio, continueranno a usare lo smart working - stima il Politecnico di Milano - disciplinato dalle norme, con accordi aziendali e individuali e un'impostazione fondamentalmente ibrida tra ufficio e fuori. Nel frattempo si è anche fatto strada un altro filone di pratiche aziendali, che è ancora più estremo rispetto allo smart working: quello del remote working, che scinde totalmente il nesso tra la prestazione e il luogo. E che abilita il sogno di stare al caldo mentre si lavora per un'azienda che ha sede al gelo. Ma attenzione c'è un problema fiscale: non tutti i Paesi accettano questa innovativa soluzione di lavoro, che in alcune professioni è perfettamente compatibile con un rendimento ottimale, in sostanza non diminuisce la produttività del dipendente, anzi. Senza contare che, oltre alla questione fiscale, ci sono anche gli aspetti contributivi, di assicurazione e sicurezza sul lavoro e via dicendo. Sarebbe opportuna una valutazione complessiva della materia, in sede internazionale, anche perché i limiti si impongono non solo a chi volesse venire in Italia, come si auspica in alcuni nostri territori vista l'attrattività del Belpaese, ma vale anche per le società italiane che avessero dipendenti che lavorano fuori. Ne parliamo con Marco Valdonio, Tributarista dello studio Maisto & Associati di Milano e approfondiamo l'evoluzione del lavoro e dei cambiamenti in atto anche con Luca Pesenti, Professore di Sociologia alla Cattolica di Milano. E sugli orari di lavoro standard destinati a sparire, dove sta già accadendo? Con Antonio Aloisi, Professore di Diritto del Lavoro all'Università di Madrid.
29 min
31 Mag 2022

Un italiano su tre è un sedentario e non fa sport? Ci pensa l'azienda!

Il 35% degli italiani non pratica né sport né attività fisica e non conduce uno stile di vita sano: qui interviene il sistema Healthy Virtuoso che, con un totale di 70 aziende coinvolte e una crescita del 400% dal 2021, sta diventando un modello di riferimento per migliorare la salute dei dipendenti. Con una crescita del +400% dal 2021, Healthy Virtuoso stimola così l'adozione di uno stile di vita salutare nelle imprese, con l'obiettivo di promuovere un nuovo paradigma di well-being e welfare aziendale basato sul lancio di health challenge con cui i colleghi si sfidano tra loro, guadagnano punti, vincono premi e prendono parte ad iniziative di beneficenza. L'elemento distintivo? L'utilizzo della gamification e una dashboard aggiornata in tempo reale con la quale gli HR possono misurare l'impatto dei programmi e monitorare i loro risultati. Il modello ha consentito il miglioramento dello stile di vita di più dell'80% degli iscritti con un riflesso immediato sulla relazione dei dipendenti con l'azienda promotrice: il 74% di loro dichiara, infatti, di sentirsi più fedele alla propria realtà lavorativa. Healthy Virtuoso è una startup che incentiva e premia le persone che si impegnano a mantenere uno stile di vita salutare. Nata nel 2017 daun'idea di un gruppo di giovani al rientro da esperienze all'estero, ha riscosso enorme seguito con oltre 200 mila download e numerose collaborazioni. Il suo scopo è aiutare le grandi aziende (come Intesa Sanpaolo, KPMG, American Express, Whirlpool, Prysmian, MSD) ad aumentare la salute e il coinvolgimento dei propri dipendenti, continuando a ricevere una fortissima attenzione anche da numerosi operatori del jet set internazionale. Ne parliamo con Andrea Severino, CEO e cofounder di Healthy virtuoso e con Francesca Bertin, Responsabile Health & Safety di Giuffrè editore e per l'aspetto sanitario dell'attività fisica ed infine con Andrea Lenzi, Ordinario di Endocrinologia alla Sapienza di Roma.
31 min
30 Mag 2022

L'intelligenza artificiale è entrata nella nostra vita: un aiuto o, alla lunga, una minaccia?

L'intelligenza artificiale finirà col soppiantare il genere umano. La spada di Damocle che pende sull'uomo viene evocata per la prima volta non da uno sparuto gruppo di luddisti o di paranoici, ma da due grandi cervelli umani, Elon Musk e Stephen Hawking. Il primo è famoso per aver fondato PayPal, Tesla – per la produzione di veicoli elettrici – e Space X, la prima azienda al mondo ad aver mandato in orbita un'astronave senza alcun contributo pubblico. "Penso che dovremmo stare molto attenti all'intelligenza artificiale. Se me lo chiedessero direi che è questa la più grande minaccia alla nostra esistenza", ha dichiarato Musk in un incontro organizzato dal Massachusetts Institute of Technology. Il timore di Musk è che alla fine l'uomo darà vita a robot e intelligenze artificiali in grado di prendere il potere al suo posto, relegando gli esseri umani a una condizione di schiavitù o destinandoli all'eliminazione. Uno scenario fantascientifico, si direbbe, condiviso tuttavia da Stephen Hawking, il più famoso teorico fisico del mondo, che prima di morire ha dichiarato senza mezzi termini: "lo sviluppo di una completa intelligenza artificiale potrebbe segnare la fine della razza umana". E' così? Lo chiediamo a Nicoletta Iacobacci, scrittrice e docente alla Webster University di Ginevra, autrice di L'etica è donna e a Enrico Mallone, Fondatore Healthia, società che si occupa di IA nella medicina e docente alla UniCusano di Roma e ad Alessandro Longo, Direttore di agendadigitale.eu e autore di Intelligenza artificiale.
32 min
23 Mag 2022

Trenta anni fa la strage di Capaci e l'assassinio di Giovanni Falcone

Il 23 maggio 1992 Giovanni Falcone, mentre percorreva l'autostrada per tornare a Palermo con sua moglie Francesca Morvillo, seguito dalla scorta con Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, rimase vittima di un vero e proprio atto di guerra: 500 kg di tritolo per farlo saltare in aria. E come sappiamo quell'atto di guerra raggiunse il suo scopo. A trent'anni di distanza cosa abbiamo capito di quell'evento e delle cause che lo produssero? Lo Stato, al di là della scorta che purtroppo ne seguì il tragico destino, difese a sufficienza Giovanni Falcone nella sua attività? La Sicilia e la sua capitale Palermo sono molto diverse da allora. La morsa del potere mafioso si avverte in modo meno asfissiante e prepotente. Si può dire che il 23 maggio 1992 abbia marcato un punto di non ritorno, segnando paradossalmente l'inizio del declino del potere mafioso sull'isola? Certo la mafia ancora non è vinta, ma l'incessante azione di formazione e diffusione di una cultura della legalità svolte in questi decenni nelle scuole e nelle università, che ha trovato in Giovanni Falcone e Paolo Borsellino degli straordinari simboli, ha prodotto risultati innegabili. Ne sono prova le mamme mafiose o delle ndrine calabresi che decidono di rinunciare ai loro figli per dare loro un futuro. Una catena che si spezza e da speranza. Ne parliamo con Claudio Martelli, Direttore de L'Avanti, allora Ministro della Giustizia e con Pino Corrias, Giornalista e scrittore e con Giuseppe Ayala, ex magistrato e Pm al Maxiprocesso.
33 min
20 Mag 2022

Una sentenza d'appello condanna una mamma caregiver: a che punto siamo coi diritti dei disabili?

La storia di Elena Improta fa rabbia ed è un caso di malagiustizia per varie ragioni: la lungaggine del processo, durato 26 anni (e per fortuna non è finita!), l'incoerenza di giudizio nei vari gradi processuali ma, soprattutto, l'ultimo atto, a legger le carte, un orrore giudiziario. Ma Elena non si dà per vinta. Oggi ascoltiamo la sua testimonianza e il racconto sull'attività che svolge con la sua Associazione Oltre lo sguardo, con la quale assiste tutti coloro che vivono la difficile condizione di un figlio o figlia con gravi disabilità. Oltre lo sguardo vuole costruire una rete di protezione sulla quale possano contare tutte le famiglie. La sua storia ci dà modo di riflettere su quale sia lo stato dell'arte sui diritti dei disabili e sull'applicazione della legge che avrebbe dovuto porre un rimedio all'incerto futuro di chi ha un handicap quando non riceve più il sostegno e l'assistenza dei suoi cari. Ha funzione la legge 112 del 2016? A giudicare dai livelli di adesione in alcune regioni pare proprio di no. Cosa non ha funzionato, come si può intervenire per porre rimedio. Ne parliamo con Elena Improta, Mamma di Mario e Presidente di Oltre lo sguardo e con Valeria Scafetta, del Direttivo di Oltre lo sguardo. E poi con Vincenzo Falabella, Presidente della Federazione Italiana Superamento dell'handicap ed infine con Elisabetta Aldrovandi, Avvocata e Presidente Osservatorio Nazionale Sostegno alle Vittime.
32 min
19 Mag 2022

Gli studenti vorrebbero dar voti agli insegnanti, i magistrati scioperano contro la loro valutazione

Una pagella anche per i professori, i dirigenti scolastici, i presidi insomma e per il personale ausiliario ATA, quelli che una volta chiamavamo bidelli. Questo vorrebbero la stragrande maggioranza dei ragazzi e delle ragazze, quasi 9 su 10, secondo un'indagine condotta da skuola.net in collaborazione con l'Anp (Associazione Nazionale Presidi) di Roma e del Lazio. Una ricerca che ha coinvolto circa 6000 studenti e dalla quale si evince che quasi tutti vorrebbero ci fosse un riscontro sull'operato dei singoli professori. Ma non sarebbe una valutazione approssimativa, tutt'altro. La quasi totalità degli alunni vorrebbe che fossero passate in rassegna la capacità di ascolto, la competenza della materia, l'imparzialità di giudizio e la capacità innovativa nell'insegnare. Insomma un vero e proprio test di valutazione periodico a cui doversi sottoporre. Ma nonostante se ne parli da anni e molte professionalità del mondo della scuola siano d'accordo, un meccanismo di valutazione dei professori non riesce a partire. Ma non sono gli unici, anche i magistrati faticano ad accettare di essere giudicati, secondo quanto previsto dalla Riforma della Ministra Cartabia con il fascicolo delle performance. Un giudizio sul loro operato sia quantitativo che qualitativo. E intanto il 12 giugno si voteranno i 5 referendum sulla giustizia… Ne parliamo con Cristina Costarelli, Presidente Anp del Lazio (favorevole valutazioni) e con Ivana Barbacci, Segretaria generale CISL Scuola (contraria) e con Francesco Loschi, Magistrato, Giudice Penale al Tribunale di Perugia e forse ma forse, come diceva Epifanio, con Giuseppe Benedetto, Avvocato Penalista e pres. Fondazione Einaudi.
36 min
18 Mag 2022

L'edizione post covid della Notte ai Musei registra presenze record. Perché non renderla permanente?

Oggi, 18 maggio, è la Giornata Mondiale dei Musei (International Museum Day). La Giornata è stata istituita 45 anni fa, nel 1977, dall'ICOM, International Council of Museums. Il mondo della cultura è stato tra i più gravemente colpiti dal COVID. La chiusura forzata dei luoghi della cultura ha messo in ginocchio migliaia di addetti e ovviamente i musei e le loro complesse macchine di gestione sono state messe a dura prova. Forse avrebbe aiutato una gestione diversa, che consentisse con le dovute precauzioni di frequentare luoghi che, vista la loro ampiezza, garantivano il distanziamento sociale richiesto nel periodo più duro della pandemia. Ora che le misure sono ormai ridotte ai minimi termini e i musei hanno riaperto, tutte le strutture grandi e piccole hanno ripreso l'attività, ma per tornare ai numeri preCOVID si prevede ci vorrà almeno un anno, se tutto va bene. Lo scorso week end si è svolta, dopo due anni di interruzioni per il COVID la Notte dei Musei. E' stato un successo senza precedenti. Ma perchè non stabilizzare un'apertura serale, per esempio durante il week end? Si potrebbero creare nuovi posti di lavoro e rendere le strutture museali parte integrante della vita serale delle nostre città. Ma è possibile? Ne parliamo con Massimo Osanna, Direttore Generale Musei del Ministero della Cultura, con Mario Epifani, Direttore del Palazzo Reale di Napoli e con Vittorio Sgarbi, Storico dell'arte e deputato.
37 min
17 Mag 2022

Nel mondo si diffondono corsi di mascolinità gentile

Nel mondo si diffondono corsi di mascolinità gentile mentre a Rimini l'adunata degli alpini produce 180 segnalazioni molestie Nel mondo hanno grande successo, da "tutto esaurito", corsi di "mascolinità gentile", nei quali gli uomini vengono istruiti a come liberarsi della loro virilità maschilista e riscoprire l'emotività, senza vergognarsi di manifestare la parte più "femminile" della propria personalità. Cinque anni fa, dopo lo scandalo Weinstein, partì il #Metoo. Da allora la sensibilità alle varie forme di molestie verso le donne è indubbiamente aumentata. Eppure non diminuiscono gli episodi controversi, a cominciare da quello verificatosi la scorsa settimana a Rimini durante l'Adunata degli Alpini, nel corso della quale sono state raccolte 180 segnalazioni di comportamenti offensivi a donne e ragazze, con modalità da "branco" senza freni inibitori. Per non parlare del sempre verde dibattito sul cosiddetto cat calling, il fischio per strada rivolto alle donne per esprimere un presunto "apprezzamento". Il movimento femminista "Nonunadimeno" intanto lancia un appello, non per condanne penali, ma affinchè si colga l'occasione per aprire un grande dibattito sulla cultura maschilista, ancora troppo radicata e alla base delle nostre relazioni sociali. Ne parliamo con Giancarla Tisselli, Psicologa, conduce corsi di "Psicologia urbana e creativa" e sui "sentimenti degli uomini" e con Alessandra Maiorino, Senatrice M5S, si è occupata della ratifica della Convenzione contro, molestie e ricatti sui luoghi di lavoro e con Barbara Domenichini, Coordinatrice Casa delle donne Ravenna.
37 min
16 Mag 2022

Pensioni: dopo la fine di quota 100 a che punto siamo? Una nuova riforma è allo studio

Si parla da mesi di una riforma pensioni complessiva che affronti in maniera sistematica il problema della flessibilità dei tempi di uscita ma anche le prospettive di tutela previdenziale per i giovani e rafforzi il sistema di previdenza integrata. L'ultima legge di bilancio ha affrontato solo i problemi più urgenti in sospeso: per esempio la proroga di alcune agevolazioni in scadenza e la fine della sperimentazione della cosiddetta Quota 100. A livello governativo non si sono fermati i lavori sia dei tavoli tecnici istituiti ad hoc, che il confronto tra Governo e sindacati, anche se ora la guerra in Ucraina ha monopolizzato l'attenzione e l'azione del Governo. Nel Rapporto annuale sul coordinamento della finanza pubblica, i magistrati della Corte dei Conti avevano evidenziato il rischio che la spesa previdenziale, nel «prossimo biennio potrà rappresentare un rilevante elemento critico per i conti pubblici» e proponevano di «costruire, eventualmente con gradualità, ma in un'ottica strutturale, un sistema di uscita anticipata che converga su una età uniforme per lavoratori in regime retributivo e lavoratori in regime contributivo puro». Quale sarà il punto di caduta della trattativa tra Governo e Sindacati? Ne parliamo con Luigi Sbarra, Segretario Generale della CISL e con Cesare Damiano, economista, ex Ministro del Lavoro e Presidente della Commissione tecnica di studio sui lavori gravosi e con Giuliano Cazzola, ex deputato, ex dirigente del Ministero del Lavoro, ex sindacalista, ora esponente di +Europa.
34 min
13 Mag 2022

Quando gli animali selvatici entrano in città che fare? Come regolarsi?

Durante il lock down impazzavano sui social e nei media le notizie di animali selvatici in città, che conferivano un sapore ancora più surreale e fantascientifico alla situazione di pandemia. Ma perché gli animali entrano nelle città? Sono una novità portata dal COVID o semplicemente ora ce ne accorgiamo di più, ma è un fenomeno che viene da lontano? O ancor più semplicemente é solo la cattiva gestione dei rifiuti a causarne la comparsa nelle strade delle metropoli? È di ieri la notizia che la Regione Lazio avrebbe deciso di procedere a degli abbattimenti controllati di cinghiali. La nuova ordinanza del commissario straordinario all'emergenza per la peste suina Angelo Ferrari prevede l'avvio dell'abbattimento degli ungulati a partire dall'area dell'Insugherata a Roma, epicentro del focolaio. Pratica peraltro che sarebbe regolata dall'articolo 35 della legge regionale del Lazio sulla caccia, secondo cui i prelievi selettivi devono essere eseguiti dalla polizia provinciale, coadiuvata da esperti del settore venatorio. Ma le associazioni per la protezione degli animali insorgono. Cerchiamo di capire meglio che succede. Con Alessandro Piacenza, vice coordinatore nazionale delle Guardie zoofile dell'Organizzazione internazionale Protezione animali e con Pietro Genovesi, Responsabile del servizio per il coordinamento della fauna selvatica dell'Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale e con Marco Galaverni, Direttore programma e Oasi WWF.
29 min
12 Mag 2022

Un altro record negativo: nel 2021 meno di 400mila nuovi nati

Come fermare il cronico abbassamento della natalità? «Il nuovo record negativo di nascite, meno di 400mila all'anno, certificato dall'Istat non è più un campanello d'allarme, ma un certificato di morte per un Paese che senza figli non ha futuro». Per Gigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, è inutile girarci intorno: la natalità è la nuova questione sociale. E proprio con l'obiettivo di rilanciare le nascite e il futuro del Paese è nata la Fondazione per la natalità, con l'obiettivo di trovare insieme soluzioni concrete e rapide per invertire il trend demografico. Oggi e domani la Fondazione chiama a raccolta tutti coloro che possono contribuire a invertire questa tendenza nella seconda edizione degli Stati Generali della Natalità. L'appello del Forum delle associazioni familiari è rivolto come sempre alla politica, ma soprattutto al governo, in particolar modo perché si decida con forza di investire le risorse del Pnrr sull'emergenza denatalità. Una prima risposta è stata l'istituzione dell'assegno unico ma ancora in pochi lo sfruttano: solo 2milioni di famiglie ne hanno fatto richiesta all'INPS su una platea di 7,2 milioni di aventi diritto. Bisogna informare di più. E noi facciamo la nostra parte. Ne parliamo con Luigi Orfeo, Presidente della Società di Neonatologia e con Francesco Candeloro Billari, Professore di Demografia alla Bocconi di Milano, con Fabrizio Cerusico, Ginecologo esperto in infertilitá e infine con Isabella Rauti, vice capogruppo al Senato di Fratelli d'Italia.
30 min
11 Mag 2022

Mancano 390 mila lavoratori per ristoranti, hotels e servizi per il turismo. Come uscirne?

Come è possibile che ci siano così tanti posti di lavoro vacanti, con il rischio di non sfruttare una forte ripresa dell'industria turistica? Le ragioni sono molte: da una parte la minore attrattività di settori che dopo il Covid vengono visti più incerti e con meno prospettive di futuro. Dall'altra molti sostengono che sia il reddito di cittadinanza il principale elemento di dissuasione ad accettare gli impieghi stagionali, magari percependo poco più del sussidio statale. Lo ha dichiarato esplicitamente il ministro del Turismo Massimo Garavaglia. Ma cosa ne pensano le organizzazioni di categoria di imprenditori e lavoratori del settore? Forse si possono immaginare incentivi che spingano i giovani ad accettare questo tipo di lavori? Se non si trova una soluzione ci troveremmo di fronte a una contraddizione paradossale: dopo aver invocato la ripresa di uno dei comparti che ha più sofferto nei due anni di pandemia, quello turistico, ora che quella ripresa c'è rischiamo di vanificarla. Ne parliamo con Giancarlo Banchieri, Presidente FIEPET Confesercenti, Federazione Italiana Esercenti Pubblici e Turistici, con Giovanni Cafagna, Presidente ANLS, Associazione Nazionale Lavoratori Stagionali e con Gennaro, gestore di un chiosco, con la moglie Francesca, in uno stabilimento balneare in località Feraxi a Muravera in Sardegna (da anni fatica a trovare dipendenti pur segnati e con stipendi interessanti).
29 min
09 Mag 2022

Passata la festa della mamma, ma le mamme non se la passano bene. Il Family Act del governo

Il 42,6% delle mamme tra i 25 e i 54 anni non è occupata e il 39,2% con 2 o più figli minori è in contratto part-time. Solo poco più di 1 contratto a tempo indeterminato su 10 attivato è a favore delle donne nel primo semestre 2021. Nel solo 2020 sono state più di 30mila le donne con figli che hanno rassegnato le dimissioni. Per il settimo anno consecutivo, Save The Children diffonde il rapporto "Le Equilibriste. La maternità in Italia 2022" con i valori delle regioni italiane dove essere madri è più o meno semplice, con il Nord in cima e il Sud, seppure in basso nella classifica, ma in ripresa nei servizi alla prima infanzia. È questo il "quadro critico" quello che emerge dalla ricerca di Save the Children, che riguarda circa 6 milioni di madri "equilibriste" che si dividono tra vita familiare e lavorativa, spesso senza supporto e con un carico di cura, aggravato dalla pandemia. Anche la ripresa economica dello scorso anno è stata caratterizzata "da ingiustizie di genere": delle 267.775 trasformazioni contrattuali a tempo indeterminato del primo semestre 2021, solo il 38% riguarda donne. Ma intanto sul fronte politico e governativo qualcosa si muove: è arrivato il Family Act. Capiamo meglio in cosa consiste. Ne parliamo con Antonella Inverno, Responsabile Politiche infanzia e adolescenzadi Save the Children e con: Filippo Granati, Presidente di Assomamme e con: Maria Chiara Gadda, Deputata di Italia Viva
36 min
05 Mag 2022

Superbonus 110 per cento: tutto fermo, senza cessione la misura rischia di fallire con le imprese

Alla fine, la norma per riattivare il meccanismo dello sconto in fattura nel decreto Aiuti non è entrata. Nonostante il ministero del Tesoro vi stia lavorando da tempo. Nel nuovo intervento, approvato dal Consiglio dei Ministri il 2 maggio, per quanto riguarda il Superbonus 110, ha trovato spazio soltanto la proroga al 30 settembre 2022 delle spese sostenute per le abitazioni unifamiliari. La misura slitta quindi in avanti rispetto al termine del 30 giugno 2022 fissato dall'ultima legge di Bilancio, «a condizione che alla data del 30 settembre siano stati effettuati lavori per almeno il 30 per cento dell'intervento complessivo». Norma molto attesa che però risulta azzoppata senza la riattivazione dei canali bancari e lo sblocco dello sconto in fattura e delle cessioni del credito. Al momento è consentita la cessione solo per tre volte: la prima in maniera libera, mentre seconda e terza cessione solo verso le banche, le assicurazioni e le società finanziarie. Nella legge di conversione del DL Bollette è stata prevista una quarta cessione del credito. In questo caso, possibile solo per le banche verso i propri correntisti e solo se non c'èstata alcuna cessione prima del 2 maggio. Il Decreto Aiuti avrebbe dovuto, secondo le indiscrezioni dei giorni precedenti, prevedere anche la possibilità per le banche di frazionare il credito ai propri correntisti. Ma per ora è un nulla di fatto. In tutto ciò Draghi se schiera contro il Superbonus nella Plenaria del Parlamento Europeo. Come se ne esce? Ne parliamo con: Alberto Gusmeroli, Vicepresidente della Commissione Finanze della Camera, con Gabriele Buia, Presidente ANCE, Associazione Nazionale Costruttori Edili e con il Vice Direttore Generale dell'Abi, Gianfranco Torriero.
32 min
03 Mag 2022

Vittime di chirurgia estetica: quali i pericoli e come affrontare il bisturi

Un'altra vittima della chirurgia estetica abusiva, l'ennesima. Come rispondere alla diffusione del ricorso a interventi pericolosi per migliorare il proprio aspetto fisico. Dopo la tragica storia di Samantha Migliore è sempre più urgente affrontare un fenomeno in rapida espansione. Sempre più persone, per lo più donne (ma non solo) ricorrono alla chirurgia estetica e dunque si impone una campagna di informazione che scongiuri il ricorso a interventi effettuati da persone non qualificate. I facili guadagni da una parte e i prezzi allettanti dall'altra creano un'offerta e una domanda in un mercato senza regole, le cui vittime sono ovviamente le persone che si ritrovano menomate o addirittura, come si è visto, perdono la vita. Ma come si può arrivare ad affidarsi a persone non qualificate per operazioni chirurgiche cosí delicate? I martellanti messaggi provenienti dal web ad essere belli, sempre in forma e con corpi perfetti sicuramente contribuiscono, ma anche la classe medica ha le sue responsabilità? Perché la domanda di "ritocco" del proprio aspetto fisico si sta diffondendo in modo cosí veloce e diffuso, con aumenti a due cifre ogni anno? Quel che è certo è che il giro d'affari del settore nel mondo ha sfondato di slancio i 20 miliardi di euro e non accenna a fermarsi. Ne parliamo con Gianfranco Petrolo, Chirurgo plastico e ricostruttivo e con Roberta, vittima di un intervento sbagliato all'addome. Non vanno, inoltre, trascurati gli aspetti psicologici del ricorso al bisturi. Ne parliamo con Loredana Petrone, Psicologa e con Enrico Maria Secci, Psicoterapeuta.
32 min
02 Mag 2022

Le chat dei genitori per le classi: un caos fuori controllo e nel Lazio arrivano nuove regole

Gruppi WhatsApp di classe (insegnanti-alunni) che trillano a tutte le ore. Amicizie Facebook tra studenti e professori. Commenti social, specie su Instagram e TikTok, che travolgono la buona reputazione degli istituti scolastici coinvolti. L'associazione nazionale dei presidi del Lazio ha deciso di dire basta e ha promosso la revisione del codice deontologico interno, fermo al 2012, con tanto di stretta all'uso e abuso dei social network soprattutto per i prof. Il nuovo codice prevede di "evitare le chat con genitori e studenti se non per questioni di natura urgentissima come le gite saltate "e stop ai contenuti pubblicati sui social che ledono l'immagine degli istituti scolastici". Le regole, che hanno un valore etico e di prevenzione, ma non amministrativo, però, danno ovviamente adito a polemiche. Promosso dagli insegnanti, bocciato dagli studenti. La polemica sale di tono e allora interviene l'Associazione nazionale presidi (Anp), che propone di regolamentare le chat sulla base di un codice di autodisciplina nazionale. Del resto, che un limite bisognasse metterlo, lo testimoniano alcuni casi di chat balzati agli onori delle cronache per il loro uso decisamente distorto. Ne parliamo con Mario Rusconi, Presidente Associazione Nazionale Presidi di Roma e con Massimo Lussignoli, Pedagogista e formatore del Centro Psicopedagogico di Piacenza ed, infine, con Eva Milella, Fondatrice della chat Stappamamma e animatrice di un Gruppo Facebook di confronto tra i genitori.
35 min
28 Apr 2022

Concorsi universitari: a Reggio Calabria esplode l'ennesimo scandalo. 52 indagati

Le regole dell'Università italiana sono giuste? Maxi inchiesta sull'università di Reggio Calabria: interdetto anche il rettore. Tracce dei temi rivelate prima, finti compiti anonimi e cv manipolati. "Aspetta il tuo turno o non vincerai mai". Questo si è sentita dire una concorrente al posto di ricercatrice. Così, secondo la tesi dell'accusa, i baroni truccavano esami e concorsi. Le ipotesi di reato sono pesanti: "associazione a delinquere in totale spregio delle regole e del principio di meritocrazia, con illegalità quotidiane e senza soluzione di continuità". Ora ci penserà la magistratura. Quel che è certo è che non è la prima volta che una Università italiana è nella bufera per opachi metodi di selezione di ricercatori e docenti. Eppure nel 2010 è stata varata una riforma che avrebbe dovuto evitare tutto questo e mettere fine al baronato vigente per decenni nel nostro Paese, in barba alle regole che prevedevano concorsi basati su merito e titoli accademici. Qual è veramente la situazione? Lo chiediamo a Michele Bugliesi, professore ordinario di informatica, già Rettore di Ca' Foscari e responsabile Università di Azione. C'è chi non lesina critiche molto dure e ha dedicato alle deviazione dell'Università un libro, Mala Università, è Giambattista Scirè, storico e fondatore di Trasparenza e Merito. Ma forse è importante chiedere cosa pensi chi la riforma Gelmini, attualmente vigente, l'ha tenuta a battesimo: Giuseppe Valditara, professore ordinario di diritto privato romano all'Università di Torino
34 min