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Radio3 Mondo -

Radio3 mondo offre quotidianamente una scelta ragionata degli articoli delle maggiori testate straniere nella rassegna stampa in onda alle 6.50. E continua a parlare di mondo con i suoi protagonisti alle ore 11.00 mettendo a fuoco eventi, luoghi e storie.

Lista episodi

03 Mag 2022

Diritto all'aborto a rischio negli USA; giornata mondiale della libertà di stampa

La Corte Suprema ha votato per abbattere la storica decisione Roe v. Wade, secondo una prima bozza scritta dal giudice Samuel Alito fatta circolare all'interno della Corte. La bozza è un ripudio pieno e deciso della decisione del 1973 che garantiva le protezioni costituzionali federali dei diritti di aborto. Già dall'estate scorsa, diversi stati statunitensi hanno cominciato a seguire le dure restrizioni imposte dal Texas e ora molte delle campagne che vengono portate avanti sono motivate dall'avvicinarsi delle elezioni di medio termine: Roberto Zichittella ne parla con Martino Mazzonis, giornalista americanista, autore di "Lavorare tutti? Crisi, diseguaglianze e lo Stato come datore di lavoro di ultima istanza" (Ediesse, 2019) e autore della newsletter AtlanteUSA2020 per Treccani. La giornata mondiale per la libertà di stampa con la sindrome di repressione dell'informazione, ampiamente presente in Medio ed Estremo Oriente, nel continente Africano come in America Latina, continua ad avanzare anche in Europa orientale e Asia Centrale. Non sono solo i governi ad aver messo sotto pressione i giornalisti. Le norme sanitarie hanno anche fornito alle autorità una scusa per bloccare il lavoro degli operatori dell'informazione. La pandemia e gli episodi di contenimento hanno messo a dura prova le relazioni sociali, e a volte hanno aumentato i focolai di odio verso i media: ne parliamo con Ilaria Maria Sala, ex-presidente della stampa estera di Hong Kong e giornalista per Internazionale e di Lettera 22, tra gli autori del libro "Hong Kong 20/20: Reflections on a borrowed place" (Blacksmith books, 2017) e autrice di "Pechino 1989" (edizioni Una Città, 2019). Ha inoltre un libro in uscita il prossimo 18 maggio: L'Eclissi di Hong Kong (add editore) e con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.
29 min
02 Mag 2022

Il PM indiano Modi arriva in Europa; l'opposizione armena in piazza; il trono giordano

Il primo ministro dell'India Narendra Modi è partito domenica per la sua visita di tre giorni in Europa. Durante il suo viaggio, incontrerà i leader mondiali tra cui il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il primo ministro danese Mette Frederiksen e il presidente francese Emmanuel Macron. È il primo viaggio all'estero del premier Modi, il primo dopo l'invasione russa dell'Ucraina che per l'India ha aperto una serie di questioni sullo staccarsi o meno dalle forniture russe. Roberto Zichittella ne parla con Rita Cenni, corrispondente ANSA da Nuova Delhi. Intanto in Armenia, migliaia di sostenitori dell'opposizione si sono radunati domenica nella capitale Yerevan per mettere in guardia il governo contro le concessioni all'arcinemico Azerbaigian sulla regione del Nagorno-Karabakh, a lungo contesa: ne parliamo con Simone Zoppellaro, giornalista, ha trascorso sei anni vivendo e lavorando tra l'Iran e l'Armenia. Autore di due volumi editi da Guerini e Associati: Armenia oggi (2016) e Il genocidio degli yazidi (2017). Collabora con la Fondazione Gariwo - la Foresta dei Giusti e con l'Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda, dove vive. In chiusura andremo in Giordania dove lo scisma tra il re di Giordania e il fratellastro sulla successione, potrebbe destabilizzare un attore chiave della regione, nonché alleato degli USA in Medio Oriente: ne parliamo con Paolo Maggiolini, Ricercatore università cattolica di Milano e associato ISPI.
29 min
18 Apr 2022

Violenze in Palestina e Israele; "la Gerusalemme che verrà", come sta cambiando e cambierà la città

Palestinesi e israeliani hanno assistito a un aumento della violenza nell'ultimo mese, registrando un picco come non si vedeva dal 2006. La scorsa settimana tre israeliani sono stati uccisi quando un palestinese ha aperto il fuoco in un bar in una delle strade più frequentate di Tel Aviv. Le Forze di Difesa Israeliane avanzano in Cisgiordania, mentre si combatte casa per casa a Jenin e a Nablus, in una battaglia che finora ha mietuto sette vittime palestinesi. A Ramallah gli abitanti hanno indetto uno sciopero generale in protesta per le uccisioni, mentre gli scontri sono continuati in tutti i territori palestinesi, estendendosi anche a Rafah, a Gaza. Luigi Spinola ne parlerà con Michele Giorgio, corrispondente de Il Manifesto da Gerusalemme, e con Nello Del Gatto, analista mediorientale, scrive per Eastwest, Affari Internazionali. "La Gerusalemme che verrà", come sta cambiando e cambierà Gerusalemme, all'incrocio tra urbanistica e geopolitica della città: ne parliamo con Eric Salerno, scrittore e giornalista esperto in Medio Oriente, il suo ultimo libro "Gerusalemme" (Orizzonti Geopolitici, marzo 2022). Autore inoltre di: "Orizzonti perduti, orizzonti ritrovati" (Il Saggiatore, 2021), "Genocidio in Libia. Le atrocità nascoste dell'avventura coloniale italiana" (2019, ed. Manifesto libri) e "Uccideteli tutti". Libia 1943: gli ebrei nel campo di concentramento fascista di Giado. Una storia italiana (Il Saggiatore, 2008).
28 min
06 Apr 2022

Wagner e il massacro di Moura in Mali

In apertura: Intervista di Giulia De Luca a Rachel Denber, vicedirettore della divisione Europa e Asia centrale di Human Rights Watch su Bucha. L'esercito maliano ha detto di aver ucciso 203 combattenti di "gruppi terroristici armati" durante un'operazione su larga scala nella zona di Moura. Report contrastanti però, avallati da Parigi e Washington, parlano invece di responsabilità da parte di elementi delle forze armate maliane accompagnati da mercenari russi del gruppo Wagner, che avrebbero causato la morte di centinaia di civili. Human Rights Watch ha descritto l'accaduto come "la peggiore atrocità in dieci anni di conflitto in Mali. Mercoledì 6 aprile alle 11 Roberto Zichittella ne parlerà con Andrea De Georgio, giornalista freelance che ha vissuto a lungo tra Mali e Senegal, autore di "Il grande gioco del Sahel. Dalle carovane di sale ai Boeing di cocaina" (Bollati Boringhieri, 2021) e "Altre Afriche: racconti di paesi sempre più vicini" (Egea, 2017), e analista di Limes e Ispi. Il gruppo ribelle tutsi congolese M23 avrebbe invocato un cessate-il-fuoco unilaterale dopo diversi giorni di intensi scontri con l'esercito congolese nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo, che hanno portato a migliaia di sfollati in Uganda, centinaia di morti e il presunto abbattimento di un elicottero della Minusma, la missione delle Nazioni Unite, sul quale non è stata fatta ancora chiarezza. Ne parliamo con Matteo Giusti, giornalista, analista e autore di "L'omicidio Attanasio, morte di un ambasciatore" (Castelvecchi 2021).
28 min
25 Feb 2022

Ucraina, il giorno dopo

A Kiev molti hanno scelto di passare la notte in stazione, aspettando l'azione militare russa. La città più esposta, con le notizie di tank russi in avvicinamento, è quella da cui partiamo anche stamattina per provare a capire l'evoluzione della guerra. Affronteremo poi gli aspetti economici e gli effetti delle sanzioni e un aspetto di questa guerra poco raccontato ma non meno decisivo, quello della guerra informatica. Ne parliamo con Vladislav Maistrouk, giornalista e produttore tv, da Kiev; Andrea Nicastro inviato del Corriere della Sera da Marioupol; Olga Tokariuk, giornalista indipendente, non-resident fellow con CEPA - Centro analisi di politica europea; Vincenzo Camporini, generale, già capo di Stato Maggiore della Difesa, membro della Fondazione Italia-Usa; Alessandro Politi, direttore della Nato Defense College Foundation, docente di geopolitica, geoeconomia ed intelligence presso la SIOI, insegna gestione di conflitto, crisi, pacificazione ed analisi presso istituti di formazione governativi; Giampiero Massolo, presidente dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale - ISPI e presidente di Fincantieri; Andrea Borgnino, con Interferenze oggi propone un racconto radiofonico della prima giornata di guerra in Ucraina con tutti i segnali radio attivi; Carola Frediani, esperta di rete e nuove tecnologie, autrice della newsletter Guerre di Rete; Paolo Guerrieri, economista a Science Po; Sissi Bellomo, giornalista del Sole 24 Ore.
81 min
10 Feb 2022

Recrudescenze turche; Operazioni di polizia nella favela Jacarezinho di Rio de Janeiro

Il peggioramento dell'economia e l'impennata dell'inflazione stanno facendo aumentare gli episodi di violenza nel paese, soprattutto nei confronti dei rifugiati: un fenomeno cominciato gradualmente che però ha visto un'impennata negli ultimi tempi. Intrappolate nel patto migratorio firmato con Bruxelles, più di cinque milioni di persone, soprattutto dall'Afghanistan e dalla Siria, ma anche dall'Iran, stanno affrontando la crisi economica, un crescente rifiuto pubblico e maltrattamenti da parte delle autorità. La settimana scorsa ad esempio, una persona siriana è rimasta uccisa con un attacco al coltello nella sua abitazione, e già alla fine di novembre 2021, a Smirne, tre rifugiati siriani avevano perso la vita in un incendio rivendicato da un ultranazionalista. I social network, dove una banda ultranazionalista pubblica video di rifugiati picchiati, sono pieni di invettive contro gli stranieri. Tre rifugiate iraniane stanno tra l'altro affrontando l'espulsione dalla Turchia dopo aver partecipato a una manifestazione contro il ritiro di Ankara dalla convenzione di Istanbul sulla violenza contro le donne. In tutto questo, la categoria dei medici turchi, logorati da orari estenuanti e dallacrisi, stanno emigrando in numero crescente, minando una delle conquiste del presidente Recep Tayyip Erdogan. Ne parliamo con Carmela Giglio, corrispondente Rai da Istanbul. In Brasile la polizia lancia una grande operazione nella favela impoverita di Rio. Più di 1000 poliziotti pesantemente armati hanno occupato il quartiere Jacarezinho di Rio de Janeiro, dove un raid in maggio ha ucciso decine di persone. Con Luigi Spera, giornalista freelance corrispondente dal Brasile per agenzia Nova e altre testate e autore di "Crimine e Favelas" (ed. Eiffel, 2016). Con Luigi Spinola in conduzione.
29 min
04 Feb 2022

I giochi olimpici Beijing 2022; il disastro di Repsol in Perù; terre indigene dissacrate in Brasile

A ridosso della cerimonia delle Olimpiadi in pompa magna che Pechino inaugura il 4 febbraio, un brivido di freddo attraversa la società civile cinese dopo che attivisti, giornalisti e accademici riferiscono di aver ricevuto avvertimenti della polizia nelle ultime settimane, e dopo che diverse piattaforme di social media sono state silenziate. Il Partito non ama critiche, a maggior ragione a ridosso di un evento importante come i giochi invernali. E mentre la neve – finta – cade su Pechino, gli spalti si preparano ad accogliere personalità di spicco e capi di Stato, tra cui Vladimir Putin. Con Cecilia Attanasio Ghezzi, giornalista e sinologa, collabora con Internazionale e la Stampa. Dall'altro lato del mondo, la notizia che domina la stampa del continente Latino-americano è il recente disastro ambientale causato da Repsol in Perù: 11.900 barili di petrolio finiti in mare, per un'area equivalente a più di 320 campi di calcio, che hanno contaminato due riserve naturali. Si tratta di uno dei peggiori disastri ecologici degli ultimi tempi, ma Repsol – che inizialmente aveva dichiarato di aver sversato 6000 barili invece di circa 12.000 – non si è presentata quando è stata convocata dal ministro dell'Ambiente peruviano. Ne parliamo con Mario Magarò, giornalista freelance a Barcellona che si muove tra Spagna e Perù, si occupa di temi ambientali riguardanti la regione andina. Il territorio di Ituna Itatá ("Odore di Fuoco") si trova nello stato brasiliano di Parà, è stato il territorio indigeno che nel 2019 ha subito il più alto tasso di deforestazione del paese nonostante godesse di alcune misure di tutela grazie a un'Ordinanza di protezione territoriale, ovvero misure d'emergenza utilizzate per proteggere i territori di tribù incontaminate. Questo per via della corruzione di alcuni dei massimi funzionari del FUNAI (il Dipartimento governativo agli Affari Indigeni), scelti personalmente da Bolsonaro. E oggi il Senatore Zequinha Marinho, alleato del presidente e in combutta con alcuni membri del FUNAI, guida una campagna per aprire ulteriormente il territorio allo sfruttamento.Con Francesca Casella, direttrice della sede italiana di Survival. In conduzione Roberto Zichittella.
29 min
03 Feb 2022

Il Messico che uccide i giornalisti; il Coming out della chiesa tedesca

Più di 120 sacerdoti e impiegati della comunità della chiesa cattolica in Germania hanno fatto coming out e hanno lanciato una campagna chiedendo la fine della discriminazione istituzionale contro le persone LGBTQ. In seguito poi a un rapporto sulla pedofilia nella chiesa tedesca il Cardinale Reinhard Marx, consigliere del Papa,ha dichiarato che alcuni preti starebbero meglio se fossero sposati. Ne parliamo con Jacopo Scaramuzzi, giornalista vaticanista di Aska news. Autore di "Il sesso degli angeli. Pedofilia, femminismo, lgbtq+. Il dibattito nella Chiesa", edizioni dell'Asino (2022). L'assassinio di tre giornalisti nel giro di una settimana in Messico, due dei quali a Tijuana, ha scosso i cittadini dal loro letargo e ha scatenato manifestazioni a Tijuana, Città del Messico e altre 45 città. Dal 2000, 148 giornalisti sono stati uccisi in Messico rendendo il paese il luogo più pericoloso al mondo per i membri della stampa, secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti. 28 sono morti sotto l'attuale mandato di Andrés Manuel López Obrador. Ne parliamo con Cecilia Anesi, giornalista di Irpi media, testata del centro di giornalismo d'inchiesta IRPI, di cui è tra i fondatori. Ha partecipato a Cartel Project, prendendo parte alle ricerche sull'omicidio della giornalista Regina Martinez e indagando la presenza del cartello di Sinaloa in Europa. Intanto Italia e Messico creano un "ponte accademico" come punto di riferimento per quanto attiene agli studi e all'impegno civile in tema di criminalità organizzata. Con Nando Dalla Chiesa, Professore ordinario di Sociologia della criminalità organizzata alla Facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell'Università degli Studi di Milano, presso il Dipartimento di Studi internazionali, giuridici e storico-politici. In conduzione Roberto Zichittella.
29 min