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Radio3 Mondo -

Radio3 mondo offre quotidianamente una scelta ragionata degli articoli delle maggiori testate straniere nella rassegna stampa in onda alle 6.50. E continua a parlare di mondo con i suoi protagonisti alle ore 11.00 mettendo a fuoco eventi, luoghi e storie.

Lista episodi

16 Giu 2022

La Corte europea dei diritti dell'Uomo blocca i voli di rifugiati verso il Ruanda

Il primo volo che avrebbe dovuto trasportare i richiedenti asilo dal Regno Unito in Rwanda, nell'ambito di una controversa politica britannica, è stato cancellato. Il numero di "passeggeri forzati" si è ridotto dai 130 originari ai sette di martedì e infine a nessuno grazie a una sentenza dell'ultimo minuto della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU). Il ministro dell'Interno britannico Priti Patel si è detta delusa dal fatto che "le sfide legali e le richieste dell'ultimo momento" abbiano impedito all'aereo di decollare, ma ha promesso di portare avanti la politica di deportazione, sancita ad aprile da un accordo con il governo del Rwanda. Anna Maria Giordano ne parla con Nicole degli Innocenti, corrispondente da Londra per il Sole24Ore. Per la giornata mondiale del Rifugiato 2022, il prossimo 20 giugno, l'UNHCR, l'agenzia ONU per i Rifugiati, lancia la campagna Together #WithRefugees, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul diritto di tutte le persone costrette a fuggire di essere protette e di ricostruire la loro vita in dignità. Il numero di persone obbligate a scappare da conflitti, violenze, violazioni dei diritti umani e persecuzioni ha superato per la prima volta la soglia dei 100 milioni. Ne parliamo con Carlotta Sami, portavoce UNHCR. Le #Interferenze di Andrea Borgnino ci faranno conoscere Zaatari Radio, un progetto di radio comunitaria che trasmette nel campo profughi di Zaatari, in Giordania, che ospita oggi più di 80mila rifugiati.
28 min
31 Mag 2022

La Colombia vira a sinistra; turbolenze politiche in Pakistan

La Colombia ha votato lo scorso weekend contro l'establishment e contro la tradizione politica che ha sempre governato il Paese. Il leader della sinistra Gustavo Petro ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali con il 40% dei voti, seguito dal candidato populista, Rodolfo Hernández, con il 28%. I colombiani hanno preferito il cambiamento alla continuità e hanno chiuso la porta all'Uribismo, che si è rapidamente mosso per sostenere Hernández. In un Paese dove la sinistra non ha mai governato, Petro ha vinto nettamente, ma questo è solo il primo turno della corsa presidenziale che si definirà il 19 giugno. Laura Silvia Battaglia ne parlerà con Giacomo Finzi, ricercatore in studi latinoamericani alla Universidad Nacional de Colombia. È docente presso la facoltà di Scienze Sociali della Universidad de los Andes. Il Pakistan chiede un prestito di 36 miliardi di dollari al FMI per evitare il secondo default del paese, ma un accordo per il momento sembra ancora lontano. Sfiancato da una crisi economica sempre più impellente, il Paese è piombato nell'instabilità da quando il 10 aprile l'Assemblea nazionale ha sfiduciato il primo ministro Imran Khan, che però conserva larghi consensi tra la popolazione con il suo partito Pakistan Tehreek-e-Insaf che detiene il 31,8%. Ne parliamo con Ejaz Ahmad, Giornalista e mediatore culturale. Ha fondato l'associazione Nuove Diversità e il giornale Azad.
28 min
30 Mag 2022

Marcia ultranazionalista a Gerusalemme Est; il #metoo nella comunità ortodossa; il FMI in Sri Lanka

Ultranazionalisti marciano a Gerusalemme Est e attaccano palestinesi nella città vecchia nel "Jerusalem Day", festa nazionale israeliana che commemora l'istituzione del controllo israeliano sulla Città Vecchia nel '67. Molestie e abusi sessuali: l'onda #metoo delle giovani ebree travolge la comunità ortodossa: Laura Silvia battaglia ne parla con Christian Elia, giornalista freelance e condirettore di Q . Lo Sri Lanka sta cercando di accelerare i colloqui con il Fondo Monetario Internazionale e di concordare un prestito entro la metà di giugno, in modo da potersi rivolgere ad altri finanziatori per ottenere i fondi urgentemente necessari. Il Paese in bancarotta ridurrà le spese di bilancio "all'osso" e spera di raggiungere il pareggio o un avanzo primario dell'1% del prodotto interno lordo entro il 2025, ha dichiarato il Primo Ministro Ranil Wickremesinghe in una recente intervista. Il Paese è alle prese con la peggiore crisi economica dall'indipendenza, avvenuta più di 70 anni fa. Tutto questo ha portato, oltre a numerose proteste, a una carenza di medicinali causata dalla crisi economica che potrebbe presto causare morti, secondo l'allarme lanciato dagli stessi medici, poiché gli ospedali sono costretti a rimandare le procedure salvavita per i loro pazienti perché non hanno i farmaci necessari. Lo Sri Lanka importa più dell'80% delle sue forniture mediche, ma con le riserve di valuta estera che si stanno esaurendo a causa della crisi, i farmaci essenziali stanno scomparendo dagli scaffali e il sistema sanitario è vicino al collasso. Ne parliamo con Davide Arcuri, giornalista freelance appena rientrato dallo Sri Lanka.
29 min
27 Mag 2022

La giornata mondiale di azione per la salute della donna

Il 28 maggio è la Giornata internazionale di azione per la salute delle donne. La Spagna potrebbe approvare due leggi, quella sul nuovo testo sull'aborto che include il congedo mestruale e quella, che sta arrivando ad approvazione, nata dopo il caso dello stupro "la manada" e conosciuta come la legge del "Solo si è si". In Polonia si moltiplicano i movimenti che aiutano le donne ad accedere all'aborto, in una delle leggi più restrittive dell'Unione Europea. Intanto, i fazzoletti verdi pro aborto dall'Argentina sono arrivati a New York in vista di un possibile sovvertimento della sentenza Roe vs Wade che garantisce il diritto di accesso alla IVG negli Stati Uniti. Venerdì 27 maggio alle 11 Anna Maria Giordano ne parlerà con Claudia Torrisi, giornalista freelance esperta di questioni femministe, collabora con diverse testate tra cui Valigia Blu e l'Essenziale, e sentiremo le voci di attiviste dell'organizzazione Abortion Dream Team in Polonia che garantisce l'accesso a pillole abortive per donne polacche e rifugiate ucraine, raccolte da Costanza Spocci. Qual è il racconto sull'Africa e gli africani nello sport di questo ultimo anno particolarmente ricco di grandi eventi sportivi? Le Olimpiadi e la Coppa d'Africa hanno calamitato l'attenzione mediatica sul continente. "Non serve un campione per battere gli stereotipi" è il rapporto di Amref ed Osservatorio di Pavia "Africa MEDIAta" sulla narrazione che ruota intorno al racconto, spesso mediato, dell'Africa. Ne parliamo con Riccardo Cucchi, giornalista sportivo, ex voce di "Tutto il calcio minuto per minuto", autore di "La partita del secolo. Storia, mito e protagonisti di Italia-Germania 4-3", edizioni Piemme 2020.
28 min
26 Mag 2022

Xinjiang Police Files; l'eclissi di Hong Kong

La Cina sta perseguendo un ampio accordo di sicurezza economica regionale con le nazioni del Pacifico che espanderebbe la sua influenza e il suo raggio d'azione sull'area, in un patto che preoccupa profondamente i Paesi occidentali e alcuni leader del Pacifico. Da parte sua, Pechino afferma che la Cina fornirà ai Paesi del Pacifico meridionale "ciò che Stati Uniti e Australia non sono riusciti a offrire". E poi, gli Xinjiang Police Files, file della polizia dello Xinjiang: un'importante raccolta di discorsi, immagini, documenti e fogli di calcolo ottenuti da terzi da reti interne di polizia riservate che fornisce una visione dall'interno della natura e della portata della campagna segreta di Pechino per l'internamento di 1-2 milioni di uiguri e di altri cittadini etnici nella regione nordoccidentale cinese dello Xinjiang: Anna Maria Giordano ne parla con Alessandra Colarizi, direttrice editoriale di China Files e collaboratrice del manifesto. John Lee Ka-chiu è il nuovo governatore di Hong Kong: si tratta dell'ex-capo della sicurezza che ha supervisionato la repressione del movimento democratico dell'isola che, nel 2019, reclamava a gran voce un'indipendenza sempre più forte da Pechino. La nomina di Ka-chiu segna il definitivo e ufficiale ritorno di Hong Kong sotto la sovranità della Cina con un voto di fatto blindato, poiché unico candidato da Pechino, ed espresso da 1.500 grandi elettori della Commissione elettorale: ne parliamo con Ilaria Maria Sala, ex-presidente della stampa estera di Hong Kong e giornalista per Internazionale e di Lettera 22, autrice di L' eclissi di Hong Kong. Topografia di una città in tumulto (ADD Editore, 2022). È tra gli autori del libro "Hong Kong 20/20: Reflections on a borrowed place" (Blacksmith books, 2017) e autrice di "Pechino 1989" (edizioni Una Città, 2019).
28 min
20 Mag 2022

Elezioni colombiane sotto attacco; il Summit delle Americhe; lo "stato delle mafie" in Latinoamerica

Il 10 maggio si è concluso lo sciopero armato dei membri dell'organizzazione narco-colombiana Clan del Golfo, che dal 5 maggio tenevano rinchiuse nelle loro case circa 200.000 persone nel nordovest del paese in segno di protesta per l'estradizione verso gli Stati Uniti dell'ex leader narco, Dairo Antonio Úsuga, detto Otoniel. Il Clan del Golfo è una delle organizzazioni criminali più potenti dell'America Latina, che controlla di fatto il golfo di Urabá, da dove parte il 60% delle esportazioni di cocaina colombiana verso Messico ed Europa. Lo sciopero armato si è tenuto in piena campagna elettorale verso le presidenziali del prossimo 29 maggio, con il candidato della sinistra Gustavo Petro in testa a tutti i sondaggi. Alcuni gruppi paramilitari hanno sequestrato diversi attivisti della coalizione di Petro e lui stesso ha sospeso per due giorni le proprie attività a causa delle minacce di morte ricevute nella provincia del Chocó, uno dei territori più colpiti dalle azioni del Clan del Golfo. Venerdì 20 maggio alle 11 Luigi Spinola ne parlerà con Giacomo Finzi, ricercatore in studi latinoamericani alla Universidad Nacional de Colombia. È docente presso la facoltà di Scienze Sociali della Universidad de los Andes. Il procuratore paraguaiano Marcelo Pecci si stava occupando di numerose indagini tutte legate alla lotta al crimine organizzato e al narcotraffico internazionale: è stato ucciso pochi giorni fa in Colombia. I sicari sono arrivati alla spiaggia dell'Isola di Barú, nei pressi della città colombiana di Cartagena de Indias, in una moto d'acqua. Si sono fatti strada tra i turisti fino a raggiungere Pecci, 45 anni di origini italiane, e sua moglie, la giornalista investigativa Claudia Aguilera. Era l'ultimo giorno della loro luna di miele, e da qualche ora avevano reso noto che aspettano un figlio. Due colpi di pistola, uno in testa e l'altro nel petto, hanno freddato l'uomo che guidava la lotta contro il narcotraffico in Paraguay.
26 min
03 Mag 2022

Diritto all'aborto a rischio negli USA; giornata mondiale della libertà di stampa

La Corte Suprema ha votato per abbattere la storica decisione Roe v. Wade, secondo una prima bozza scritta dal giudice Samuel Alito fatta circolare all'interno della Corte. La bozza è un ripudio pieno e deciso della decisione del 1973 che garantiva le protezioni costituzionali federali dei diritti di aborto. Già dall'estate scorsa, diversi stati statunitensi hanno cominciato a seguire le dure restrizioni imposte dal Texas e ora molte delle campagne che vengono portate avanti sono motivate dall'avvicinarsi delle elezioni di medio termine: Roberto Zichittella ne parla con Martino Mazzonis, giornalista americanista, autore di "Lavorare tutti? Crisi, diseguaglianze e lo Stato come datore di lavoro di ultima istanza" (Ediesse, 2019) e autore della newsletter AtlanteUSA2020 per Treccani. La giornata mondiale per la libertà di stampa con la sindrome di repressione dell'informazione, ampiamente presente in Medio ed Estremo Oriente, nel continente Africano come in America Latina, continua ad avanzare anche in Europa orientale e Asia Centrale. Non sono solo i governi ad aver messo sotto pressione i giornalisti. Le norme sanitarie hanno anche fornito alle autorità una scusa per bloccare il lavoro degli operatori dell'informazione. La pandemia e gli episodi di contenimento hanno messo a dura prova le relazioni sociali, e a volte hanno aumentato i focolai di odio verso i media: ne parliamo con Ilaria Maria Sala, ex-presidente della stampa estera di Hong Kong e giornalista per Internazionale e di Lettera 22, tra gli autori del libro "Hong Kong 20/20: Reflections on a borrowed place" (Blacksmith books, 2017) e autrice di "Pechino 1989" (edizioni Una Città, 2019). Ha inoltre un libro in uscita il prossimo 18 maggio: L'Eclissi di Hong Kong (add editore) e con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.
29 min
02 Mag 2022

Il PM indiano Modi arriva in Europa; l'opposizione armena in piazza; il trono giordano

Il primo ministro dell'India Narendra Modi è partito domenica per la sua visita di tre giorni in Europa. Durante il suo viaggio, incontrerà i leader mondiali tra cui il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il primo ministro danese Mette Frederiksen e il presidente francese Emmanuel Macron. È il primo viaggio all'estero del premier Modi, il primo dopo l'invasione russa dell'Ucraina che per l'India ha aperto una serie di questioni sullo staccarsi o meno dalle forniture russe. Roberto Zichittella ne parla con Rita Cenni, corrispondente ANSA da Nuova Delhi. Intanto in Armenia, migliaia di sostenitori dell'opposizione si sono radunati domenica nella capitale Yerevan per mettere in guardia il governo contro le concessioni all'arcinemico Azerbaigian sulla regione del Nagorno-Karabakh, a lungo contesa: ne parliamo con Simone Zoppellaro, giornalista, ha trascorso sei anni vivendo e lavorando tra l'Iran e l'Armenia. Autore di due volumi editi da Guerini e Associati: Armenia oggi (2016) e Il genocidio degli yazidi (2017). Collabora con la Fondazione Gariwo - la Foresta dei Giusti e con l'Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda, dove vive. In chiusura andremo in Giordania dove lo scisma tra il re di Giordania e il fratellastro sulla successione, potrebbe destabilizzare un attore chiave della regione, nonché alleato degli USA in Medio Oriente: ne parliamo con Paolo Maggiolini, Ricercatore università cattolica di Milano e associato ISPI.
29 min
18 Apr 2022

Violenze in Palestina e Israele; "la Gerusalemme che verrà", come sta cambiando e cambierà la città

Palestinesi e israeliani hanno assistito a un aumento della violenza nell'ultimo mese, registrando un picco come non si vedeva dal 2006. La scorsa settimana tre israeliani sono stati uccisi quando un palestinese ha aperto il fuoco in un bar in una delle strade più frequentate di Tel Aviv. Le Forze di Difesa Israeliane avanzano in Cisgiordania, mentre si combatte casa per casa a Jenin e a Nablus, in una battaglia che finora ha mietuto sette vittime palestinesi. A Ramallah gli abitanti hanno indetto uno sciopero generale in protesta per le uccisioni, mentre gli scontri sono continuati in tutti i territori palestinesi, estendendosi anche a Rafah, a Gaza. Luigi Spinola ne parlerà con Michele Giorgio, corrispondente de Il Manifesto da Gerusalemme, e con Nello Del Gatto, analista mediorientale, scrive per Eastwest, Affari Internazionali. "La Gerusalemme che verrà", come sta cambiando e cambierà Gerusalemme, all'incrocio tra urbanistica e geopolitica della città: ne parliamo con Eric Salerno, scrittore e giornalista esperto in Medio Oriente, il suo ultimo libro "Gerusalemme" (Orizzonti Geopolitici, marzo 2022). Autore inoltre di: "Orizzonti perduti, orizzonti ritrovati" (Il Saggiatore, 2021), "Genocidio in Libia. Le atrocità nascoste dell'avventura coloniale italiana" (2019, ed. Manifesto libri) e "Uccideteli tutti". Libia 1943: gli ebrei nel campo di concentramento fascista di Giado. Una storia italiana (Il Saggiatore, 2008).
28 min
06 Apr 2022

Wagner e il massacro di Moura in Mali

In apertura: Intervista di Giulia De Luca a Rachel Denber, vicedirettore della divisione Europa e Asia centrale di Human Rights Watch su Bucha. L'esercito maliano ha detto di aver ucciso 203 combattenti di "gruppi terroristici armati" durante un'operazione su larga scala nella zona di Moura. Report contrastanti però, avallati da Parigi e Washington, parlano invece di responsabilità da parte di elementi delle forze armate maliane accompagnati da mercenari russi del gruppo Wagner, che avrebbero causato la morte di centinaia di civili. Human Rights Watch ha descritto l'accaduto come "la peggiore atrocità in dieci anni di conflitto in Mali. Mercoledì 6 aprile alle 11 Roberto Zichittella ne parlerà con Andrea De Georgio, giornalista freelance che ha vissuto a lungo tra Mali e Senegal, autore di "Il grande gioco del Sahel. Dalle carovane di sale ai Boeing di cocaina" (Bollati Boringhieri, 2021) e "Altre Afriche: racconti di paesi sempre più vicini" (Egea, 2017), e analista di Limes e Ispi. Il gruppo ribelle tutsi congolese M23 avrebbe invocato un cessate-il-fuoco unilaterale dopo diversi giorni di intensi scontri con l'esercito congolese nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo, che hanno portato a migliaia di sfollati in Uganda, centinaia di morti e il presunto abbattimento di un elicottero della Minusma, la missione delle Nazioni Unite, sul quale non è stata fatta ancora chiarezza. Ne parliamo con Matteo Giusti, giornalista, analista e autore di "L'omicidio Attanasio, morte di un ambasciatore" (Castelvecchi 2021).
28 min
25 Feb 2022

Ucraina, il giorno dopo

A Kiev molti hanno scelto di passare la notte in stazione, aspettando l'azione militare russa. La città più esposta, con le notizie di tank russi in avvicinamento, è quella da cui partiamo anche stamattina per provare a capire l'evoluzione della guerra. Affronteremo poi gli aspetti economici e gli effetti delle sanzioni e un aspetto di questa guerra poco raccontato ma non meno decisivo, quello della guerra informatica. Ne parliamo con Vladislav Maistrouk, giornalista e produttore tv, da Kiev; Andrea Nicastro inviato del Corriere della Sera da Marioupol; Olga Tokariuk, giornalista indipendente, non-resident fellow con CEPA - Centro analisi di politica europea; Vincenzo Camporini, generale, già capo di Stato Maggiore della Difesa, membro della Fondazione Italia-Usa; Alessandro Politi, direttore della Nato Defense College Foundation, docente di geopolitica, geoeconomia ed intelligence presso la SIOI, insegna gestione di conflitto, crisi, pacificazione ed analisi presso istituti di formazione governativi; Giampiero Massolo, presidente dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale - ISPI e presidente di Fincantieri; Andrea Borgnino, con Interferenze oggi propone un racconto radiofonico della prima giornata di guerra in Ucraina con tutti i segnali radio attivi; Carola Frediani, esperta di rete e nuove tecnologie, autrice della newsletter Guerre di Rete; Paolo Guerrieri, economista a Science Po; Sissi Bellomo, giornalista del Sole 24 Ore.
81 min
10 Feb 2022

Recrudescenze turche; Operazioni di polizia nella favela Jacarezinho di Rio de Janeiro

Il peggioramento dell'economia e l'impennata dell'inflazione stanno facendo aumentare gli episodi di violenza nel paese, soprattutto nei confronti dei rifugiati: un fenomeno cominciato gradualmente che però ha visto un'impennata negli ultimi tempi. Intrappolate nel patto migratorio firmato con Bruxelles, più di cinque milioni di persone, soprattutto dall'Afghanistan e dalla Siria, ma anche dall'Iran, stanno affrontando la crisi economica, un crescente rifiuto pubblico e maltrattamenti da parte delle autorità. La settimana scorsa ad esempio, una persona siriana è rimasta uccisa con un attacco al coltello nella sua abitazione, e già alla fine di novembre 2021, a Smirne, tre rifugiati siriani avevano perso la vita in un incendio rivendicato da un ultranazionalista. I social network, dove una banda ultranazionalista pubblica video di rifugiati picchiati, sono pieni di invettive contro gli stranieri. Tre rifugiate iraniane stanno tra l'altro affrontando l'espulsione dalla Turchia dopo aver partecipato a una manifestazione contro il ritiro di Ankara dalla convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne. In tutto questo, la categoria dei medici turchi, logorati da orari estenuanti e dallacrisi, stanno emigrando in numero crescente, minando una delle conquiste del presidente Recep Tayyip Erdogan. Ne parliamo con Carmela Giglio, corrispondente Rai da Istanbul. In Brasile la polizia lancia una grande operazione nella favela impoverita di Rio. Più di 1000 poliziotti pesantemente armati hanno occupato il quartiere Jacarezinho di Rio de Janeiro, dove un raid in maggio ha ucciso decine di persone. Con Luigi Spera, giornalista freelance corrispondente dal Brasile per agenzia Nova e altre testate e autore di "Crimine e Favelas" (ed. Eiffel, 2016). Con Luigi Spinola in conduzione.
29 min
04 Feb 2022

I giochi olimpici Beijing 2022; il disastro di Repsol in Perù; terre indigene dissacrate in Brasile

A ridosso della cerimonia delle Olimpiadi in pompa magna che Pechino inaugura il 4 febbraio, un brivido di freddo attraversa la società civile cinese dopo che attivisti, giornalisti e accademici riferiscono di aver ricevuto avvertimenti della polizia nelle ultime settimane, e dopo che diverse piattaforme di social media sono state silenziate. Il Partito non ama critiche, a maggior ragione a ridosso di un evento importante come i giochi invernali. E mentre la neve – finta – cade su Pechino, gli spalti si preparano ad accogliere personalità di spicco e capi di Stato, tra cui Vladimir Putin. Con Cecilia Attanasio Ghezzi, giornalista e sinologa, collabora con Internazionale e la Stampa. Dall'altro lato del mondo, la notizia che domina la stampa del continente Latino-americano è il recente disastro ambientale causato da Repsol in Perù: 11.900 barili di petrolio finiti in mare, per un'area equivalente a più di 320 campi di calcio, che hanno contaminato due riserve naturali. Si tratta di uno dei peggiori disastri ecologici degli ultimi tempi, ma Repsol – che inizialmente aveva dichiarato di aver sversato 6000 barili invece di circa 12.000 – non si è presentata quando è stata convocata dal ministro dell'Ambiente peruviano. Ne parliamo con Mario Magarò, giornalista freelance a Barcellona che si muove tra Spagna e Perù, si occupa di temi ambientali riguardanti la regione andina. Il territorio di Ituna Itatá ("Odore di Fuoco") si trova nello stato brasiliano di Parà, è stato il territorio indigeno che nel 2019 ha subito il più alto tasso di deforestazione del paese nonostante godesse di alcune misure di tutela grazie a un'Ordinanza di protezione territoriale, ovvero misure d'emergenza utilizzate per proteggere i territori di tribù incontaminate. Questo per via della corruzione di alcuni dei massimi funzionari del FUNAI (il Dipartimento governativo agli Affari Indigeni), scelti personalmente da Bolsonaro. E oggi il Senatore Zequinha Marinho, alleato del presidente e in combutta con alcuni membri del FUNAI, guida una campagna per aprire ulteriormente il territorio allo sfruttamento.Con Francesca Casella, direttrice della sede italiana di Survival. In conduzione Roberto Zichittella.
29 min
03 Feb 2022

Il Messico che uccide i giornalisti; il Coming out della chiesa tedesca

Più di 120 sacerdoti e impiegati della comunità della chiesa cattolica in Germania hanno fatto coming out e hanno lanciato una campagna chiedendo la fine della discriminazione istituzionale contro le persone LGBTQ. In seguito poi a un rapporto sulla pedofilia nella chiesa tedesca il Cardinale Reinhard Marx, consigliere del Papa,ha dichiarato che alcuni preti starebbero meglio se fossero sposati. Ne parliamo con Jacopo Scaramuzzi, giornalista vaticanista di Aska news. Autore di "Il sesso degli angeli. Pedofilia, femminismo, lgbtq+. Il dibattito nella Chiesa", edizioni dell'Asino (2022). L'assassinio di tre giornalisti nel giro di una settimana in Messico, due dei quali a Tijuana, ha scosso i cittadini dal loro letargo e ha scatenato manifestazioni a Tijuana, Città del Messico e altre 45 città. Dal 2000, 148 giornalisti sono stati uccisi in Messico rendendo il paese il luogo più pericoloso al mondo per i membri della stampa, secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti. 28 sono morti sotto l'attuale mandato di Andrés Manuel López Obrador. Ne parliamo con Cecilia Anesi, giornalista di Irpi media, testata del centro di giornalismo d'inchiesta IRPI, di cui è tra i fondatori. Ha partecipato a Cartel Project, prendendo parte alle ricerche sull'omicidio della giornalista Regina Martinez e indagando la presenza del cartello di Sinaloa in Europa. Intanto Italia e Messico creano un "ponte accademico" come punto di riferimento per quanto attiene agli studi e all'impegno civile in tema di criminalità organizzata. Con Nando Dalla Chiesa, Professore ordinario di Sociologia della criminalità organizzata alla Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell'Università degli Studi di Milano, presso il Dipartimento di Studi internazionali, giuridici e storico-politici. In conduzione Roberto Zichittella.
29 min