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Radio3 Mondo -

Ogni giorno alle 6.50 la rassegna della stampa estera; dal lunedì al venerdì alle 11.00 personaggi, storie e eventi dall'attualità internazionale

Radio3 mondo offre quotidianamente una scelta ragionata degli articoli delle maggiori testate straniere nella rassegna stampa in onda alle 6.50. E continua a parlare di mondo con i suoi protagonisti alle ore 11.00 mettendo a fuoco eventi, luoghi e storie.

Lista episodi

05 Ago 2022

Il blocco di Taiwan; scontri in Nagorno-Karabakh; cessate il fuoco nello Yemen

Le forze armate cinesi lanciano missili balistici in direzione di Taiwan, con esercitazioni che i media statali definiscono prove di piani di guerra. Ma è davvero così? Ne parliamo con Gabriele Battaglia, giornalista collaboratore della Radio Televisione Svizzera, Internazionale e Fatto Quotidiano. L'Azerbaijan ha dichiarato che le sue forze hanno respinto un attacco armeno nei pressi dell'enclave contesa del Nagorno-Karabakh.Entrambe le parti si accusano reciprocamente di violazione dei termini della tregua, mentre si moltiplicano gli appelli internazionali per un'immediata cessazione delle ostilità. Nel 2020, Azerbaigian e Armenia hanno combattuto una guerra per il controllo della regione e Baku è avanzata, conquistando parte del territorio. Secondo i termini di un successivo cessate il fuoco, forze di pace russe sono state dispiegate per proteggere il resto del territorio controllato dai separatisti. Ne parliamo con Marilisa Lorusso, corrispondente per Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa, ed esperta di rischio paese per tribunali in USA e UK. Le due fazioni combattenti della lunga guerra civile in Yemen hanno concordato martedì scorso di rinnovare la tregua per altri due mesi. Il governo yemenita, sostenuto dall'Arabia Saudita, e i ribelli Houthi, supportati dall'Iran, hanno firmato il loro accordo di cessate il fuoco per la prima volta all'inizio di aprile. L'estensione della tregua di martedì è stata finalizzata poche ore prima della sua scadenza. E dovrebbe durare almeno fino al 2 ottobre. Il paese intanto accusa i colpi del cambiamento climatico e si ritrova a dover affrontare nuove inondazioni. Ne parliamo con Laura Silvia Battaglia, voce di Radio3 e giornalista esperta di Yemen. Ai microfoni Costanza Spocci.
28 min
04 Ago 2022

Le cicatrici del Libano

Alle 18:08 del 4 agosto di due anni fa un'esplosione al nitrato di ammonio lanciava un'onda d'urto che spazzava via il porto di Beirut, i suoi silos, e devastava tutti i quartieri circostanti. E' stata una delle esplosioni più potenti della storia dopo il '45, seconda solo alle bombe atomiche, e ha ucciso 218 persone, ne ha ferite 7.000, di cui almeno 150 hanno riportato una disabilità fisica. Il Libano, giù sull'orlo di una crisi economica allora, è sprofondato in una recessione che ha trascinato il paese e i suoi abitanti in una crisi politica e sociale che non sembra avere fine. La lira libanese perde sempre più valore, gli approvvigionamenti si fanno sempre più scarsi, mentre l'energia - da quella elettrica al carburante - è ormai merce rara. Nelle situazioni di emergenza le categorie più vulnerabili lo diventano ancora di più: bambine e bambini, libanesi, siriani e palestinesi, in queste condizioni non solo sono privati dei loro diritti, dell'opportunità di un percorso educativo, ma anche più esposti al rischio di violenza e sfruttamento. Ai microfoni Costanza Spocci ne con Lorenzo Trombetta, corrispondente ANSA e Limes da Beirut, autore per Limes della rubrica "lo strillone di Beirut", e autore di "Negoziazione e potere. Alle radici dei conflitti e dintorni in Medio Oriente" (Mondadori Università, 2022), e con Marilena Caddeo, responsabile dei programmi di protezione per Terre des Hommes in Libano. Andrea Borgnino poi con le sue Interferenze ci racconta di Radio HAKAYA, un progetto di radio comunitaria online avviato da Brush&Bow nel nord del Libano. Tra settembre 2018 e 2019, Brush&Bow ha lavorato con le comunità di Akkar e non solo, per produrre podcast su storie di vita e di sfollamento tra le comunità siriane, libanesi e palestinesi del luogo.
29 min
03 Ago 2022

Tensioni tra Serbia e Kosovo; il lato oscuro della Blue Economy

Tensioni tra Serbia e Kosovo sono sorte dopo che Pristina ha chiesto alle persone che entrano in Kosovo con documenti d'identità serbi di sostituirli con un documento temporaneo durante il loro soggiorno. Quando si parla di Oceani e di Blue Economy, immediatamente si pensa a un lato dell'economia che si occupa di salvaguardare la "purezza del mare" e di attuare un tipo di pesca sostenibile. Eppure poco spesso si racconta che solo un centinaio di compagnie transnazionali controlla più della metà dell'economia oceanica globale, mentre milioni di persone dipendono dagli oceani per il loro sostentamento. Questa "maggioranza oceanica" di portuali, pescatori, marinai e guide turistiche risiede principalmente in Africa, Asia e America Latina. Secondo le Nazioni Unite, circa 3 miliardi di persone nel mondo dipendono dall'oceano per il loro sostentamento, direttamente o indirettamente. Ne parliamo con Giorgio Fruscione, analista dell'Ispi esperto di Balcani. Il dominio delle grandi imprese sugli oceani ha portato alla pesca industriale eccessiva, allo sfruttamento del lavoro, e a una litania ben documentata di disastri ambientali. A pagarne il prezzo più caro sono i piccoli pescatori e gli abitanti delle nazioni costiere, quelli coinvolti in prima linea nell' emergenza oceani". Molti di loro però si sono organizzati per denunciare come con il "blue-washing" venga ignorata la loro voce a favore degli interessi delle imprese. Ne parliamo con Mariasole Bianco, esperta di conservazione dell'ambiente marino, scienziata e divulgatrice ambientale, e con Jones Thomas Spartegus, ricercatore, e sindacalista appartenente alla comunità della pesca di Tuticorin, nello stato indiano del Tamil Nadu. Ai microfoni Costanza Spocci.
28 min
02 Ago 2022

L'uccisione di Al Zawahiri; L'aborto al voto negli USA e la sindacalizzazione di Starbucks

In apertura andiamo a Sherpoor, un' area residenziale di Kabul, dove a poche decine di metri dalle ambasciate occidentali un drone statunitense lo scorso weekend ha ucciso il n.1 di Al Qaeda, Ayman Al Zawahiri. Con Guido Olimpio, giornalista del Corriere della Sera. E poi ci spostiamo negli USA, dove continua il dibattito sul viaggio a Taiwan della speaker della Camera Nancy Pelosi, ma anche dove oggi, 2 agosto, il Kansas vota per decidere sul diritto all' aborto. Se passerà, i membri della legislatura statale controllata dai repubblicani potranno scrivere leggi che renderanno molto più difficile, se non impossibile, per una donna in Kansas di abortire. Il voto, seppur in Kansas, è largamente percepito come il primo test sulla popolarità del rovesciamento di Roe v. Wade. Ne parliamo con Raffaella Baritono, professoressa ordinaria di Storia e Politica degli Stati Uniti d'America (Unibo). Intanto, il rapporto sul prodotto interno lordo degli USA mostra non solo una nuova contrazione dell'economia, ma anche dati che riportano l'inizio di una recessione. C'è però una storia di successo di lavoratori iper-precari che - nonostante la pandemia e la contrazione economica - sono riusciti a sindacalizzarsi e a rivendicare salari più alti: i lavoratori di Starbucks. Ne parliamo con Leanne Tory-Murphy, direttrice delle comunicazioni di Workers United New York/New Jersey, il sindacato che rappresenta i lavoratori di Starbucks negli Stati Uniti. Ai microfoni Costanza Spocci.
28 min
29 Lug 2022

Brasile, la carica delle candidate; le proteste a Panama; DNA, i figli rubati dei desaparecidos

A pochi mesi dalle elezioni presidenziali in Brasile, la campagna elettorale entra nel vivo con i due principali candidati dei partiti tradizionali, Ignacio Lula da Silva e Jair Bolsonaro. Ma c'è, in questa corsa presidenziale che vede Lula come favorito, uno storico punto di svolta: distinguendosi nettamente dai partiti tradizionali, i movimenti sociali, inclusi quelli dei nativi, si affidano alle donne. Ne parliamo con Claudileia Lemes Dias, scrittrice italo-brasiliana e collaboratrice di LEFT. A Panamà intanto da oggi le persone sono scese in piazza, dai maestri agli imprenditori, nelle più grandi proteste registrate nel Paese dalla fine della dittatura, nel 1989: ascolteremo la voce di Alberto Brunori, rappresentante dell'Ufficio Regionale dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani in America Centrale e Caraibi. Le storie dei figli rubati alle madri argentine può sembrare lontana da noi: ma così non fosse? Oggi questi nipoti rubati e poi ritrovati vivono anche in Europa: chiunque, anche tra i nostri conoscenti, fra i 40 e i 46 anni potrebbe essere figlio di un desaparecido argentino e non saperlo. Nell'ultimo anno un'inchiesta realizzata da La Repubblica, The Guardian e Le Monde ha rintracciato e intervistato queste persone. Ne parliamo con Elena Basso, giornalista freelance, membro del Centro di Giornalismo Permanente e coordinatrice dell'inchiesta "DNA, i figli rubati dei desaparecidos". Ai microfoni Giulia De Luca.
28 min
25 Lug 2022

Il tour africano di Lavrov; la battaglia decisiva per la Tunisia

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha intrapreso un tour in diversi Paesi africani. Nella sua prima tappa in Egitto ieri ha cercato di rassicurare il suo omologo egiziano Sameh Shoukry sul fatto che le forniture di grano russo continueranno ad arrivare al Cairo, e poi ha incontrato il segretario generale della Lega degli Stati Arabi, Ahmed Aboul Gheit, con cui ha detto di voler approfondire la cooperazione tra la Russia e la Lega Araba. Giulia De Luca in conduzione ne parla con Pietro Figuera, fondatore di Osservatorio Russia, e con Laura Cappon, giornalista di Mezz'ora in più (Rai3). A un anno da quando il presidente tunisino Kais Saied si è arrogato pieni poteri, la Tunisia andrà a votare per un referendum costituzionale, il cui oggetto è la "Costituzione della discordia": la carta fondamentale, profondamente rivista e riscritta per volontà del pugno dello stesso Saied, spacca in due la nazione tra chi è profondamente a favore e chi è veementemente contro. Il giurista incaricato a redigere il nuovo testo costituzionale se ne è pubblicamente dissociato lo scorso 3 luglio dicendo che la nuova carta, se approvata, potrebbe aprire un decorso dittatoriale nell'unico paese che finora ha mantenuto una parvenza di assetto democratico dopo le rivolte arabe del 2011. Con Arianna Poletti, giornalista freelance che vive in Tunisia, collabora con stampa italiana e francofona e con il sito tunisino Inkyfada, fa parte del collettivo di giornalisti FADA.
28 min
22 Lug 2022

L'accordo sul grano; i nuovi confini per Mosca; il default bielorusso

La Russia, l'Ucraina e la Turchia firmeranno venerdì un accordo sostenuto dalle Nazioni Unite per liberare le esportazioni di grano dai porti assediati dell'Ucraina, secondo quanto dichiarato dalla presidenza turca: Anna Maria Giordano ne parla con Mariano Giustino, corrispondente Radio Radicale da Ankara. "La geografia dell'operazione speciale' della Russia in Ucraina è cambiata", ha detto il Ministro degli esteri russo Sergei Lavrov in un'intervista a Ria Novosti. Lavrov conferma che il Cremlino intende ampliare le sue ambizioni territoriali nei territori in Ucraina caduti sotto il controllo russo, come avvenne per l'annessione della Crimea nel 2014. La "scusa che la Russia usa per ampliare il proprio esercizio sull'Ucraina" sarebbe però una questione di propaganda, dice il ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock, che respinge l'affermazione della Russia secondo cui le forniture di armi occidentali avrebbero avuto un ruolo nella decisione di Mosca di espandere i propri obiettivi militari in Ucraina: ne parliamo con Orietta Moscatelli, caporedattore esteri Aska News e analista Limes per la Russia. La Bielorussia rischia default a causa delle sanzioni senza precedenti che hanno tagliato fuori dai mercati finanziari internazionali sia la Bielorussia che il suo alleato russo, e che hanno portato Minsk a non pagare le sue obbligazioni in dollari. Il 14 luglio l'agenzia Moody's ha rilasciato un commento che suggerisce che le azioni della Bielorussia "costituiscono un default": ne parliamo con Eleonora Tafuro Ambrosetti, ricercatrice ISPI esperta di Russia, Caucaso e Asia Centrale.
29 min
20 Lug 2022

La crisi di governo e la BCE; Conquistare il campo tra calcio e femminismo

La crisi di governo vista dall'estero e le attese sulle decisioni della Banca Centrale Europea che ha annunciato che domani il Consiglio direttivo aumenterà i tassi di interesse di riferimento di politica monetaria dello 0,25% per la prima volta in dieci anni. Austria, Belgio, Inghilterra, Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna e Svezia sono le squadre qualificate ai quarti di finale della UEFA Women's Champions League, il Campionato europeo femminile di calcio UEFA, la maggiore competizione calcistica femminile d'Europa che quest'anno ha battuto il record di maggior numero di spettatori di tutti i tempi. Il calcio femminile guadagna così terreno anche tra il pubblico, mentre le competizioni si susseguono sul campo e sullo schermo e dimostrano che se si investe, il calcio femminile può attirare spettatori e sponsor. Dall'altra parte dell'Oceano intanto, in Colombia, l'8 luglio è cominciata la Copa América femminile e per la prima volta nella storia del torneo, verrà assegnato un premio in denaro di 1,5 milioni di dollari alla squadra campione e di 500.000 dollari alla seconda classificata allo scopo di aumentare gli investimenti sul calcio femminile a livello continentale. Anna Maria Giordano con Fabio Masini, fondatore di Euractiv, economista, Tiziana Alla, telecronista della nazionale femminile per RAI sport, e con Giulia De Luca, coautrice del podcast "Conquistar la cancha: fútbol, feminismo y la Copa América" - El Hilo podcast, con le voci di Amalia "la negra" Flores, ex giocatrice di calcio argentina annoverata tra le "pioneras" e Monica Santino, allenatrice de "La Nuestra Futbol Femenino", organizzazione attiva nella Villa31, una delle baraccopoli più popolate di Buenos Aires e del Paese.
29 min
19 Lug 2022

La crisi energetica della Germania; Haiti, l'isola senza scampo

La crisi energetica della Germania ha portato il governo tedesco ad affrontare scelte a lungo considerate tabù dal punto di vista politico, come il prolungamento della vita delle impopolari centrali nucleari e l'imposizione di un limite di velocità sulle autostrade nella speranza di ridurre il consumo di carburante. Anna Maria Giordano in conduzione ne parla con Andrea Rustichelli, inviato RAI a Berlino. La guerra tra bande scoppiata nel comune di Cité Soleil, un quartiere molto povero e densamente popolato di Port-au-Prince, ha già causato la morte di almeno 89 persone, secondo i dati raccolti dalla Rete nazionale di difesa dei diritti umani (RNDDH) in un rapporto pubblicato il 13 luglio. Questa esplosione di violenza, unita all'aumento dei prezzi dei generi alimentari e alla carenza di carburante, si aggiunge a una situazione di sicurezza sempre più precaria nella capitale del Paese. Secondo un rapporto pubblicato dall'agenzia di stampa haitiana AlterPress, tra gennaio e giugno sono morte circa 557 persone a causa di violenze nella sola area metropolitana di Port-au-Prince. Intanto alla crisi sedimentata in anni di crisi e sciagure, che non permette al paese di rialzarsi, si aggiunge lo scandalo relativo alla storia della sua indipendenza dalla Francia. All'epoca la Francia pretese un risarcimento che ha condizionato lo sviluppo del paese e il New York Times è riuscito a quantificarlo. Ne parliamo con Roberto Codazzi, educatore e cooperante in Repubblica Dominicana. Nel 2008 fonda l'associazione Color Esperanza che propone l'educazione alla mondialità e progetti di sviluppo ad Haiti. E' autore di "Haiti, l'isola che non c'era" (2011) scritto a un anno dal terremoto e "Haiti, il terremoto senza fine" (novembre 2020, ed.People).
29 min
18 Lug 2022

Sabotaggio libico; l'anniversario della Corte Penale Internazionale

Alla ricerca del gas perduto: Draghi oggi in visita ad Algeri sancisce il sorpasso dell'Algeria sulla Russia come primo fornitore di gas all'Italia. Intanto la National Oil Corporation (NOC), il gigante libico del petrolio, è sotto il tiro incrociato dei due PM libici che si contendono il controllo di tutto il paese, dei suoi pozzi e soprattutto delle casse dello Stato, rimpinguate dai proventi dell'oro nero. Abdul Hamid Dbeibah, leader a Tripoli, e Fathi Bashagha, eletto dal parlamento di Tobruk a Est, combattono per la testa di Mustafa Sanalla, che fino a pochi giorni fa era a capo della NOC e che ha rifiutato di dare le sue dimissioni ribattendo particolarmente a Dbeibah che ha spinto per la sua dipartita: "Questa istituzione appartiene a tutti i libici e non a te". Anna Maria Giordano in conduzione ne parlerà con Claudia Gazzini, senior analyst per la Libia dell'International Crisis Group. Ventiquattro anni fa, il 17 luglio 1998, alle 22.50, a Roma nell'aula della Fao un lungo e fragoroso applauso annunciò l'approvazione – con 120 voti a favore su 148 Stati votanti – dello Statuto della Corte Penale Internazionale, che non a caso passerà alla storia come lo Statuto di Roma. Da allora la Corte è la prima giurisdizione internazionale permanente competente a giudicare individui responsabili dei più gravi crimini di rilevanza internazionale, inclusi quelli commessi nei principali conflitti del nostro tempo, come Ucraina e Iraq. Ne parliamo con Silvana Arbia, giurista eletta a cancelliere della Corte Penale Internazionale.
29 min
14 Lug 2022

L'ultima trincea del Donbass; storie di tratta di esseri umani in Ucraina e Afghanistan

Sull'ultima trincea del Donbass, sul fronte di Siviersk, i soldati hanno l'ordine di resistere il più a lungo possibile. I russi hanno conquistato tutte le sacche di resistenza intorno a Lysychansk e ora l'obiettivo della lenta avanzata è attaccare Siviersk da Nord e conquistare posizioni a Ovest prima di puntare su Sloviansk. Intanto, gli investigatori ucraini hanno dichiarato di aver sventato i piani di una banda criminale che costringeva le donne a lavorare nell'industria del sesso all'estero dopo averle adescate con falsi annunci di lavoro. Costanza Spocci ne parlerà con Francesca Mannocchi, reporter in Donbass e con Chiara Cardoletti, Rappresentante dell'UNHCR per l'Italia, la Santa Sede e San Marino. Stupri, violenze e schiavitù sessuale aspettano anche chi tenta di lasciare l'Afghanistan e rischia di diventare una vittima dei trafficanti. Le restrizioni sociali ed economiche a cui sono sottoposte le donne afgane da una società profondamente patriarcale e l'illusione di una vita migliore all'estero ha spinto molte di loro a fuggire dal Paese. Ma, sebbene scappino dalla violenza e dalla repressione sociale, la portata degli abusi subiti dalle donne quando tentano di raggiungere l'Europa è drammatica. Ne parliamo con Sara Perria, giornalista, scrive per Nikkei Asia/Financial Times e in Italia come freelancer per La Stampa e Il Foglio. Ha scritto anche per the Guardian, the Independent e HuffPost.
28 min
13 Lug 2022

Il viaggio di Biden nel Golfo; Iran, accordo nucleare, proteste interne e visita di Putin.

Comincia oggi il viaggio del Presidente Joe Biden in Medio Oriente, durante il quale dovrà affrontare le richieste di Arabia Saudita e Israele di assumere una posizione più dura nei confronti dell'Iran. Riyad è da tempo diffidente nei confronti degli sforzi dell'amministrazione statunitense per rilanciare l'accordo sul nucleare del 2015 tra l'Iran e le potenze mondiali, che ha concesso a Teheran un alleggerimento delle sanzioni in cambio di una limitazione del suo programma nucleare. Proprio in vista della visita, gli Stati Uniti hanno varato nuove sanzioni contro Teheran – in particolare contro le vendite di petrolio e prodotti petrolchimici iraniani - per forzare la mano nei negoziati. Costanza Spocci ne parla con Cinzia Bianco, Research Fellow sul Golfo per lo European Council on Foreign Relations. A inizio luglio l'inviato Usa Robert Malley e il capo-negoziatore iraniano Ali Bagheri Kani si sono incontrati a Doha, in Qatar, per un round di colloqui indiretti mediati dall'UE. I negoziati si sono svolti mentre l'Iran è attraversato da una nuova ondata di proteste iniziate il 5 maggio, quando il governo ha annunciato l'ennesimo taglio delle sovvenzioni sul prezzo di beni alimentari. Intanto, il Cremlino ha dichiarato che il Presidente russo Vladimir Putin visiterà l'Iran la prossima settimana. Ne parliamo con Alberto Zanconato, giornalista Ansa per 13 anni corrispondente dall'Iran, autore di 'Khomeini, il rivoluzionario di Dio', edito da Castelvecchi, la prima biografia italiana del fondatore della Repubblica islamica iraniana.
29 min
12 Lug 2022

Nordstream 1 e la Germania Est che rinasce con le auto elettriche; gli Uber Files

La Russia ha ridotto le esportazioni di gas Nord Stream verso l'Europa, mentre il gasdotto entra in un periodo di manutenzione programmata di 10 giorni. Sebbene le riparazioni di routine fossero state pianificate da tempo, sono in molti a temere che la Russia usi questa situazione per non riavviare il flusso di gas nel tentativo di destabilizzare l'Europa. Lunedì intanto è cominciato il negoziato tra Stati membri e Parlamento Ue sulla proposta della Commissione per la riforma del sistema dello scambio di quote di carbonio, dopo che l'Europarlamento ha votato il "Fit for 55", ovvero il pacchetto di misure proposte dalla Commissione Europea che costringerà le case automobilistiche europee ad abbandonare i motori endotermici a combustione (diesel e benzina) dal 2035: Costanza Spocci ne parla con Tonia Mastrobuoni, corrispondente da Berlino per La Repubblica. The Uber Files è un'indagine internazionale sull'ingresso aggressivo della società di trasporti nelle città di tutto il mondo, sfidando spesso la portata delle leggi e dei regolamenti esistenti. I documenti rivelano come Uber abbia usato la tecnologia stealth - che permette di diminuire la propria evidenza all'osservazione da parte avversaria - per ostacolare le autorità di regolamentazione e le forze dell'ordine. L'azienda avrebbe inoltre corteggiato importanti leader politici, realizzato un'attività di lobbying e di pubbliche relazioni da 90 milioni di dollari all'anno e reclutato politici amici per aiutarli nella sua campagna di distruzione dell'industria dei taxi in Europa: ne parliamo con Paolo Biondani, giornalista di L'Espresso, insieme al collega Leo Sisti ha collaborato all'inchiesta con ICIJ, Il Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi. Le #Interferenze di Andrea Borgnino ci raccontano un pezzo di passato e di presente dell'etere della Germania: era il 2 ottobre 1990, un giorno prima della riunificazione delle due Germanie, e Radio Berlino Internazionale - la voce della DDR che trasmetteva in italiano - mandava in onda il suo ultimo programma.
29 min
11 Lug 2022

Le proteste in Sri Lanka; il voto in Giappone; l'inchiesta su PeDRA, programma lanciato da Frontex

Quale futuro per lo Sri Lanka dopo le ultime proteste che hanno portato la popolazione ad assaltare il palazzo presidenziale? Costanza Spocci ne parla con Rita Cenni, corrispondente ANSA da Nuova Delhi. Il Giappone è andato al voto per la Camera dei consiglieri, la camera alta della Dieta nipponica, domenica 10 luglio. La campagna elettorale cominciata il 22 giugno ha avuto una tragica chiusura: l'uccisione in un attentato dell'ex primo Ministro Shinzo Abe durante un atto della campagna. Il Paese negli ultimi tempi ha vissuto da un lato la corsa dei prezzi, con un aumento dell'inflazione che apre una prospettiva inedita per il Giappone degli ultimi 20 anni. Il primo Ministro Fumio Kishida, che gode secondo i sondaggi di un buon livello di approvazione, sta presentando un progetto per riattivare l'economia e in queste elezioni molti analisti leggono anche un'occasione "d'oro" per riformare la costituzione pacifista. Ne parliamo con Arielle Busetto, giornalista a Japan Forward, la sezione inglese del quotidiano giapponese Sankei Shimbun. Intanto un'inchiesta, appena pubblicata da diversi media italiani e internazionali, rivela come Frontex e la Commissione europea abbiano messo da parte i propri organi di controllo sulla protezione dei dati per perseguire un'espansione molto criticata della raccolta di dati "intrusivi" da migranti e rifugiati al fine di alimentare i vasti database criminali di Europol: ne parliamo con Giacomo Zandonini, uno degli autori dell'inchiesta, giornalista freelance, membro del collettivo Fada, si occupa di migrazioni e sorveglianza.
29 min
16 Giu 2022

La Corte europea dei diritti dell'Uomo blocca i voli di rifugiati verso il Ruanda

Il primo volo che avrebbe dovuto trasportare i richiedenti asilo dal Regno Unito in Rwanda, nell'ambito di una controversa politica britannica, è stato cancellato. Il numero di "passeggeri forzati" si è ridotto dai 130 originari ai sette di martedì e infine a nessuno grazie a una sentenza dell'ultimo minuto della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU). Il ministro dell'Interno britannico Priti Patel si è detta delusa dal fatto che "le sfide legali e le richieste dell'ultimo momento" abbiano impedito all'aereo di decollare, ma ha promesso di portare avanti la politica di deportazione, sancita ad aprile da un accordo con il governo del Rwanda. Anna Maria Giordano ne parla con Nicole degli Innocenti, corrispondente da Londra per il Sole24Ore. Per la giornata mondiale del Rifugiato 2022, il prossimo 20 giugno, l'UNHCR, l'agenzia ONU per i Rifugiati, lancia la campagna Together #WithRefugees, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul diritto di tutte le persone costrette a fuggire di essere protette e di ricostruire la loro vita in dignità. Il numero di persone obbligate a scappare da conflitti, violenze, violazioni dei diritti umani e persecuzioni ha superato per la prima volta la soglia dei 100 milioni. Ne parliamo con Carlotta Sami, portavoce UNHCR. Le #Interferenze di Andrea Borgnino ci faranno conoscere Zaatari Radio, un progetto di radio comunitaria che trasmette nel campo profughi di Zaatari, in Giordania, che ospita oggi più di 80mila rifugiati.
28 min
31 Mag 2022

La Colombia vira a sinistra; turbolenze politiche in Pakistan

La Colombia ha votato lo scorso weekend contro l'establishment e contro la tradizione politica che ha sempre governato il Paese. Il leader della sinistra Gustavo Petro ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali con il 40% dei voti, seguito dal candidato populista, Rodolfo Hernández, con il 28%. I colombiani hanno preferito il cambiamento alla continuità e hanno chiuso la porta all'Uribismo, che si è rapidamente mosso per sostenere Hernández. In un Paese dove la sinistra non ha mai governato, Petro ha vinto nettamente, ma questo è solo il primo turno della corsa presidenziale che si definirà il 19 giugno. Laura Silvia Battaglia ne parlerà con Giacomo Finzi, ricercatore in studi latinoamericani alla Universidad Nacional de Colombia. È docente presso la facoltà di Scienze Sociali della Universidad de los Andes. Il Pakistan chiede un prestito di 36 miliardi di dollari al FMI per evitare il secondo default del paese, ma un accordo per il momento sembra ancora lontano. Sfiancato da una crisi economica sempre più impellente, il Paese è piombato nell'instabilità da quando il 10 aprile l'Assemblea nazionale ha sfiduciato il primo ministro Imran Khan, che però conserva larghi consensi tra la popolazione con il suo partito Pakistan Tehreek-e-Insaf che detiene il 31,8%. Ne parliamo con Ejaz Ahmad, Giornalista e mediatore culturale. Ha fondato l'associazione Nuove Diversità e il giornale Azad.
28 min
30 Mag 2022

Marcia ultranazionalista a Gerusalemme Est; il #metoo nella comunità ortodossa; il FMI in Sri Lanka

Ultranazionalisti marciano a Gerusalemme Est e attaccano palestinesi nella città vecchia nel "Jerusalem Day", festa nazionale israeliana che commemora l'istituzione del controllo israeliano sulla Città Vecchia nel '67. Molestie e abusi sessuali: l'onda #metoo delle giovani ebree travolge la comunità ortodossa: Laura Silvia battaglia ne parla con Christian Elia, giornalista freelance e condirettore di Q . Lo Sri Lanka sta cercando di accelerare i colloqui con il Fondo Monetario Internazionale e di concordare un prestito entro la metà di giugno, in modo da potersi rivolgere ad altri finanziatori per ottenere i fondi urgentemente necessari. Il Paese in bancarotta ridurrà le spese di bilancio "all'osso" e spera di raggiungere il pareggio o un avanzo primario dell'1% del prodotto interno lordo entro il 2025, ha dichiarato il Primo Ministro Ranil Wickremesinghe in una recente intervista. Il Paese è alle prese con la peggiore crisi economica dall'indipendenza, avvenuta più di 70 anni fa. Tutto questo ha portato, oltre a numerose proteste, a una carenza di medicinali causata dalla crisi economica che potrebbe presto causare morti, secondo l'allarme lanciato dagli stessi medici, poiché gli ospedali sono costretti a rimandare le procedure salvavita per i loro pazienti perché non hanno i farmaci necessari. Lo Sri Lanka importa più dell'80% delle sue forniture mediche, ma con le riserve di valuta estera che si stanno esaurendo a causa della crisi, i farmaci essenziali stanno scomparendo dagli scaffali e il sistema sanitario è vicino al collasso. Ne parliamo con Davide Arcuri, giornalista freelance appena rientrato dallo Sri Lanka.
29 min
27 Mag 2022

La giornata mondiale di azione per la salute della donna

Il 28 maggio è la Giornata internazionale di azione per la salute delle donne. La Spagna potrebbe approvare due leggi, quella sul nuovo testo sull'aborto che include il congedo mestruale e quella, che sta arrivando ad approvazione, nata dopo il caso dello stupro "la manada" e conosciuta come la legge del "Solo si è si". In Polonia si moltiplicano i movimenti che aiutano le donne ad accedere all'aborto, in una delle leggi più restrittive dell'Unione Europea. Intanto, i fazzoletti verdi pro aborto dall'Argentina sono arrivati a New York in vista di un possibile sovvertimento della sentenza Roe vs Wade che garantisce il diritto di accesso alla IVG negli Stati Uniti. Venerdì 27 maggio alle 11 Anna Maria Giordano ne parlerà con Claudia Torrisi, giornalista freelance esperta di questioni femministe, collabora con diverse testate tra cui Valigia Blu e l'Essenziale, e sentiremo le voci di attiviste dell'organizzazione Abortion Dream Team in Polonia che garantisce l'accesso a pillole abortive per donne polacche e rifugiate ucraine, raccolte da Costanza Spocci. Qual è il racconto sull'Africa e gli africani nello sport di questo ultimo anno particolarmente ricco di grandi eventi sportivi? Le Olimpiadi e la Coppa d'Africa hanno calamitato l'attenzione mediatica sul continente. "Non serve un campione per battere gli stereotipi" è il rapporto di Amref ed Osservatorio di Pavia "Africa MEDIAta" sulla narrazione che ruota intorno al racconto, spesso mediato, dell'Africa. Ne parliamo con Riccardo Cucchi, giornalista sportivo, ex voce di "Tutto il calcio minuto per minuto", autore di "La partita del secolo. Storia, mito e protagonisti di Italia-Germania 4-3", edizioni Piemme 2020.
28 min
26 Mag 2022

Xinjiang Police Files; l'eclissi di Hong Kong

La Cina sta perseguendo un ampio accordo di sicurezza economica regionale con le nazioni del Pacifico che espanderebbe la sua influenza e il suo raggio d'azione sull'area, in un patto che preoccupa profondamente i Paesi occidentali e alcuni leader del Pacifico. Da parte sua, Pechino afferma che la Cina fornirà ai Paesi del Pacifico meridionale "ciò che Stati Uniti e Australia non sono riusciti a offrire". E poi, gli Xinjiang Police Files, file della polizia dello Xinjiang: un'importante raccolta di discorsi, immagini, documenti e fogli di calcolo ottenuti da terzi da reti interne di polizia riservate che fornisce una visione dall'interno della natura e della portata della campagna segreta di Pechino per l'internamento di 1-2 milioni di uiguri e di altri cittadini etnici nella regione nordoccidentale cinese dello Xinjiang: Anna Maria Giordano ne parla con Alessandra Colarizi, direttrice editoriale di China Files e collaboratrice del manifesto. John Lee Ka-chiu è il nuovo governatore di Hong Kong: si tratta dell'ex-capo della sicurezza che ha supervisionato la repressione del movimento democratico dell'isola che, nel 2019, reclamava a gran voce un'indipendenza sempre più forte da Pechino. La nomina di Ka-chiu segna il definitivo e ufficiale ritorno di Hong Kong sotto la sovranità della Cina con un voto di fatto blindato, poiché unico candidato da Pechino, ed espresso da 1.500 grandi elettori della Commissione elettorale: ne parliamo con Ilaria Maria Sala, ex-presidente della stampa estera di Hong Kong e giornalista per Internazionale e di Lettera 22, autrice di L' eclissi di Hong Kong. Topografia di una città in tumulto (ADD Editore, 2022). È tra gli autori del libro "Hong Kong 20/20: Reflections on a borrowed place" (Blacksmith books, 2017) e autrice di "Pechino 1989" (edizioni Una Città, 2019).
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20 Mag 2022

Elezioni colombiane sotto attacco; il Summit delle Americhe; lo "stato delle mafie" in Latinoamerica

Il 10 maggio si è concluso lo sciopero armato dei membri dell'organizzazione narco-colombiana Clan del Golfo, che dal 5 maggio tenevano rinchiuse nelle loro case circa 200.000 persone nel nordovest del paese in segno di protesta per l'estradizione verso gli Stati Uniti dell'ex leader narco, Dairo Antonio Úsuga, detto Otoniel. Il Clan del Golfo è una delle organizzazioni criminali più potenti dell'America Latina, che controlla di fatto il golfo di Urabá, da dove parte il 60% delle esportazioni di cocaina colombiana verso Messico ed Europa. Lo sciopero armato si è tenuto in piena campagna elettorale verso le presidenziali del prossimo 29 maggio, con il candidato della sinistra Gustavo Petro in testa a tutti i sondaggi. Alcuni gruppi paramilitari hanno sequestrato diversi attivisti della coalizione di Petro e lui stesso ha sospeso per due giorni le proprie attività a causa delle minacce di morte ricevute nella provincia del Chocó, uno dei territori più colpiti dalle azioni del Clan del Golfo. Venerdì 20 maggio alle 11 Luigi Spinola ne parlerà con Giacomo Finzi, ricercatore in studi latinoamericani alla Universidad Nacional de Colombia. È docente presso la facoltà di Scienze Sociali della Universidad de los Andes. Il procuratore paraguaiano Marcelo Pecci si stava occupando di numerose indagini tutte legate alla lotta al crimine organizzato e al narcotraffico internazionale: è stato ucciso pochi giorni fa in Colombia. I sicari sono arrivati alla spiaggia dell'Isola di Barú, nei pressi della città colombiana di Cartagena de Indias, in una moto d'acqua. Si sono fatti strada tra i turisti fino a raggiungere Pecci, 45 anni di origini italiane, e sua moglie, la giornalista investigativa Claudia Aguilera. Era l'ultimo giorno della loro luna di miele, e da qualche ora avevano reso noto che aspettano un figlio. Due colpi di pistola, uno in testa e l'altro nel petto, hanno freddato l'uomo che guidava la lotta contro il narcotraffico in Paraguay.
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03 Mag 2022

Diritto all'aborto a rischio negli USA; giornata mondiale della libertà di stampa

La Corte Suprema ha votato per abbattere la storica decisione Roe v. Wade, secondo una prima bozza scritta dal giudice Samuel Alito fatta circolare all'interno della Corte. La bozza è un ripudio pieno e deciso della decisione del 1973 che garantiva le protezioni costituzionali federali dei diritti di aborto. Già dall'estate scorsa, diversi stati statunitensi hanno cominciato a seguire le dure restrizioni imposte dal Texas e ora molte delle campagne che vengono portate avanti sono motivate dall'avvicinarsi delle elezioni di medio termine: Roberto Zichittella ne parla con Martino Mazzonis, giornalista americanista, autore di "Lavorare tutti? Crisi, diseguaglianze e lo Stato come datore di lavoro di ultima istanza" (Ediesse, 2019) e autore della newsletter AtlanteUSA2020 per Treccani. La giornata mondiale per la libertà di stampa con la sindrome di repressione dell'informazione, ampiamente presente in Medio ed Estremo Oriente, nel continente Africano come in America Latina, continua ad avanzare anche in Europa orientale e Asia Centrale. Non sono solo i governi ad aver messo sotto pressione i giornalisti. Le norme sanitarie hanno anche fornito alle autorità una scusa per bloccare il lavoro degli operatori dell'informazione. La pandemia e gli episodi di contenimento hanno messo a dura prova le relazioni sociali, e a volte hanno aumentato i focolai di odio verso i media: ne parliamo con Ilaria Maria Sala, ex-presidente della stampa estera di Hong Kong e giornalista per Internazionale e di Lettera 22, tra gli autori del libro "Hong Kong 20/20: Reflections on a borrowed place" (Blacksmith books, 2017) e autrice di "Pechino 1989" (edizioni Una Città, 2019). Ha inoltre un libro in uscita il prossimo 18 maggio: L'Eclissi di Hong Kong (add editore) e con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.
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02 Mag 2022

Il PM indiano Modi arriva in Europa; l'opposizione armena in piazza; il trono giordano

Il primo ministro dell'India Narendra Modi è partito domenica per la sua visita di tre giorni in Europa. Durante il suo viaggio, incontrerà i leader mondiali tra cui il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il primo ministro danese Mette Frederiksen e il presidente francese Emmanuel Macron. È il primo viaggio all'estero del premier Modi, il primo dopo l'invasione russa dell'Ucraina che per l'India ha aperto una serie di questioni sullo staccarsi o meno dalle forniture russe. Roberto Zichittella ne parla con Rita Cenni, corrispondente ANSA da Nuova Delhi. Intanto in Armenia, migliaia di sostenitori dell'opposizione si sono radunati domenica nella capitale Yerevan per mettere in guardia il governo contro le concessioni all'arcinemico Azerbaigian sulla regione del Nagorno-Karabakh, a lungo contesa: ne parliamo con Simone Zoppellaro, giornalista, ha trascorso sei anni vivendo e lavorando tra l'Iran e l'Armenia. Autore di due volumi editi da Guerini e Associati: Armenia oggi (2016) e Il genocidio degli yazidi (2017). Collabora con la Fondazione Gariwo - la Foresta dei Giusti e con l'Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda, dove vive. In chiusura andremo in Giordania dove lo scisma tra il re di Giordania e il fratellastro sulla successione, potrebbe destabilizzare un attore chiave della regione, nonché alleato degli USA in Medio Oriente: ne parliamo con Paolo Maggiolini, Ricercatore università cattolica di Milano e associato ISPI.
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18 Apr 2022

Violenze in Palestina e Israele; "la Gerusalemme che verrà", come sta cambiando e cambierà la città

Palestinesi e israeliani hanno assistito a un aumento della violenza nell'ultimo mese, registrando un picco come non si vedeva dal 2006. La scorsa settimana tre israeliani sono stati uccisi quando un palestinese ha aperto il fuoco in un bar in una delle strade più frequentate di Tel Aviv. Le Forze di Difesa Israeliane avanzano in Cisgiordania, mentre si combatte casa per casa a Jenin e a Nablus, in una battaglia che finora ha mietuto sette vittime palestinesi. A Ramallah gli abitanti hanno indetto uno sciopero generale in protesta per le uccisioni, mentre gli scontri sono continuati in tutti i territori palestinesi, estendendosi anche a Rafah, a Gaza. Luigi Spinola ne parlerà con Michele Giorgio, corrispondente de Il Manifesto da Gerusalemme, e con Nello Del Gatto, analista mediorientale, scrive per Eastwest, Affari Internazionali. "La Gerusalemme che verrà", come sta cambiando e cambierà Gerusalemme, all'incrocio tra urbanistica e geopolitica della città: ne parliamo con Eric Salerno, scrittore e giornalista esperto in Medio Oriente, il suo ultimo libro "Gerusalemme" (Orizzonti Geopolitici, marzo 2022). Autore inoltre di: "Orizzonti perduti, orizzonti ritrovati" (Il Saggiatore, 2021), "Genocidio in Libia. Le atrocità nascoste dell'avventura coloniale italiana" (2019, ed. Manifesto libri) e "Uccideteli tutti". Libia 1943: gli ebrei nel campo di concentramento fascista di Giado. Una storia italiana (Il Saggiatore, 2008).
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06 Apr 2022

Wagner e il massacro di Moura in Mali

In apertura: Intervista di Giulia De Luca a Rachel Denber, vicedirettore della divisione Europa e Asia centrale di Human Rights Watch su Bucha. L'esercito maliano ha detto di aver ucciso 203 combattenti di "gruppi terroristici armati" durante un'operazione su larga scala nella zona di Moura. Report contrastanti però, avallati da Parigi e Washington, parlano invece di responsabilità da parte di elementi delle forze armate maliane accompagnati da mercenari russi del gruppo Wagner, che avrebbero causato la morte di centinaia di civili. Human Rights Watch ha descritto l'accaduto come "la peggiore atrocità in dieci anni di conflitto in Mali. Mercoledì 6 aprile alle 11 Roberto Zichittella ne parlerà con Andrea De Georgio, giornalista freelance che ha vissuto a lungo tra Mali e Senegal, autore di "Il grande gioco del Sahel. Dalle carovane di sale ai Boeing di cocaina" (Bollati Boringhieri, 2021) e "Altre Afriche: racconti di paesi sempre più vicini" (Egea, 2017), e analista di Limes e Ispi. Il gruppo ribelle tutsi congolese M23 avrebbe invocato un cessate-il-fuoco unilaterale dopo diversi giorni di intensi scontri con l'esercito congolese nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo, che hanno portato a migliaia di sfollati in Uganda, centinaia di morti e il presunto abbattimento di un elicottero della Minusma, la missione delle Nazioni Unite, sul quale non è stata fatta ancora chiarezza. Ne parliamo con Matteo Giusti, giornalista, analista e autore di "L'omicidio Attanasio, morte di un ambasciatore" (Castelvecchi 2021).
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25 Feb 2022

Ucraina, il giorno dopo

A Kiev molti hanno scelto di passare la notte in stazione, aspettando l'azione militare russa. La città più esposta, con le notizie di tank russi in avvicinamento, è quella da cui partiamo anche stamattina per provare a capire l'evoluzione della guerra. Affronteremo poi gli aspetti economici e gli effetti delle sanzioni e un aspetto di questa guerra poco raccontato ma non meno decisivo, quello della guerra informatica. Ne parliamo con Vladislav Maistrouk, giornalista e produttore tv, da Kiev; Andrea Nicastro inviato del Corriere della Sera da Marioupol; Olga Tokariuk, giornalista indipendente, non-resident fellow con CEPA - Centro analisi di politica europea; Vincenzo Camporini, generale, già capo di Stato Maggiore della Difesa, membro della Fondazione Italia-Usa; Alessandro Politi, direttore della Nato Defense College Foundation, docente di geopolitica, geoeconomia ed intelligence presso la SIOI, insegna gestione di conflitto, crisi, pacificazione ed analisi presso istituti di formazione governativi; Giampiero Massolo, presidente dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale - ISPI e presidente di Fincantieri; Andrea Borgnino, con Interferenze oggi propone un racconto radiofonico della prima giornata di guerra in Ucraina con tutti i segnali radio attivi; Carola Frediani, esperta di rete e nuove tecnologie, autrice della newsletter Guerre di Rete; Paolo Guerrieri, economista a Science Po; Sissi Bellomo, giornalista del Sole 24 Ore.
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10 Feb 2022

Recrudescenze turche; Operazioni di polizia nella favela Jacarezinho di Rio de Janeiro

Il peggioramento dell'economia e l'impennata dell'inflazione stanno facendo aumentare gli episodi di violenza nel paese, soprattutto nei confronti dei rifugiati: un fenomeno cominciato gradualmente che però ha visto un'impennata negli ultimi tempi. Intrappolate nel patto migratorio firmato con Bruxelles, più di cinque milioni di persone, soprattutto dall'Afghanistan e dalla Siria, ma anche dall'Iran, stanno affrontando la crisi economica, un crescente rifiuto pubblico e maltrattamenti da parte delle autorità. La settimana scorsa ad esempio, una persona siriana è rimasta uccisa con un attacco al coltello nella sua abitazione, e già alla fine di novembre 2021, a Smirne, tre rifugiati siriani avevano perso la vita in un incendio rivendicato da un ultranazionalista. I social network, dove una banda ultranazionalista pubblica video di rifugiati picchiati, sono pieni di invettive contro gli stranieri. Tre rifugiate iraniane stanno tra l'altro affrontando l'espulsione dalla Turchia dopo aver partecipato a una manifestazione contro il ritiro di Ankara dalla convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne. In tutto questo, la categoria dei medici turchi, logorati da orari estenuanti e dallacrisi, stanno emigrando in numero crescente, minando una delle conquiste del presidente Recep Tayyip Erdogan. Ne parliamo con Carmela Giglio, corrispondente Rai da Istanbul. In Brasile la polizia lancia una grande operazione nella favela impoverita di Rio. Più di 1000 poliziotti pesantemente armati hanno occupato il quartiere Jacarezinho di Rio de Janeiro, dove un raid in maggio ha ucciso decine di persone. Con Luigi Spera, giornalista freelance corrispondente dal Brasile per agenzia Nova e altre testate e autore di "Crimine e Favelas" (ed. Eiffel, 2016). Con Luigi Spinola in conduzione.
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04 Feb 2022

I giochi olimpici Beijing 2022; il disastro di Repsol in Perù; terre indigene dissacrate in Brasile

A ridosso della cerimonia delle Olimpiadi in pompa magna che Pechino inaugura il 4 febbraio, un brivido di freddo attraversa la società civile cinese dopo che attivisti, giornalisti e accademici riferiscono di aver ricevuto avvertimenti della polizia nelle ultime settimane, e dopo che diverse piattaforme di social media sono state silenziate. Il Partito non ama critiche, a maggior ragione a ridosso di un evento importante come i giochi invernali. E mentre la neve – finta – cade su Pechino, gli spalti si preparano ad accogliere personalità di spicco e capi di Stato, tra cui Vladimir Putin. Con Cecilia Attanasio Ghezzi, giornalista e sinologa, collabora con Internazionale e la Stampa. Dall'altro lato del mondo, la notizia che domina la stampa del continente Latino-americano è il recente disastro ambientale causato da Repsol in Perù: 11.900 barili di petrolio finiti in mare, per un'area equivalente a più di 320 campi di calcio, che hanno contaminato due riserve naturali. Si tratta di uno dei peggiori disastri ecologici degli ultimi tempi, ma Repsol – che inizialmente aveva dichiarato di aver sversato 6000 barili invece di circa 12.000 – non si è presentata quando è stata convocata dal ministro dell'Ambiente peruviano. Ne parliamo con Mario Magarò, giornalista freelance a Barcellona che si muove tra Spagna e Perù, si occupa di temi ambientali riguardanti la regione andina. Il territorio di Ituna Itatá ("Odore di Fuoco") si trova nello stato brasiliano di Parà, è stato il territorio indigeno che nel 2019 ha subito il più alto tasso di deforestazione del paese nonostante godesse di alcune misure di tutela grazie a un'Ordinanza di protezione territoriale, ovvero misure d'emergenza utilizzate per proteggere i territori di tribù incontaminate. Questo per via della corruzione di alcuni dei massimi funzionari del FUNAI (il Dipartimento governativo agli Affari Indigeni), scelti personalmente da Bolsonaro. E oggi il Senatore Zequinha Marinho, alleato del presidente e in combutta con alcuni membri del FUNAI, guida una campagna per aprire ulteriormente il territorio allo sfruttamento.Con Francesca Casella, direttrice della sede italiana di Survival. In conduzione Roberto Zichittella.
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03 Feb 2022

Il Messico che uccide i giornalisti; il Coming out della chiesa tedesca

Più di 120 sacerdoti e impiegati della comunità della chiesa cattolica in Germania hanno fatto coming out e hanno lanciato una campagna chiedendo la fine della discriminazione istituzionale contro le persone LGBTQ. In seguito poi a un rapporto sulla pedofilia nella chiesa tedesca il Cardinale Reinhard Marx, consigliere del Papa,ha dichiarato che alcuni preti starebbero meglio se fossero sposati. Ne parliamo con Jacopo Scaramuzzi, giornalista vaticanista di Aska news. Autore di "Il sesso degli angeli. Pedofilia, femminismo, lgbtq+. Il dibattito nella Chiesa", edizioni dell'Asino (2022). L'assassinio di tre giornalisti nel giro di una settimana in Messico, due dei quali a Tijuana, ha scosso i cittadini dal loro letargo e ha scatenato manifestazioni a Tijuana, Città del Messico e altre 45 città. Dal 2000, 148 giornalisti sono stati uccisi in Messico rendendo il paese il luogo più pericoloso al mondo per i membri della stampa, secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti. 28 sono morti sotto l'attuale mandato di Andrés Manuel López Obrador. Ne parliamo con Cecilia Anesi, giornalista di Irpi media, testata del centro di giornalismo d'inchiesta IRPI, di cui è tra i fondatori. Ha partecipato a Cartel Project, prendendo parte alle ricerche sull'omicidio della giornalista Regina Martinez e indagando la presenza del cartello di Sinaloa in Europa. Intanto Italia e Messico creano un "ponte accademico" come punto di riferimento per quanto attiene agli studi e all'impegno civile in tema di criminalità organizzata. Con Nando Dalla Chiesa, Professore ordinario di Sociologia della criminalità organizzata alla Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell'Università degli Studi di Milano, presso il Dipartimento di Studi internazionali, giuridici e storico-politici. In conduzione Roberto Zichittella.
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