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Vi Parla Alberto Sordi -

Era un giovedì di novembre del 1948 quando, attraverso la radio, entrava nelle case degli italiani un ragazzo dalla voce di basso un po' nasale, dai modi gentili e dalla battuta fulminante. La sigla annunciava un nome ancora poco familiare: "Vi parla Alberto Sordi". Ma poche settimane dopo i negozi avrebbero chiuso in anticipo perché la gente doveva correre a casa ad ascoltare il suo programma alla radio. Per Sordi era esploso un successo che non lo lasciò più. A Radio2 vogliamo ricordare così il grande Alberto Sordi, offrendovi proprio quelle sue prime imperdibili performances radiofoniche, dove nacquero personaggi leggendari come il "compagnuccio della parrocchietta". Quattordici puntate di "Vi parla Alberto Sordi" ritrovate nei nostri archivi, trasmesse tra il novembre del 1949 e il maggio del 1950. Sordi aveva 28 anni allora, la sua scuola era stata la rivista e l'avanspettacolo. Il suo sogno era fare il comico. In un mondo che conviveva con la guerra strappare una risata era una cosa seria. E lui i comici li studiava, li amava tutti, di uno di loro era diventato persino la "voce ufficiale" vincendo, a 17 anni, il concorso indetto dalla MGM, come doppiatore di Oliver Hardy, l'indimenticabile Ollio. Proprio alla radio Sordi scoprì il gusto di ritrarre vizi degli italiani che poi avrebbe portato sullo schermo grazie anche all'intuito e alla fiducia di Fellini (che insistette per averlo nei suoi primi film: "Lo sceicco bianco" e poi "I vitelloni") e di Vittorio De Sica che lo incoraggiò a portare sullo schermo il personaggio radiofonico del compagnuccio, in "Mamma mia che impressione!" del 1951. Quel giovedì di novembre del 1948, dai microfoni della radio, non era nata una stella, ma qualcosa di più: era nato un comico.

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