Vai al contenuto principale

Maturadio - Episodi - Storia

"Maturadio - Lezioni in podcast" è un progetto nato dalla collaborazione tra Ministero dell'Istruzione, Rai Radio 3 e Treccani dedicato alle studentesse e agli studenti che stanno preparando l'esame di maturità.

Lista episodi

02 Giu 2020

09. 09 Le conseguenze della prima guerra mondiale

Finita la grande guerra l'Europa è ferita, distrutta e sfiancata anche dalla pandemia influenzale della spagnola che contagia un terzo della popolazione mondiale uccidendo, tra il 1918 e il 1920, da 20 a 50 milioni di persone. Il 18 gennaio 1919 si apre a Versailles la Conferenza di Pace di Parigi alla quale partecipano tutti i rappresentanti dei paesi vincitori: Francia, Regno Unito, Italia, Stati Uniti e Giappone. Il presidente degli Usa, Woodrow Wilson presenta il suo programma di pace e di nuovo ordine mondiale riassunto in quattordici punti tra i quali spicca il principio di autodeterminazione dei popoli e del rispetto del principio di nazionalità come base per i futuri assetti europei. La Germania, che in quanto sconfitta non partecipa all'incontro di Versailles, viene considerata come la principale responsabile della guerra ed è costretta a subire condizioni punitive particolarmente umilianti: cessione di territori, smilitarizzazione e pagamento di esorbitanti riparazioni di guerra. A Versailles, la trattativa di pace, è molto complessa: risolve molte questioni ma alimenta anche futuri conflitti e nazionalismi. In Italia, che pure ha ottenuto il Trentino, l'Alto Adige, Istria e Trieste c'è delusione per non aver ricevuto anche la Dalmazia e Fiume. Si diffonde il mito della vittoria mutilata, cavalcato dal poeta Gabriele D'Annunzio che da vita all'impresa di Fiume. Rancori e conflitti nazionalistici preparano il terreno all'ascesa del fascismo in Italia e del nazismo in Germania.
30 min
02 Giu 2020

11. 11 L'avvento del fascismo in Italia

Nel dopoguerra l'Italia si trovò in una crisi profonda, lacerata da tensioni sociali, politiche ed economiche. Tra l'esasperazione dl nazionalismo provocata dal mito della vittoria mutilata e la crescita notevole dei partiti di massa, come il partito socialista e il partito popolare, nacque nel 1919 a Milano un nuovo movimento politico fondato da Benito Mussolini: i Fasci italiani di combattimento. Attraverso l'uso sistematico della violenza squadrista che colpiva i lavoratori - operai e contadini -, i Fasci – dal 1921 divenuti Partito nazionale fascista (PNF) - riuscirono a interpretare la reazione conservatrice delle classi dirigenti italiane preoccupate esclusivamente di arginare lo spettro della rivoluzione socialista. In nome dell'ordine sociale, nel 1921 Mussolini entrò in Parlamento con il PNF e nell'ottobre del 1922 diede vita alla Marcia su Roma, un vero e proprio colpo di Stato, legittimato dal Re Vittorio Emanuele III che affidò proprio a Mussolini l'incarico di formare un nuovo governo di coalizione a guida fascista. Tra il 1922 e 1924, Mussolini fece approvare una nuova legge elettorale maggioritaria che gli consentì nel 1924, in un clima crescente di violenze, intimidazioni e brogli, di vincere le elezioni. Il socialista Giacomo Matteotti denunciò pubblicamente i brogli elettorali e fu rapito e ucciso dai fascisti. Con il discorso alla Camera del 3 gennaio 1925 Mussolini si assunse la responsabilità morale dell'assassinio di Matteotti e con le leggi fascistissime che impose subito dopo, inaugurò la sua dittatura.
39 min
02 Giu 2020

15. 15 La Germania e il nazismo

La Germania, già dilaniata da una crisi sociale e politica profonda durante tutti gli anni venti, fu il paese europeo più colpito dalla crisi economica del '29. Questa situazione contribuì in modo decisivo al fallimento della Repubblica di Weimar e alla rapida ascesa del partito nazista di Hitler che nel 1933 divenne capo del governo vincendo le elezioni. In pochi mesi, Hitler grazie all'uso sistematico della violenza, da cancelliere divenne dittatore e trasformò lo Stato in Terzo Reich dandogli una struttura totalitaria. Hitler pose alla base dell'ideologia nazista la legge del sangue: il sangue puro e incontaminato che scorre solo nelle vene della razza ariana. Secondo Hitler la comunità razziale e spirituale del popolo tedesco doveva riscattare la Germania umiliata a Versailles e distrutta da un complotto demo-pluto-giudaico massonico. Gli ebrei cominciarono ad essere perseguitati in Germania attraverso una martellante propaganda sin dal 1933 ma dal 1935 con le Leggi di Norimberga vennero completamente esclusi dalla vita civile del paese. La persecuzione antiebraica non si fermò mai anzi fu attuata in modo sempre più violento e sistematico con pogrom –come quello della notte dei cristalli istigato da Goebbels tra il 9 e il 10 novembre 1938-e reclusioni forzate nei campi di concentramento e nei ghetti. Nel 1942 nella conferenza di Wannsee, i principali gerarchi nazisti pianificarono la cosiddetta soluzione finale del problema ebraico cioè lo sterminio di tutti gli ebrei d'Europa: la shoah. Tra il 1941 e il 1942, mentre Hitler conquistava l'Europa, nelle stesse zone occupate i nazisti costruirono un sistema concentrazionario finalizzato allo sterminio di massa. Nei campi di sterminio, furono deportati gli ebrei da tutta Europa e attraverso le camere a gas ne furono massacrati 6 milioni.
32 min
02 Giu 2020

18. 18 La seconda guerra mondiale e la vittoria degli Alleati

Il 1941 è l'anno di svolta per il secondo conflitto mondiale: il 22 giugno la Germania avvia l'operazione Barbarossa invadendo l'Unione Sovietica e il 7 dicembre il Giappone attacca gli Usa, affondando la flotta americana a Pearl Harbor: gli Usa entrano in guerra contro Hitler a fianco di Gran Bretagna e Francia. Tra il 1942 e il 1943 le sorti della guerra si rovesciano grazie alla vittoria degli Alleati in tre battaglie decisive: Stalingrado in URSS, isole Midway e Guadalcanal sul Pacifico, El Alamein sul fronte africano. Dopo lo sbarco degli Alleati in Sicilia, il 25 luglio 1943 cade il Regime fascista e Mussolini viene arrestato (poi sarà liberato dai nazisti e darà vita alla Repubblica Sociale italiana nell'Italia del nord). L'Italia firma un armistizio con gli Alleati che il generale Badoglio rende noto via radio l'8 settembre 1943. Nel 1944 la controffensiva degli Alleati prosegue su vari fronti e culmina nell'operazione Overlord: all'alba del 6 giugno 1944 gli Alleati sbarcano in Normandia. È il D Day, il giorno più lungo, una delle operazioni militari più epiche e sanguinose della storia. La Germania nazista è accerchiata dagli Alleati e dai Sovietici nonostante la resistenza di Hitler. Nei paesi occupati dai nazisti, come anche l'Italia, si sviluppa la Resistenza. Nel febbraio del 1945, Roosevelt, Churchill e Stalin si incontrano a Yalta dove decidono il futuro dell'Europa. La guerra termina l'8 maggio 1945, mentre l'Armata rossa entra Berlino, Hitler si suicida nel suo bunker. In agosto, gli Stati Uniti sganciano due bombe atomiche sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, radendole al suolo e provocando migliaia di morti e intossicati. Anche il Giappone è costretto alla resa. Tra gli orrori della guerra, emerge la tragicità specifica della shoah: l'annientamento sistematico degli ebrei d'Europa pianificato e perseguito da Hitler con la creazione dei campi di sterminio. Durante la seconda guerra mondiale, vengono uccisi nei lager 6 milioni di ebrei.
44 min
02 Giu 2020

23. 23 La decolonizzazione del mondo

La decolonizzazione è il processo attraverso il quale le ex colonie – in Asia, in Africa e in Medio Oriente – diventano Stati-nazione formando il Terzo Mondo. Nel secondo dopoguerra, molti paesi colonizzati raggiunsero l'indipendenza ma questo processo portò non solo alla nascita di Stati-nazione ma anche a guerre e instabilità. Molti paesi ex colonie si ritrovarono dipendenti da un neocolonialismo economico rispetto alle ex potenze colonizzatrici. Nel mondo della Guerra fredda, dominato dalle due superpotenze Usa e URSS, alla Conferenza di Bandung (Indonesia) nel 1955, nacque il movimento dei Paesi "non allineati" e cioè neutrali rispetto ai due blocchi. In India, l'emancipazione dagli inglesi fu particolarmente violento e alla fine nel 1947 furono creati due Stati: l'Unione indiana a maggioranza indù ma costituzionalmente laica e il Pakistan musulmano. Ghandi sostenitore ad oltranza dell'idea di un unico Stato indiano si impegnò per la pace con qualsiasi mezzo non violento ma nel 1948 fu assassinato da un fanatico Indù. In Cina, la guerra civile pluriennale tra le forze nazionaliste di Chiang Kai-shek e quelle comuniste di Mao Tse-Tung si risolse con la vittoria di quest'ultimo che nel 1949 proclamò la nascita della Repubblica popolare cinese. Mao già nel 1950 stipulò un alleanza con l'URSS. La fine del mandato britannico sulla Palestina e la nascita nel 1948 dello Stato d'Israele segnò l'inizio di un conflitto che dura ancora oggi. In Africa, il processo di decolonizzazione cominciò un po' più tardi che in Asia e Medio Oriente ma fu più rapido e si concluse tra la metà degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta con un semi fallimento: le elite locali in molti paesi sono state incapaci di gestire la transizione democratica e, di fatto, il Continente è ancora oggi preda di interessi neocoloniali.
33 min
02 Giu 2020

25. 25 Il femminismo nel Novecento

Un viaggio nella storia dal punto di vista delle donne, le loro lotte e le loro conquiste. Una storia di grandi passi avanti ma anche di forti resistenze e di scontri violenti contro una società patriarcale e maschilista, dominante in tutte le epoche e in tutti i continenti. Dalla Francia di fine Settecento quando Olype de Gouges inizia a chiedere un formale riconoscimento dei diritti delle donne e viene ghigliottinata da Robespierre, alle Suffragette nel Regno Unito che fu un movimento nazionale finalizzato ad ottenere il diritto di voto per le donne che lottò per decenni e si diffuse in molti paesi europei ma ottenne pieno successo nel Regno Unito solo nel 1928. Dall ideale della donna fascista, madre e moglie devota, angelo del focolare alle donne nella guerra e nella Resistenza, combattenti a fianco degli uomini nella lotta per la libertà contro i nazifasciti. In Italia le donne votano dal 1946, 21 donne partecipano all'Assemblea Costituente e scrivono la Costituzione: sono sempre una minoranza ma diventano protagoniste della vita politica e sociale della nuova Italia. Da angeli del focolare ad angeli del ciclostile: le donne protagoniste del movimento del Sessantotto rivendicano una svolta culturale anche nei loro confronti. Nasce un nuovo femminismo che negli anni Settanta, in Italia e nel mondo, si propone nuove sfide e ottiene importanti conquiste: dalla legge del divorzio a quella sull'aborto, dal riconoscimento della differenza di genere a quello della parità salariale. Ma c'è ancora tanta strada da fare: un'autentica parità fra i sessi fondata sul reciproco rispetto della differenza non c'è ancora oggi.
42 min