Vai al contenuto principale

Qui comincia

Tutte le mattine dalle 6.00 alle 6.45 storie, musiche, immagini, idee e racconti. A cura di Elisabetta Parisi e Federico Vizzaccaro. Consulente letterario Claudia Marsili. Conduzioni di Anna Menichetti, Attilio Scarpellini e Arturo Stalteri. Scelte musicali e regie di Ennio Speranza e Federico Vizzaccaro.

Lista episodi

25 Gen 2022

Attore, il nome non è esatto. Il teatro di Romeo Castellucci nelle fotografie di Luca Del Pia (Cron

Con Attilio Scarpellini. Regia di Ennio Speranza | Attore, il nome non è esatto. Il teatro di Romeo Castellucci nelle fotografie di Luca Del Pia (Cronopio editore): Questo volume è una veduta di alcuni lampi nel firmamento di Romeo Castellucci, artista che, assieme alla Socìetas Raffaello Sanzio, ha attraversato la storia del teatro occidentale dai primi anni Ottanta illuminandola come un tracciante. Le fotografie Attore, il nome non è esatto di Luca Del Pia cristallizzano i momenti di un flusso indimenticabile e perduto, tradendo la semplice memoria di aver visto. A completare il libro è una conversazione del regista con Velia Papa, colei che ha favorito e nutrito in veste di sostenitrice il suo lungo percorso dalle origini all'ascesa sui palchi di tutto il mondo, e che oggi ha ideato e curato questa pubblicazione, intitolata all'attore, con una dedica allo spettatore. Romeo Castellucci, regista, creatore di scene, luci e costumi, è conosciuto in tutto il mondo per aver dato vita a un teatro fondato sulla totalità delle arti e rivolto a una percezione integrale dell'opera. Cofondatore nel 1981 della Socìetas Raffaello Sanzio, oggi Societas, propone una drammaturgia che ribalta il primato della letteratura, facendo del teatro una complessa forma d'arte. Le sue messe in scena sono prodotte dai più prestigiosi teatri internazionali, festival e teatri d'opera, in oltre sessanta Paesi che coprono tutti i continenti. Da gennaio 2021 fino alla fine del 2024 Castellucci sarà il Grand Invité di Triennale Milano.
43 min
21 Gen 2022

Hiroko Hoyamada, "La fabbrica" (Neri Pozza editore)

Con Attilio Scarpellini. In regia: Federico Vizzaccaro. Libro del giorno: Hiroko Hoyamada, "La fabbrica" (Neri Pozza editore) | La fabbrica è grande, grigia e assomiglia in tutto e per tutto a una vera e propria città, con un ponte a due corsie, un servizio di autobus e una propria compagnia di taxi. Vetture e furgoni con il suo celebre logo percorrono tutti i giorni le strade dei dintorni, e non vi è genitore che non auguri ai figli una brillante carriera alle sue dipendenze. Per la giovane Yoshiko, fresca di laurea, l'assunzione nella fabbrica rappresenta di certo un sogno che si realizza, e poco importa che il lavoro le venga pagato a ore, sia a tempo determinato e preveda un'unica mansione: azionare una macchina distruggi documenti per tutto il giorno, in qualità di membro della cosiddetta «Squadra distruttori». Per il briologo esperto in muschi Yoshio il salto di qualità è evidente: da ricercatore precario di una università di provincia a dipendente a tempo indeterminato nella famosa azienda in cui, a detta del suo professore, tutti i migliori laureati del paese sognano di entrare. E cosí Yoshio si ritrova a dirigere l'ufficio «sviluppo tetti verdi» del Reparto nuove soluzioni ambientali, che nemmeno esisteva prima del suo arrivo. L'assunzione nella fabbrica pare provvidenziale anche per Ushiyama, che lavorava come tecnico informatico per una piccola ditta prima di essere licenziato in tronco e senza spiegazioni. Ora lavora come correttore di bozze al Reparto dati e documenti della fabbrica. Ha a che fare solo con fogli di carta, penne e matite e ancora non ha capito se deve ritenersi fortunato. Tre giovani vite dedicate a una liturgia, il lavoro nella fabbrica, che, come un servizio di culto dovuto a un dio sconosciuto, governa il loro tempo. Che cosa produce, infatti, la fabbrica? Ed esiste ancora un mondo oltre i suoi confini?
43 min
20 Gen 2022

Edward Bernays, "Propaganda. L'arte di manipolare l'opinione pubblica" (piano b edizioni)

Con Attilio Scarpellini. Regia di Federico Vizzaccaro. Libro del giorno: Edward Bernays, "Propaganda. L'arte di manipolare l'opinione pubblica" (piano b edizioni) | "Propaganda. L'arte di manipolare l'opinione pubblica" è un saggio del 1928 di Edward L. Bernays, 'padre delle pubbliche relazioni' e pioniere dell'arte propagandistica in senso moderno. Sebbene il suo nome sia ancora oggi poco noto al grande pubblico, l'opera e le idee di Bernays hanno influenzato profondamente le strategie comunicative e politiche dal secolo scorso e fino ai giorni nostri. In occasione dell'anniversario dei 90 anni dalla prima pubblicazione, riproponiamo con una nuova traduzione questo controverso - e per certi versi inquietante - saggio breve, divenuto nel corso degli anni un testo culto in cui si teorizza, forse per la prima volta in termini così espliciti, la necessità, per una democrazia sana, di ricorrere a tecniche "scientifiche" per "plasmare" e "inquadrare" l'opinione pubblica: per dar luogo a quell'«ingegneria del consenso» di cui Bernays fu pioniere e primo teorico. La propaganda come strumento d'elezione per la manipolazione dell'opinione pubblica in democrazia è teorizzata da Bernays come essenziale al buon funzionamento di ogni settore della società: la manipolazione "scientifica" dell'opinione pubblica – «per portare ordine laddove regna il caos» – deve essere l'obiettivo principale del moderno consulente in pubbliche relazioni e raggiungere ogni campo della vita: politica, affari, arte, scienza e servizi sociali. L'arte delle pubbliche relazioni diviene quindi essenziale per permettere la piena realizzazione della società democratica, in cui la «minoranza intelligente» riesca a plasmare la maggioranza silente e gregaria in vista di obiettivi e scopi «positivi e costruttivi», tendenti alla pace sociale e al benessere del maggior numero di uomini possibili.
43 min
15 Gen 2022

Marco Ferri, "I sepolcri dei Medici" (ed. Angelo Pontecorboli)

Con Anna Menichetti - in regia Federico Vizzaccaro | Marco Ferri, "I sepolcri dei Medici": Traslazioni, esumazioni, ricognizioni (1467-2019) La storia. La cronaca. Due casi emblematici | Nel mare magnum della materia medicea, c'è una tematica spesso tirata in ballo da storici e storici dell'arte, poco nota nella sua interezza e quindi mai trattata come tale. È quella relativa alle traslazioni, esumazioni e ricognizioni dei depositi funebri della Dinastia Medici avvenute sia nel mausoleo di Piazza Madonna degli Aldobrandini, a Firenze, sia altrove. Si tratta di un numero considerevole di operazioni di cui talvolta sfuggono alcuni passaggi e dettagli. Da qui l'esigenza di mettere ordine nei "cassetti" della memoria, tra gli avvenimenti e le storie testimoniate dai manoscritti e riportate nei libri tra il 1467 (data della prima traslazione medicea di cui si ha notizia) e il 2019, integrandole con altre ricerche e poi – per gli eventi più contemporanei – con la pubblicazione di verbali inediti e documenti ufficiali, utili per capire le idee e le azioni di chi ha concepito e condotto le operazioni più recenti. Nasce così I sepolcri dei Medici, con l'intento di fornire un quadro completo delle traslazioni, esumazioni e ricognizioni delle sepolture medicee, che si articola in tre parti e si dipana attraverso 23 capitoli: i primi 16 costituiscono La Storia e vanno dalla prima traslazione di un Medici di cui si ha testimonianza scritta – quella relativa al deposito funebre di Cosimo il Vecchio pater patriae nel 1467 – fino all'operazione di Pieraccini e Genna che si aprì nel 1945 e si esaurì dopo circa un ventennio; i cinque capitoli successivi rappresentano La Cronaca, scritti con un taglio più giornalistico e comprendenti sia il «Progetto Medici» (la più ambiziosa operazione di studio scientifico dei depositi funebri del ramo granducale dei Medici), sia le altre operazioni successive che giungono praticamente sino ai giorni nostri; vi è infine una terza parte in cui trovano spazio Due casi emblematici, cioè la ricostruzione documentaria sia della ricerca del luogo di sepoltura di Bianca Cappello, sia dei "viaggi" post mortem che il deposito funebre di Cosimo I de' Medici ha compiuto all'interno (e anche fuori) del complesso laurenziano di Firenze tra il 1574 e il 2004.
43 min
13 Gen 2022

Massimo Oldoni, La famiglia di Arlecchino (Donzelli editore)

Con Attilio Scarpellini. regia di Federico Vizzaccaro | Normandia, 1° gennaio 1091: in una notte di luna il prete Gualchelino sta tornando a casa dopo essersi recato presso un malato in una contrada lontana. All'improvviso sente un chiasso che s'avvicina: Gualchelino ha paura, cerca di nascondersi, ma qualcuno gli sbarra la strada… Comincia la più bella e incredibile storia vera del Medioevo. Giganti, Nani, Etiopi, demoni, morti redivivi, carovane di viandanti misteriosi, uomini, donne, animali, e poi paesaggi, caverne, grotte e incantesimi… Tutto in obbedienza ad Arlecchino, signore dell'impossibile e del fuoco, nell'immenso palcoscenico colorato della terra e del cielo dove si muove la sua interminabile Famiglia. Il libro racconta il drammatico circuito di emozioni che dall'antichità e dal Medioevo patiscono intrecci d'esistenze privi di certezze e intrisi di paure e rimorsi. Nella giostra delle apparizioni i protagonisti s'interrogano in un disperato colloquio sulla vita e la morte, in un incessante paesaggio di cortei, treni apocalittici all'intersezione di due mondi. E Gualchelino porta in faccia il segno fisico di quell'esperienza, dove diventano reali perfino le dimensioni di un immaginario che affollerà i sentieri, le strade e le piazze fino a recite grottesche. Un indimenticabile universo, abitato da chi riflette sulla vera destinazione dell'individuo oltre il tempo suo. Come se Gualchelino abbia visto le sorprendenti e complesse profondità di un Medioevo che svela il proprio abisso.
43 min
08 Gen 2022

"Il Rinascimento di Bergamo e Brescia" (ed. Skira), con Anna Menichetti

in regia: Federico Vizzaccaro. Il Rinascimento di Bergamo e Brescia. Lotto Moretto Savoldo Moroni, a cura di Simone Facchinetti e Francesco Frangi, ed Skira: Il volume che accompagna la rassegna di Palazzo Marino a Milano punta i riflettori su due città che in età rinascimentale hanno visto nascere civiltà artistiche originali. Nonostante Bergamo e Brescia fossero entrambe dominio della Serenissima, i loro principali pittori hanno sviluppato una parlata diversa, autonoma, segnata da una vivace attenzione al vero e alla natura. Sono autori del Cinquecento di primaria grandezza: Moretto, Savoldo Moroni, con l'aggiunta del veneziano Lorenzo Lotto, documentato tramite un capolavoro della sua stagione bergamasca. Quattro le opere presentate: il Matrimonio mistico di santa Caterina d'Alessandria, san Francesco d'Assisi e un devoto in preghiera di Giovanni Battista Moroni conservato alla Pinacoteca di Brera, le Nozze mistiche di santa Caterina d'Alessandria, un angelo e Nicolò Bonghi di Lorenzo Lotto, prestato dall'Accademia Carrara di Bergamo e, provenienti dalla Pinacoteca Tosi Martinengo di Brescia, l'Adorazione dei pastori di Giovan Girolamo Savoldo e la Pala Rovellio di Alessandro Bonvicino detto il Moretto. Si tratta di opere di grande impatto, che ben rappresentano l'originalità del Rinascimento bergamasco e bresciano in cui trovarono espressione e sintesi influenze locali e milanesi, accanto quelle veneziane e romano-fiorentine. Incentrate sul tema della Natività e della Madonna con il Bambino, queste quattro opere dialogano tra loro per l'inedita immediatezza delle scene, il vibrante realismo dei personaggi e lo studio degli effetti chiaroscurali. Tutti ingredienti che saranno ereditati e condotti alle estreme conseguenze, alla fine del secolo, da Caravaggio.
43 min
07 Gen 2022

Javier Cercas, "Indipendenza" (ed. Guanda), con Attilio Scarpellini

in regia: Ennio Speranza Come smascherare coloro che esercitano il potere nell'ombra? Come vendicarsi di chi ti ha inferto le ferite più sanguinose e umilianti? Ritroviamo in questo nuovo romanzo Melchor Marín, il poliziotto appassionato di libri protagonista di Terra Alta. Ad alcuni anni di distanza dalla morte dell'amatissima moglie Olga, torna insieme alla figlia Cosette nella sua Barcellona, dove dovrà affrontare l'indagine più spinosa e difficile: qualcuno infatti tiene sotto ricatto la sindaca della città, utilizzando un video hard che risale a molto tempo prima. Ancora segnato dal profondo dolore per non aver trovato gli assassini di sua madre, ma sempre guidato dalla sua rigorosa integrità morale, Melchor dovrà capire se il ricatto faccia parte di un progetto più articolato di destabilizzazione politica. E questo lo costringerà a entrare nelle stanze del potere, dove regnano il cinismo, l'ambizione sfrenata e la corruzione. Javier Cercas racconta il nostro presente attraverso un giallo teso, avvincente, popolato da personaggi emblematici, delineando un ritratto spietato delle élite politico-economiche che governano il mondo. E soprattutto porta a una sorprendente conclusione la vicenda personale di un uomo giusto, che senza volerlo si è conquistato la fama di eroe, e che cerca di ristabilire una giustizia forse impossibile, muovendosi lungo il crinale sottile tra legge e vendetta.
43 min
01 Gen 2022

Guido Tonelli, Tempo

Libro del giorno: Guido Tonelli, Tempo. Il sogno di Uccidere, Chrònos, Feltrinelli In conduzione: Arturo Stalteri Regia e scelte musicali: Ennio Speranza Consulenza letteraria: Claudia Marsili Esiste un tempo delle grandi distanze cosmiche. Esiste un tempo dell'esperienza, scandito dalla memoria e dal desiderio. Esiste un tempo del battito cardiaco. "Il tempo del mondo è fuori dai cardini; ed è un dannato scherzo della sorte ch'io sia nato per riportarlo in sesto," dice Amleto. "Chrónos" è un mistero e non solo per i fisici. Lo era per i primi uomini e continua a esserlo per noi oggi. Da Newton a Einstein, da Planck all'orologio cosmico, è stato protagonista di metamorfosi vertiginose, affascinanti e mostruose. Il tempo scorre? Oppure sta fermo? E come si misura? Come fa la gravità a rallentarlo? E in che modo i buchi neri riescono a fermarlo? Da sempre viviamo nel tempo, che però non è eterno. La sua è una lunga storia, segnata da un prima e un dopo. Per avventurarci in questa straordinaria vicenda dobbiamo accettare un paradosso e chiederci cosa ci fosse all'inizio, per immaginare il non-luogo del non-tempo da cui scaturì la coppia indissolubile: spazio-tempo e massa-energia. Avremo bisogno della logica e anche della fantasia, dell'arte e della filosofia per vedere la bizzarra relazione che lega il tempo all'energia, alla massa e alla gravità. Guido Tonelli ci conduce lungo la tortuosa via d'accesso alla comprensione di mondi dominati da effetti relativistici, dove esiste un futuro che arriva prima del passato e anzi lo crea. Un viaggio in cui si impara ad ascoltare anche la misura del nostro tempo interiore, per sentire la velocità e la sospensione, l'attesa e l'accelerazione, che alterano le dimensioni del tempo attraverso i nostri ricordi e le nostre aspettative.
148 min
31 Dic 2021

Riccardo Carnovalini: Balcone con vista

Libri del giorno: Riccardo Carnovalini: Balcone con vista (Edizioni Magister) -Roberta Ferraris: Il sentiero e l'altrove (Ediciclo) In conduzione: Valentina Lo Surdo Regia e scelte musicali: Ennio Speranza Consulenza letteraria: Claudia Marsili Libro fotografico con testo il bilingue: italiano e inglese. 248 foto scattate nell'arco di un decennio dallo stesso luogo. Da un balcone, o meglio tre, di una grangia costruita a partire dal Settecento sul lato solatio della media Val di Viù, nelle Alpi Graie torinesi. Preziosi metri quadrati di vetuste tavole di castagno per affacciarsi a un mondo di balze rocciose e minuscoli spazi pianeggianti, sorretti da muri a secco e un tempo coltivati a segale o destinati a pascolo per le capre, oggi dominio della foresta. Un luogo remoto a 920 metri di altezza dove il silenzio quotidiano è interrotto dalla risata beffarda del picchio e accompagnato dalla voce della fontana che dà il nome alla minuscola frazione in cui l'autore ha scelto di vivere tra un viaggio e l'altro. A Fontanetta il suo viaggio continua da fermo, contemplando e fotografando le piccole cose e i sorprendenti colpi di scena della natura che lo abbraccia e lo sostiene. Se è vero che Viù sta per via, poiché i Romani utilizzavano i passi dell'alta valle per raggiungere la Gallia, anche un piccolo balcone diventa la via per conoscere, amare e raccontare la nostra terra. Prefazione di Tiziano Fratus. Ciao Lorella. (due libri di viaggio di una famosa coppia di viaggiatori, hanno viaggiato insieme per 20 anni...)
43 min