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Le Lilloparole

Neologismi per tutte quelle cose, personaggi e situazioni che ci capitano quotidianamente ai quali non abbiamo ancora dato un nome. Le nostre vite cambiano, sono sempre più veloci, e il vocabolario della lingua italiana non tiene il passo. Sono infinite le circostanze quotidiane per le quali non esiste ancora il termine giusto e si è costretti a fare lunghi giri di parole per riconoscerle, descriverle e magari parlarne un po'. Lillo Petrolo accorcia le distanze, o almeno ci prova. Per esempio: con il neologismo "MICCHIONE" si identifica quell'individuo al quale arriva per ultimo o non arriva affatto il piatto che ha ordinato al ristorante. Il "micchione" aspetta invano e mentre tutti mangiano e gli offrono con misericordia i loro assaggini vaganti egli rimugina, si guarda intorno, si contorce in silenzio, cercando di minimizzare e mantenere la calma, poi si autocommisera e, solo con se stesso, riconosce la consuetudine di questa iattura che tocca sempre a lui. O perlomeno così gli sembra. L'ORUCU' invece è quell'oggetto casalingo, quel "coso" non ben identificato dalla apparente poca importanza che sta sempre da qualche parte, nessuno sa bene cosa sia, nessuno ha il coraggio di buttare. L'orucù infastidisce con le sue continue apparizioni per decenni, rivelandosi indispensabile soltanto dopo essere stato gettato via nel secchio dell'indifferenziata. Un podcast di Lillo e Carlo D'Alatri

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