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Le meraviglie Paesaggi dell'entroterra

Le meraviglie

Paesaggi dell'entroterra

I luoghi meravigliosi dell'entroterra italiano raccontati a Radio3 da scrittori, poeti, studiosi e artisti. Ascolta "Le meraviglie" di Radio3 in podcast >>

Episodi

07 Ott 2017

Altopiano di Campo Imperatore raccontato da Donatella Di Pietrantonio

Con la scrittrice Donatella Di Pietrantonio raggiungiamo Campo Imperatore sull'Appennino dove i ricordi della scrittrice, nata nei pressi dell'altopiano, si congiungono alla descrizione attuale di spazi vasti e luminosi. Straordinario in particolare durante la notte di San Lorenzo ma attenzione, Donatella Di Pietrantonio ci ricorda che si può avvertire la presenza dei lupi. Poche le costruzioni, tra cui il rifugio in stile razionalista che è stato per pochi giorni prigione di Benito Mussolini poi liberato il 12 Settembre 1943 nella celebre operazione Quercia. Diversi Film Western sono stati girati sull'altopiano attraversato oggi non solo dal turismo ma ancora dai sentieri della transumanza.
03 Giu 2017

Canale Cavour raccontato da Lucilla Giagnoni

L'attrice Lucilla Giagnoni ci porta in prossimità di Garbagna, nel novarese, davanti a una risaia appena allagata e ad uno dei tanti accessi al Canale Cavour, una straordinaria opera di ingegneria idraulica la cui  storia è strettamente intrecciata a quella della nascita del nostro Stato nazionale. È un paesaggio essenziale e quasi metafisico quello che scopriamo oggi, una strada d'acqua placida e controllata, costruita artificialmente a metà nel XIX secolo che scorre diritta per quasi 83 km e taglia a metà la pianura padana, irrigandola,  traendo origine dal Po a Chivasso (TO) per finire poi nel Ticino, nel comune di Galliate (NO).  Con Lucilla scopriamo la poesia del vocabolario dell'acquaiolo e  le incredibili intuizioni e infinite  misurazioni dell'agrimensore Francesco Rossi e poi dell'ingegnere Carlo Noè che  idearono la realizzazione del Canale con l'appoggio niente di meno che di Camillo Benso Conte di Cavour, grande appassionato di agricoltura. E' un opera che ancora oggi desta meraviglia, sia per la rapidità di costruzione, avvenuta in meno di 1000 giorni tra il 1863 e il 1866, sia per la perfezione costruttiva, ottenuta impiegando solo mattoni e pietre. Questo imponente reticolo d'acqua che è il Canale Cavour rende vivo il paesaggio, generando ricchezza agricola nei campi e producendo continuamente energia invece di assorbirla. Oggi è un bene comune amministrato dalla Coutenza Canale Cavour  formata dai consorzi agricoli Est Sesia (provincia di Novara) e Ovest Sesia (provincia di Vercelli). Grazie a un progetto Europeo già in corso d'opera,  il Canale Cavour sarà ulteriormente valorizzato attraverso la costruzione di una via percorribile dal Po al mare, a piedi o in bicicletta, per una camminata lenta che permetterà di attraversare, lungo il fiume e tra gli alberi, luoghi incredibilmente belli, quasi fuori dal tempo.
27 Ott 2019

Boschi dell'Altopiano d'Asiago raccontati da Daniele Zovi

La prima guerra mondiale non risparmiò nulla: anche i boschi furono decimati; così immediatamente dopo la fine delle ostilità più di dieci milioni di piante furono messe a dimora per ripopolare le foreste dell'altopiano di Asiago. Percorriamo questi sentieri ricchi di storia con Daniele Zovi scrittore e divulgatore, che si è preso cura di questi luoghi. Attraversiamo in particolare quello che viene definito "bosco testimone" dove l'intervento dell'uomo è stato negli ultimi anni quasi nullo e dove dunque la biodiversità prospera. Ma la vera sorpresa, ci dice Daniele Zovi, è invisibile e si trova, camminando per il bosco, sotto i nostri piedi: un fitto e articolato mondo fatto di radici e forme di vita che comunicano incessantemente tra loro, una rete assimilabile ad internet, dove non mancano inaspettati gesti di solidarietà. Daniele Zovi, vicentino, è scrittore e divulgatore, esperto di foreste e di animali selvatici. Ha redatto il Piano naturalistico della Val d'Assa e il piano di riassetto delle proprietà silvo-pastorali di Asiago, Conco e Lusiana. È membro dell'Accademia Olimpica di Vicenza e dell'Accademia Italiana di Scienze Forestali di Firenze. Tra i suoi libri: "La grande foresta. Storia dei boschi dell'Altopiano di Asiago (2018)", "Alberi Sapienti Antiche Foreste (Utet 2018)", l'ultimo libro è "Italia selvatica" (Utet 2019).
23 Mar 2019

Colle dell'Infinito a Recanati raccontato da Massimo Raffaeli

Con Massimo Raffeli andiamo a Recanati e percorriamo il giardino che oggi sorge accanto al Centro Studi Leopardiani e al Palazzo Leopardi, dove seguendo un piccolo sentiero che lo attraversa tra fiori, alberi e piante, si giunge al punto in cui probabilmente Giacomo Leopardi si trovò nel settembre 1819, esattamente duecento anni fa, a comporre uno dei suoi idilli più celebri: l'Infinito. Tra suggestioni letterarie, ricordi personali e di poeti che vennero proprio qui in pellegrinaggio sulle orme del grande poeta recanatese, scopriamo un luogo semplice ed essenziale, affacciato sui Monti Sibillini che solo apparentemente non contiene esplicite tracce leopardiane, pur essendo uno dei luoghi più legati alla sua poetica giovanile. Massimo Raffaeli ci porta in uno dei simboli della città di Bologna: lo stadio. Tra storia, storie e ricordi personali, il Dall'Ara è ancora oggi un luogo ricco di fascino e di suggestioni non solo per chi ama il calcio.
10 Nov 2018

Isola Comacina raccontata da Stefano Della Torre

Stefano Della Torre professore del Politecnico di Milano e protagonista della valorizzazione dell'Isola Comacina, ci illustra i diversi volti dell'unica Isola del Lago di Como, crocevia di storie millenarie, leggende ed interessanti opere architettoniche.
17 Nov 2019

Isola di San Giulio sul Lago d'Orta raccontata da Matteo Severgnini

"In mezzo alle montagne c'è il Lago d'Orta e in mezzo al Lago d'Orta, ma non proprio a metà, c'è l'isola di San Giulio" così Gianni Rodari inizia il suo C'era due volte il Barone Lamberto descrivendo questo luogo unico e ricco di fascino che oggi scopriamo anche seguendo le sue tracce disseminate sull'isola, guidati dallo scrittore Matteo Severgnini. Raggiungiamo San Giulio in battello e attraversiamo la stradina che percorre l'intera isola: è la via del silenzio e della meditazione, dominata dalla basilica romanica, dal palazzo vescovile e dall'abbazia benedettina femminile Mater Ecclesiae dove vivono le suore di clausura che oggi sono le uniche abitanti dell'isola. La leggenda narra che quest'isola, lunga appena 275 metri e larga 140 e distante non più di 400 metri dalla riva di Orta, un tempo era uno scoglio abitato da serpi e terribili mostri, fino a quando nel 390 vi approdò San Giulio: attraversando le acque del lago sopra il suo mantello e guidato nella tempesta dal suo bastone, il Santo fondò una chiesa, nella quale scelse poi di essere sepolto, e trasformò l'isola nel centro di evangelizzazione di tutta la regione. Matteo Severgnini (1970) vive a Omegna, sulle sponde del lago d'Orta. Il suo ultimo romanzo giallo "La donna della luna", ambientato sull'Isola di San Giulio, è pubblicato da Meridiano Zero, 2018. Collabora con ReteDue, Radio Svizzera Italiana in qualità di autore e documentarista radiofonico. Per il cinema ha co-sceneggiato il film "Moka Noir - A Omegna non si beve caffè" prodotto da VenturaFilm.
21 Set 2019

Isola Polvese raccontata da Maria Borio

L'isola Polvese si trova a Sud del Lago Trasimeno, ed è praticamente disabitata, si raggiunge con un battello dal paese di San Feliciano. Nel passato, ci racconta la poetessa Maria Borio, l'isola è stata abitata da una comunità di circa cinquecento persone ed ha avuto il suo momento di massimo sviluppo nel medioevo in questo periodo venne edificata la Chiesa di San Secondo che può essere visitata, come altre interessanti strutture costruite nel corso dei secoli successivi. Qui si è svolto a Luglio un incontro internazionale dedicato alla poesia: https://www.umbrocultura.com/poesia/poesiaeuropa/ Sono i colori, i riflessi dell'acqua e il mutevole ambiente sonoro, ad accompagnare un racconto avvincente che dona all'Isola una anima cosmopolita. Maria Borio, nata nel 1985, si è laureata in lettere ed è dottore di ricerca in letteratura italiana. Ha scritto le monografie Satura. Da Montale alla lirica contemporanea (Serra, Pisa 2013) e Poetiche e individui. La poesia italiana dal 1970 al 2000 (Marsilio, Venezia 2018). Cura la sezione poesia di "Nuovi Argomenti". Ha pubblicato le raccolte Vite unite (XII Quaderno italiano di poesia contemporanea, Marcos y Marcos, Milano 2015) e L'altro limite (Pordenonelegge-Lietocolle, Pordenone-Faloppio 2017), l'ultimo libro, nella collana "Lyra giovani" diretta da Franco Buffoni, è Trasparenza, (Novara 2019).
27 Set 2020

Miniere di Cogne raccontate da Carlo Pestelli

Con Carlo Pestelli scopriamo sopra Cogne in Valle d'Aosta, la storia del complesso di edifici di cui fanno parte la miniera più recente "Costa del Pino" e la miniera più antica "Colonna". Tra le più alte d'Europa, con un susseguirsi di oltre 100 km di gallerie e impianti originali , le miniere di magnetite di Cogne ci portano sulle tracce di generazioni di minatori in un panorama mozzafiato dal Monte Bianco al Gran Paradiso. Carlo Pestelli vive e lavora a Torino dove si occupa di musica e di insegnamento. Comincia presto a suonare la chitarra e a comporre canzoni. Negli anni 2001 e 2002 è direttore artistico della rassegna Chansonnier patrocinata dalla Provincia di Torino. All' intensa attività concertistica ha affiancato gli studi in lettere moderne sotto la guida di Gian Luigi Beccaria, approfondendo in particolare lo studio linguistico di Tommaso Landolfi . Nel 2009 presenta il suo lavoro discografico: Un'ora d'aria (ed. block nota). Del 2013 il successivo Da quando conosco te che vince il premio Giacosa nel 2014. Negli ultimi anni ha tenuto una rubrica fissa per il settimanale TorinoSette, ha firmato traduzioni dallo spagnolo e dal francese, ha collaborato a Radio3 e ha scritto due testi per il teatro Stabile di Torino: Note d'un centromediano metodista, liberamente tratto da Il fuorigioco mi sta antipatico di Luciano Bianciardi, e Ma la va diretta al Piave, riflessione corale a metà tra prosa e canzoni sull'avventurosa partecipazione d'un piemontese d'Argentina alla grande guerra. Ideatore della rassegna concertistica MusiCogne, di cui è direttore artistico dalla prima edizione del 2016, ha scritto un libro sulla storia della canzone Bella ciao (add editore, prefazione di Moni Ovadia). Nel 2018, a quattro mani con Andrea Debenedetti ha scritto La lingua feliz, libro descrittivo della lingua spagnola. Il suo ultimo disco è: Aperto per ferie. Recital per voce e chitarra, uscito nel 2020.
15 Gen 2017

Risaie di Novara raccontate da Lucilla Giagnoni

La risaia dove nella prima neve d'inverno ci porta Lucilla Giagnoni è subito a sud di Novara, in quel triangolo di terra compreso tra Novara, Pavia e Vercelli, che è una delle zone piú ricche e produttive del nostro paese. Attraversiamo un sentiero sterrato circondato da campi pieni di zolle rivoltate, un paesaggio piatto e indecifrabile per nove mesi l'anno che sembra, a un primo colpo d'occhio, tutto uguale. Ma queste terre, canalizzate dall'uomo da più di cinque secoli, riservano molte sorprese che Lucilla Giagnoni svela nel corso di una passeggiata davvero unica. Lei, attrice e narratrice, trapiantata da Firenze a Novara, ha dedicato anni a scoprire i segni di questo territorio indagandone le radici raccogliendo le storie di fatica, lotta e resistenza delle mondine- e interrogandosi sulle sfide future di queste terre.
09 Mar 2019

Roncobilaccio raccontato da Alessandro Vanoli

Alessandro Vanoli ci racconta un luogo di passaggio, di confine, di collina, in mezzo all'Appennino tra Bologna e Firenze, la cui meraviglia va capita e cercata in mezzo ai fiumi, nei boschi, imparando soprattutto a rallentare il ritmo frenetico della vita e a guardarsi attorno scoprendo uno dei posti in cui è passata per secoli la nostra storia. Alessandro Vanoli (Bologna, 1969) ha lavorato come docente e ricercatore in numerose università, tra cui l'Università di Bologna e l'Università Statale di Milano, e ha insegnato arabo presso differenti istituzioni. Si occupa prevalentemente di storia mediterranea, di rapporti tra mondo cristiano e mondo musulmano e di presenza islamica nelle Americhe. Tra le sue pubblicazioni: Le parole e il mare (Il Mulino, 2005), La Spagna delle tre culture (Il Mulino, 2006), La Sicilia musulmana (Il Mulino, 2012), Quando guidavano le stelle. Viaggio sentimentale nel Mediterraneo (Il Mulino, 2015), Storie di parole arabe (Ponte alle grazie, 2016). Il suo ultimo libro è: Inverno. Il racconto dell'attesa (Il Mulino, 2018).
28 Mag 2017

Sorgenti del Livenza a Polcenigo raccontate da Gian Mario Villalta

Leggendo le parole del geografo Giovanni Marinelli,  Gian Mario Villalta poeta, scrittore e direttore artistico di Pordenonelegge apre la puntata sulle sorgenti del Livenza presso il borgo di Polcenigo. Partiamo dalla sorgente del Gorgazzo, una grotta dalla quale nasce un ramo del fiume Livenza. La grotta è stata esplorata fino a 200 metri di profondità e si sviluppa per centinaia di chilometri. Il colore dell'acqua è unico e si muove tra l'azzurro e il blu intenso. Il granulato calcare delle rocce, le numerose piante che circondano dall'alto questo anfiteatro naturale, la stessa assoluta purezza dell'acqua creano una dinamica cromatica difficilissima da rappresentare o riprodurre. Gian Mario Villalta ci ricorda tuttavia il quadro di un pittore Luigi Nono (Omonimo del noto musicista), che ha in qualche modo colto il Genius Loci. Camminiamo poi per Polcenigo un Borgo affascinante e ricco di storia.
01 Apr 2017

Valle d'Itria raccontata da Mario Desiati

Con lo scrittore Mario Desiati, andiamo in Puglia e camminando per Locorotondo sentiamo storie e racconti intorno alla Valle d'Itria. In questo viaggio Desiati ci restituisce un immagine precisa e suggestiva dei Trulli costruzioni uniche al mondo. I Trulli, sono una straordinaria testimonianza di ancestrali culti del Sole e concreto esempio di architettura ecosostenibile, la loro manutenzione è affidata all'arte dei trullari. Parte integrante del profilo e degli odori del paesaggio: il Bianco della calce che viene usata per "Allattare" la pietra. Desiati ci ricorda anche il ruolo del vento presenza costante che instaura un rapporto con chi lo interpreta e ne ascolta la voce come una sorta di vaticinio. La puntata è arricchita dalla voce di Guido Piovene e dal suo Viaggio in Italia in onda il 22 Ottobre 1956.