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Le meraviglie - Episodi - 2019

Le meraviglie è un viaggio in cammino per l'Italia attraverso i luoghi "meravigliosi", insoliti e stupefacenti del nostro paese, scelti e raccontati di volta in volta da narratori d'eccezione: scrittori, registi, attori, storici dell'arte, archeologi. Ogni puntata sarà una tappa del viaggio registrata sul posto, dal vivo e sarà ricca di musica, suoni e voci tratti dall'archivio della Rai. A cura di Diego Marras.

Lista episodi

24 Nov 2019

Parco Vergiliano a Napoli raccontato da Elisabetta Moro

Il Parco Vergiliano a Piedigrotta è "un piccolo gioiello"ci dice l'antropologa vicentina Elisabetta Moro che ha fatto di Napoli la sua città d'elezione. Camminiamo per il Parco dove si fanno molteplici incontri favolosi, qui sono state piantate querce a ricordo di quelle di Dodona, qui troviamo nello stesso spazio le Tombe di Virgilio e di Giacomo Leopardi. Accanto a loro la Crypta Neapolitana, il più antico tunnel del mondo occidentale, dove veniva venerato il Dio del Sole Mitra. Per secoli il mausoleo di Virgilio è stato meta di pellegrinaggio, hanno reso omaggio al vate Petrarca e Strabone, Boccaccio e Plinio ed ovviamente tanti protagonisti del Grand Tour come Goethe. Oggi migliaia di studenti si mettono in comunicazione con il poeta lasciando i loro messaggi che possiamo ascoltare letti da Elisabetta Moro. Il Parco esprime una "corrispondenza di amorosi sensi tra il passato e il presente" qui il canto e la poesia sono vivi. Elisabetta Moro è professore ordinario di Antropologia culturale presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. È Co-Direttore del MedEatResearch (Centro di ricerche sociali sulla dieta mediterranea) del suo Ateneo, direttore della sezione Mediterranea dei Granai della Memoria dell'Università di Scienze Gastronomiche e Slow Food. Ambasciatrice del gusto. Collabora con i più importanti canali radio-televisivi italiani e svizzeri. È autrice di: Andare per i luoghi della dieta mediterranea (Il Mulino); La dieta mediterranea. Mito e storia di uno stile di vita (Il Mulino). A settembre 2019 in libreria il suo nuovo libro: Sirene. La seduzione dall'antichità ad oggi (Il Mulino).
27 min
17 Nov 2019

Isola di San Giulio sul Lago d'Orta raccontata da Matteo Severgnini

"In mezzo alle montagne c'è il Lago d'Orta e in mezzo al Lago d'Orta, ma non proprio a metà, c'è l'isola di San Giulio" così Gianni Rodari inizia il suo C'era due volte il Barone Lamberto descrivendo questo luogo unico e ricco di fascino che oggi scopriamo anche seguendo le sue tracce disseminate sull'isola, guidati dallo scrittore Matteo Severgnini. Raggiungiamo San Giulio in battello e attraversiamo la stradina che percorre l'intera isola: è la via del silenzio e della meditazione, dominata dalla basilica romanica, dal palazzo vescovile e dall'abbazia benedettina femminile Mater Ecclesiae dove vivono le suore di clausura che oggi sono le uniche abitanti dell'isola. La leggenda narra che quest'isola, lunga appena 275 metri e larga 140 e distante non più di 400 metri dalla riva di Orta, un tempo era uno scoglio abitato da serpi e terribili mostri, fino a quando nel 390 vi approdò San Giulio: attraversando le acque del lago sopra il suo mantello e guidato nella tempesta dal suo bastone, il Santo fondò una chiesa, nella quale scelse poi di essere sepolto, e trasformò l'isola nel centro di evangelizzazione di tutta la regione. Matteo Severgnini (1970) vive a Omegna, sulle sponde del lago d'Orta. Il suo ultimo romanzo giallo "La donna della luna", ambientato sull'Isola di San Giulio, è pubblicato da Meridiano Zero, 2018. Collabora con ReteDue, Radio Svizzera Italiana in qualità di autore e documentarista radiofonico. Per il cinema ha co-sceneggiato il film "Moka Noir - A Omegna non si beve caffè" prodotto da VenturaFilm.
27 min
16 Nov 2019

Stazione Centrale di Milano raccontata da Marco Nicolò Riccòmini

Scendiamo al Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, ma non corriamo di fretta verso la città, con lo storico dell'arte Marco Nicolò Riccòmini, attraversiamo lentamente questa struttura che si rivela ricca di tesori artistici. Ci accolgono sul binario, incise su una lapide, le parole di Primo Levi: "Poiché l'angoscia di ciascuno è la nostra" da qui infatti partivano i treni verso i campi di sterminio nazisti tra il 1943 e il 1945, pochissimi i deportati che tornarono, tra loro Liliana Segre ; altre lapidi ricordano i caduti in guerra, la stazione dunque è anche un luogo di memoria. Camminando verso il grande atrio monumentale, possiamo ammirare opere di artisti come il ceramista romano Giulio Rufa, poi alzando lo sguardo le grandiose vedute di città italiane disegnate su piastrelle in maiolica. All'interno di una libreria troviamo le opere di Marcello Nizzoli più famoso per aver ideato la macchina da scrivere "Lettera 22". Raggiungiamo la "Galleria delle Carrozze" dove troviamo incisi i nomi di grandi inventori come Guglielmo Marconi, o Alessandro Volta. Marco Nicolò Riccomini alla fine ci invita a riflettere su questo grandioso progetto dell' architetto Ulisse Stacchini. Il suo disegno era degli inizi del novecento mentre l'opera fu messa in cantiere dopo la grande guerra, per essere inaugurata nel 1931, questo giustifica l'eclettismo esasperato di un luogo che mettendo in scena il gusto di epoche lontane risulta essere interessantissimo. Marco Nicolò Riccòmini. Specialista, in particolar modo, della pittura e del disegno bolognese tra Seicento e Settecento, ha pubblicato vari libri e saggi tra cui: Donato Creti. I disegni della Raccolta Certani alla Fondazione Giorgio Cini, Marsilio Editori, Venezia 2011; Donato Creti. Le opere su carta. Catalogo ragionato, Allemandi & C., Torino 2012; Giuseppe Maria Crespi. I disegni e le stampe. Catalogo ragionato, Allemandi & C., Torino 2014; La Quadreria. Palazzo Rossi Poggi Marsili, ASP Città di Bologna, Bologna 2016.
26 min
13 Ott 2019

Villa La Rotonda a Vicenza raccontata da Guido Beltramini

"Oggi andai a vedere la splendida casa detta la Rotonda, posta sopra un'amena altura a mezz'ora di strada della città. L'architettura forse non ha mai creato nulla di così lussuoso" Così nel 1786 scriveva Johann Wolfgang Goethe nel suo Viaggio in Italia ma ancora oggi la Villa progettata da Andrea Palladio rimane un' icona assoluta dell'architettura globale. Percorriamo gli spazi esterni ed entriamo nella Villa con il direttore del Palladio Museum: Guido Beltramini che ci introduce alle storie e ai segreti di questo luogo magico. Palladio progetta la Villa in un contesto particolare che così descrive nel suo trattato, I Quattro libri dell'Architettura [1570]: "Il sito è de gli ameni, e dilettevoli che si possano ritrovare: perché è sopra un monticello di ascesa facilissima, et è da una parte bagnato dal Bacchiglione fiume navigabile, e dall' altra è circondato da altri amenissimi colli, che rendono l'aspetto di un molto grande Theatro, e sono tutti coltivati, et abondanti di frutti eccellentissimi, et di buonissime viti: Onde perché gode da ogni parte di bellissime viste, delle quali alcune sono terminate, alcune più lontane, et altre, che terminano con l'Orizonte…" Guido Beltramini è direttore del Palladio Museum https://www.palladiomuseum.org/ Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Palladio privato, Marsilio2008; Andrea Palladio. Il mistero del volto. Ediz. a colori Officina Libraria 2017; Aldo Manuzio. Il Rinascimento di Venezia. Catalogo della mostra (Venezia, 19 marzo 2015-19 giugno 2016). Ediz. illustrata Marsilio2016.
29 min
05 Ott 2019

Cortile d'onore del Palazzo di Brera a Milano raccontato da Marco Nicolo' Riccomini

Con Marco Nicolo' Riccomini attraversiamo il cortile d'onore del Palazzo di Brera, il luogo ideale per chi volesse imparare un po' della storia della cultura lombarda, soprattutto quella illuministica, avendo sotto gli occhi un'antologia unica senza precedenti sia della scultura classica antica nei calchi monumentali e sia di quella vera in marmo dell'800. Marco Nicolò Riccòmini. Formatosi professionalmente a Londra, al rientro in Italia ha diretto per un lustro il Dipartimento dei dipinti antichi di Finarte Casa d'Aste a Milano, quindi per oltre un decennio quello di Christie's Italia. Ha curato diverse mostre e i relativi cataloghi tra cui Figure del tempo barocco. Dipinti dell'Opera Pia dei Poveri Vergognosi, Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna (17 aprile – 12 giugno 2016). Specialista, in particolar modo, della pittura e del disegno bolognese tra Seicento e Settecento, ha pubblicato vari libri e saggi tra cui: Donato Creti. I disegni della Raccolta Certani alla Fondazione Giorgio Cini, Marsilio Editori, Venezia 2011; Donato Creti. Le opere su carta. Catalogo ragionato, Allemandi & C., Torino 2012; Giuseppe Maria Crespi. I disegni e le stampe. Catalogo ragionato, Allemandi & C., Torino 2014; La Quadreria. Palazzo Rossi Poggi Marsili, ASP Città di Bologna, Bologna 2016. Ha curato diversi cataloghi quali: Italian Old Master Drawings, The Walpole Gallery, Londra 1991; Arkadien. Paradies auf Papier. Landschaft und Mythos in Italien, Berlino, Staatliche Museen zu Berlin, Kupferstichkabinett, 2014; Scritti per Eugenio; 27 scritti per Eugenio Riccòmini, Modigliana 2017.
29 min
29 Giu 2019

Bosco di Manziana raccontato da Daniele Aristarco

Con lo scrittore Daniele Aristarco ci addentriamo in un luogo davvero pieno di suggestioni, quasi ancestrale: Il bosco Macchia Grande di Manziana, distante circa cinquanta chilometri da Roma, che si trova a metà strada tra i monti della Tolfa ed il lago di Bracciano dove carpini, aceri ed agrifogli abitano e dove trovano riparo uccelli e mammiferi come istrici e volpi ma anche cavalli e mucche che vivono in libertà. Qui vicino, Gianni Rodari, trascorse lunghi periodi nella sua amata casa di campagna costruita negli anni Sessanta e a Manziana dedicò filastrocche e corsivi su Paese Sera: con Aristarco, attraversando il bosco, facciamo anche un viaggio nella poetica rodariana. Daniele Aristarco (Napoli, 1977) È autore di racconti e saggi divulgativi rivolti ai ragazzi, pubblicati sia in Italia che in Francia. Ha insegnato lettere nella scuola media e ora si dedica ai libri per ragazzi e alla scrittura per il cinema e la radio. Drammaturgo e regista teatrale, ha vinto numerosi premi. Si occupa inoltre di laboratori di scrittura creativa per l'infanzia presso scuole, biblioteche e associazioni culturali. Per Einaudi Ragazzi ha pubblicato: Shakespeare in shorts – Dieci storie di William Shakespeare, eletto libro del mese di settembre 2016 dai radioascoltatori della trasmissione «Fahrenheit» di Radio 3 Rai, Io dico no! – Storie di eroica disobbedienza, inserito nella lista dei «White Ravens» 2017, Così è Pirandello (se vi pare) – I personaggi e le storie di Luigi Pirandello, Cose dell'altro secolo, Lucy, la prima donna, La nascita dell'uomo, Decameron, Fake – Non è vero ma ci credo, La diga del Vajont, Io dico sì! Storie di sfide e di futuro.
30 min
08 Giu 2019

Porticciolo di Camogli raccontato da Andrea De Carlo

Con lo scrittore Andrea De Carlo attraversiamo Camogli, "un luogo molto particolare", il cui cuore vibrante batte nel porticciolo. Partiamo dal nucleo originario della cittadina dove sorge Castel Dragone, una fortificazione di origine medioevale, per scendere verso il porto. Camogli è meta turistica rilevante ma ha mantenuto una forte identità legata alle sue tradizioni marinare, tutelando le coste e l'assetto estetico del paesaggio. Tra i visitatori eccellenti della cittadina rivierasca viene ricordato Charles Dickens che la descrive nel suo "Pictures from Italy" pubblicato nel 1846 da cui ascoltiamo una lettura. Andrea De Carlo vive parte dell'anno a Camogli che si presta bene, ci dice lo scrittore, a eventi come il Festival della Comunicazione o del Podcast perché è stata da sempre punto di partenza per lontane mete, centro di traffici e scambi. Andrea De Carlo è nato a Milano, dove si è laureato in Storia contemporanea. Ha vissuto negli Stati Uniti e in Australia, dedicandosi alla musica e alla fotografia. Si è occupato di cinema, come assistente alla regia di Federico Fellini e Michelangelo Antonioni. I suoi romanzi, tradotti in ventisei paesi e venduti in milioni di copie, sono: Treno di panna, Uccelli da gabbia e da voliera, Macno, Yucatan, Due di due, Tecniche di seduzione, Arcodamore, Uto, Di noi tre, Nel momento, Pura vita, I veri nomi, Giro di vento, Mare delle verità, Durante, Leielui, Villa Metaphora, Cuore primitivo, L'imperfetta meraviglia.
27 min
25 Mag 2019

Biblioteca Angelica a Roma raccontata da Silvia Ronchey

Che cos'è una Biblioteca?. E' a partire da questa domanda che con la bizantinista Silvia Ronchey ci avviciniamo alla Biblioteca Angelica. La Biblioteca " tempio di un rito collettivo che si ripete nei secoli" si trova accanto alla Basilica di Sant'Agostino, fu fondata da Angelo Rocca, un vescovo agostiniano. Il salone della Biblioteca fu disegnato dall'architetto Luigi Vanvitelli ed è uno spazio verticale ricco di volumi rari e cinquecentine, qui è possibile studiare ed indagare quella storia e quel passato che, come suggerisce Silvia Ronchey, sono utili al presente e "soprattutto forse al futuro". Silvia Ronchey è professore ordinario di Civiltà bizantina all'Università di RomaTre. Oltre ai numerosi saggi specialistici e alle traduzioni dal greco bizantino, come quella della Cronografia di Michele Psello (Fondazione Lorenzo Valla, 1984), ha scritto libri di ampia diffusione, tra i quali ricordiamo: «L'aristocrazia bizantina» (Sellerio, 1998, 19992), con Alexander Kazhdan; «Lo stato bizantino» (Einaudi, 2002); «L'enigma di Piero» (Rizzoli, 2006); «Il guscio della tartaruga» (Nottetempo, 2009); «Il romanzo di Costantinopoli» (Einaudi, 2010), con Tommaso Braccini; «Ipazia. La vera storia» (Rizzoli, 2010); «Storia di Barlaam e Ioasaf. La vita bizantina del Buddha» (Einaudi, 2012); l'edizione critica del commento di Eustazio di Tessalonica al canone giambico sulla Pentecoste (De Gruyter 2014); «La cattedrale sommersa. Alla ricerca del sacro perduto» (Rizzoli, 2017).
27 min
20 Apr 2019

Parco degli Acquedotti a Roma raccontato da Daniele Aristarco

Situato tra due arterie caotiche e a tratti spaventose, l'Appia e la Tuscolana, Il Parco degli Acquedotti è un'oasi di pura bellezza, un polmone verde a sud est di Roma, che si estende per circa 240 ettari nel quartiere Appio Claudio, vero e proprio crocevia della rete idrica dell'antica Roma di cui rimangono importanti testimonianze archeologiche, oggi inglobato nel Parco regionale suburbano dell'Appia antica. Lo percorriamo con lo scrittore Daniele Aristarco che, tra ricordi personali, suggestioni storiche, letterarie e cinematografiche ce ne restituisce tutto il fascino immutato nei secoli. Daniele Aristarco (Napoli, 1977) È autore di racconti e saggi divulgativi rivolti ai ragazzi, pubblicati sia in Italia che in Francia. Ha insegnato lettere nella scuola media e ora si dedica ai libri per ragazzi e alla scrittura per il cinema e la radio. Drammaturgo e regista teatrale, ha vinto numerosi premi. Si occupa inoltre di laboratori di scrittura creativa per l'infanzia presso scuole, biblioteche e associazioni culturali. Per Einaudi Ragazzi ha pubblicato: Shakespeare in shorts – Dieci storie di William Shakespeare, eletto libro del mese di settembre 2016 dai radioascoltatori della trasmissione «Fahrenheit» di Radio 3 Rai, Io dico no! – Storie di eroica disobbedienza, inserito nella lista dei «White Ravens» 2017, Così è Pirandello (se vi pare) – I personaggi e le storie di Luigi Pirandello, Cose dell'altro secolo, Lucy, la prima donna, La nascita dell'uomo, Decameron, Fake – Non è vero ma ci credo, La diga del Vajont, Io dico sì! Storie di sfide e di futuro.
29 min
14 Apr 2019

Tribunale per i minorenni di Lecce raccontato da Elisabetta Liguori

Con la scrittrice Elisabetta Liguori raggiungiamo il Tribunale, che si trova extra moenia, partendo da Porta Rudiae, una delle quattro porte di Lecce. Elisabetta Liguori ci ricorda la lunga storia di questo grande edificio, un complesso conventuale inaugurato dai Padri Vincenziani nella prima metà del '700, comunemente noto come "Villa Bobò". Questo luogo è stato attraversato da tante vicende che fotografano la storia della città salentina: da qui partivano lunghe processioni religiose, poi divenne anche convitto e ospedale finché alla fine del diciannovesimo secolo la struttura venne trasformata in casa di reclusione. Alcune vicende di questo carcere ebbero risonanza nazionale come la fuga della primula rossa del banditismo sardo Graziano Mesina nel 1976. Dopo venti anni di abbandono, seguito alla chiusura del carcere nel 1997, questo splendido edificio viene restaurato. Elisabetta Liguori, che lavora qui come direttore, ci porta nei lunghi corridoi finemente decorati: con lei visitiamo la Cappella del '700 restaurata con molta cura, ma anche la stanza ludica dove i minorenni hanno la possibilità di giocare e disegnare perché in generale l'obiettivo è quello di "rendere più amichevole questo luogo" avvicinando il Tribunale alla cittadinanza. Dall'alto della struttura si domina la città di Lecce con le sue meraviglie barocche. Di Elisabetta Liguori ricordiamo il suo romanzo d'esordio "Il credito dell'Imbianchino", edito da Argo di Lecce, finalista al Premio Berto 2005. Il secondo romanzo risale al 2007, " Il correttore ", edito da peQuod di Ancona. Nel 2017 esce una favola allegorica, con illustrazioni da Emanuela Bartolotti, dal titolo "Lo spazio dentro", Musicaos editore.
27 min
07 Apr 2019

Giardino Ducale di Parma raccontato da Carlo Mambriani

Attraversiamo il Giardino Ducale di Parma camminando tra i tigli e gli ippocastani e scoprendo con Carlo Mambriani la storia di uno dei pochissimi giardini alla francese in un centro storico italiano, un'oasi di bellezza e pace restituita alla città nel 2012 dopo un lungo restauro che è da annoverarsi fra gli interventi più significativi degli ultimi anni in Europa sui "monumenti vegetali". L'impresa, alla quale ha collaborato l'architetto Mambriani come consulente storico, ha donato al parco una veste simile a quella che appariva ai visitatori di 200 anni fa, puntando a rivalorizzare il disegno tracciato nel Settecento dall'architetto Ennemond Alexandre Petitot, per volere dei Borbone. Carlo Mambriani (Milano,1963) Ha insegnato Storia dell'Architettura presso il Politecnico di Milano e l'Università di Ferrara. E' attualmente ordinario della materia presso l'Università di Parma, città alla quale ha dedicato la maggior parte delle proprie ricerche. Si occupato soprattutto di architettura d'età moderna, della cultura architettonica francese nell'Europa del XVIII sec. e di storia del giardino. Ha collaborato con il britannico The Dictionary of Art, con diverse riviste di storia dell'arte e dell'architettura e, dal 1995 con l'Ufficio Studi del Ministero dei Beni Culturali. Ha pubblicato saggi nella collana Storia dell'architettura italiana dell'Electa, ha coordinato la squadra regionale dell'Emilia-Romagna per la ricerca ministeriale per il Dizionario Biografico dei Giardini Italiani e il comitato scientifico internazionale per il restauro del Giardino ducale di Parma (1999-2001).
30 min
16 Feb 2019

Stadio Dall'Ara di Bologna raccontato da Massimo Raffaeli

Massimo Raffaeli ci porta in uno dei simboli della città di Bologna: lo stadio. Tra storia, storie e ricordi personali, il Dall'Ara è ancora oggi un luogo ricco di fascino e di suggestioni non solo per chi ama il calcio. Massimo Raffaeli Docente, filologo e critico letterario, scrive sui quotidiani "La Stampa" e "il manifesto" e sui rispettivi supplementi letterari "Tuttolibri" e "Alias"; collabora con le riviste "Nuovi Argomenti", "Il Caffè illustrato" e Lo Straniero" e con i programmi radiofonici di Rai Radio3 e della Radio Svizzera Italiana. Ha curato testi di autori italiani (Carlo Betocchi, Alberto Savinio, Massimo Ferretti, Primo Levi, Mario Soldati) e traduzioni di scrittori francesi (Zola, Artaud, Céline, Crevel, Genet, Duvert), dedicando saggi critici a Fortini, Scataglini, Volponi, e altri ancora. Parte della sua produzione è raccolta in diversi volumi, fra cui "Novecento italiano" (Luca Sossella editore 2001), "Bande à part. Scritti per «Alias»" (Gaffi editore 2011, Premio "Brancati"), "I fascisti di sinistra e altri scritti sulla prosa" (Aragno 2014). Tra i suoi scritti più recenti "Sivori, un vizio" (Pequod, Ancona 2010), "La poetica del catenaccio e altri scritti di calcio" (Pequod, Ancona 2013) e "L'angelo più malinconico. Storie di sport e letteratura" (Affinità Elettive, 2005) dove ha esplorato gli intrecci tra il calcio e le pagine più gloriose della letteratura italiana e mondiale.
30 min
22 Dic 2018

Cappella Cornaro di Gian Lorenzo Bernini raccontata da Caterina Napoleone

A metà del seicento il cardinale Federico Cornaro commissiona a Gian Lorenzo Bernini un monumento straordinario volto ad illustrare il miracolo della trasverberazione di Santa Teresa d'Avila. Caterina Napoleone storica dell'arte ed esperta di marmi antichi ha partecipato al restauro della Cappella di Cornaro nel 1996 per conto della sopraintendenza, e in quella circostanza ha effettuato delle ricerche sulla storia del cantiere di Bernini. Un insieme ricco di marmi fa da cornice, in un movimento ascensionale, alla messa in scena spettacolare del miracolo; il 15 Ottobre il giorno di Santa Teresa d'Avila la scultura viene illuminata dalla luce del sole che grazie ad un sapiente calcolo, avvolge la statua della Santa. Per realizzare questo mirabile insieme Gian Lorenzo Bernini crea una nicchia che sfonda il muro della Chiesa per guadagnare spazio. Il racconto della storica dell'arte è arricchito dalle parole di Santa Teresa d'Avila: "Vedevo un angelo a me vicino, alla mia sinistra, in forma corporea. Non era alto, era piccolo, e molto bello, aveva il volto così illuminato che mi sembrava uno degli angeli delle schiere più alte, quelli che sembrano tutti bruciare" Caterina Napoleone ha curato diversi volumi tra i quali ricordiamo: Dionisiache. Le danze dal Parnaso a Nijinsky (scritto con Vittoria Ottolenghi) Editore Jouvence 2006, I Volti dell'Impero pubblicato per FMR 2011, Paolo Tommasi. Alla ricerca dell'armonia. Polistampa 2015, e Roberto Capucci. Spettacolo onirico pubblicato nel 2018. Ricordiamo anche il suo volume monumentale su Franco Zeffirelli Franco Zeffirelli: Complete Works - Theatre, Opera, Film per Thames & Hudson, 2010
29 min