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Le meraviglie - Episodi - 2021

Le meraviglie è un viaggio in cammino per l'Italia attraverso i luoghi "meravigliosi", insoliti e stupefacenti del nostro paese, scelti e raccontati di volta in volta da narratori d'eccezione: scrittori, registi, attori, storici dell'arte, archeologi. Ogni puntata sarà una tappa del viaggio registrata sul posto, dal vivo e sarà ricca di musica, suoni e voci tratti dall'archivio della Rai. A cura di Diego Marras.

Lista episodi

11 Dic 2021

Basilica Palladiana a Vicenza raccontata da Guido Beltramini

A metà del cinquecento una città ricca, dinamica e cosmopolita decide di affidare ad un giovane Andrea Palladio il rinnovamento del Palazzo della Ragione: nasce la Basilica Palladiana. Ma, lo storico dell'arte Guido Beltramini, ci ricorda anche gli altri protagonisti di questa rivoluzione estetica e culturale: artisti come Paolo Veronese, Jacopo Bassano e Alessandro Vittoria. Il grande progetto Palladiano continua ad essere un punto di riferimento essenziale della città ospitando grandi eventi e mostre l'ultima delle quali è "La Fabbrica del Rinascimento" https://www.mostreinbasilica.it/it/rinascimento Guido Beltramini è direttore del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio dal 1991. È stato professore a contratto di storia dell'architettura all'Università di Ferrara (1994 -2002). È uno specialista riconosciuto a livello internazionale di architettura di Palladio e più in generale del Rinascimento, con incursioni nel Novecento di Carlo Scarpa. Suoi libri sono tradotti in inglese e tedesco. Ha tenuto conferenze nei più prestigiosi istituti universitari del mondo. Dal 2012 è componente dell'International Advisory Panel di Architectural History, la rivista della Society of Architectural Historians of Great Britain. Ha curato mostre a Vicenza, alla Biennale di Venezia, alla Royal Academy of Art di Londra, alla Morgan Library and Museum di New York, al National Building Museum di Washington, al Canadian Centre for Architecture di Montreal.
29 min
21 Nov 2021

Fondazione Bo in Palazzo Passionei Paciotti ad Urbino raccontato da Massimo Raffaeli

Siamo nel centro storico di Urbino con Massimo Raffaeli dove scopriamo la Fondazione Carlo e Marise Bo per la Letteratura Europea Moderna e Contemporanea che ha sede nel Palazzo cinquecentesco Passionei Paciotti. Nata nel 2000 con la finalità di conservare e potenziare la biblioteca di Carlo Bo (1911- 2001) e favorire lo studio delle letterature e culture moderne e contemporanee, la Fondazione ospita l'intero patrimonio librario appartenuto a Bo e donato all'Università di Urbino, oltre cinquantamila titoli, e promuove varie iniziative culturali. E' un luogo davvero meraviglioso dove si fondono la bellezza della natura, del sapere e dell'architettura, a due passi dal Palazzo Ducale, nel cuore di una delle città universitarie più belle d'Europa. Massimo Raffaeli, critico letterario, scrive per "il manifesto", "Il Venerdì di Repubblica" e collabora alle trasmissioni di Radio 3 Rai e della Radio Svizzera italiana. Ha curato l'edizione di autori italiani (fra cui Alberto Savinio, Primo Levi, Carlo Cassola, Mario Soldati) e ha tradotto autori della moderna letteratura francese, da Antonin Artaud, Jean Genet, Louis-Ferdinand Céline a René Crevel e Tony Duvert. Parte della sua produzione è raccolta in diversi volumi, fra cui da ultimo L'amore primordiale. Scritti sui poeti (Gaffi 2016) e Marca francese (Vydia 2019). Nel 2021 Gli è stato assegnato il premio "Giorgio Orelli" per la filologia.
30 min
07 Nov 2021

Casa Museo di Pellizza da Volpedo raccontato da Carlo Pestelli

Siamo vicino Tortona, nella provincia di Alessandria, in quella zona del Piemonte anche detta con una certa ironia "Quarto Piemonte", dove, nel borgo di Volpedo, nacque e visse il pittore Giuseppe Pellizza (1868-1907). Con Carlo Pestelli percorriamo il paese attraverso le tappe principali dell'itinerario tematico, che, prendono quasi tutte il nome dai quadri di Pellizza: dal "Fienile" proprio davanti la sua Casa natale alla Piazza della Libertà ribattezzata "Piazza Quarto Stato" dove campeggia una copia a grandezza naturale del celebre quadro icona del pittore piemontese, oggi esposto a Milano nel Museo del Novecento. Visitiamo anche l'atelier dove Pellizza dipingeva, rimasto integro con arredi, oggetti, libri e quadri e che oggi è aperto al pubblico. Carlo Pestelli si occupa di musica e di insegnamento. All'intensa attività concertistica ha affiancato gli studi in lettere moderne sotto la guida di Gian Luigi Beccaria, approfondendo in particolare lo studio linguistico di Tommaso Landolfi . Negli ultimi anni ha tenuto una rubrica fissa per il settimanale TorinoSette, ha firmato traduzioni dallo spagnolo e dal francese, ha collaborato a Radio3 e ha scritto due testi per il teatro Stabile di Torino: Note d'un centromediano metodista, liberamente tratto da Il fuorigioco mi sta antipatico di Luciano Bianciardi, e Ma la va diretta al Piave, riflessione corale a metà tra prosa e canzoni sull'avventurosa partecipazione d'un piemontese d'Argentina alla grande guerra. Ideatore della rassegna concertistica MusiCogne, di cui è direttore artistico dalla prima edizione del 2016, ha scritto un libro sulla storia della canzone Bella ciao (add editore). Nel 2018, a quattro mani con Andrea Debenedetti ha scritto La lingua feliz, libro descrittivo della lingua spagnola. Il suo ultimo disco è: Aperto per ferie. Recital per voce e chitarra, uscito nel 2020.
28 min
24 Ott 2021

La necropoli di Tuvixeddu a Cagliari raccontata da Maria Antonietta Mongiu

Con Maria Antonietta Mongiu percorriamo il Colle di Tuvixeddu, scendiamo dalla sua sommità da dove si gode un panorama unico sulla città e attraversiamo le strade che costeggiano i giardini e le case, oggi abitazioni di lusso ma un tempo abitate da chi lavorava nelle ferrovie o nella cementeria di Tuvixeddu. Arriviamo, infine, alla necropoli di Karalis, punica e romana, unica e suggestiva sia per il carattere monumentale dei sepolcri scavati nella roccia sia per il loro straordinario stato di conservazione. Maria Antonietta Mongiu svolge un'intensa attività professionale, scientifica, culturale che spazia dai settori dell'Istruzione e della Formazione, all'attività di archeologa, di saggista, di editorialista. E' stata Assessora tecnica alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Sardegna, contribuendo a far nascere e maturare molte iniziative. La militanza a difesa dell'Art. 9 della Costituzione ha trovato sintesi nel Piano Paesaggistico Regionale della Sardegna, approvato nella XIII Legislatura. E' stata Presidente regionale del Fondo Ambiente Italiano (FAI); è portavoce del Gruppo di lavoro Urbanistica sostenibile e di Sarda Bellezza; Presidente del Comitato scientifico del Comitato per l'inserimento del principio di insularità nella Costituzione; Responsabile delle Rete di solidarietà sociale Ad Adiuvandum e componente del CdA del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.
28 min
03 Ott 2021

Villa Necchi Campiglio a Milano raccontata da Alberto Rollo

Con lo scrittore Alberto Rollo scopriamo uno dei gioielli di Milano, che oggi, grazie al FAI, è diventata una Casa Museo tra le più ammirate e visitate della città: Villa Necchi Campiglio. Situata nel cuore di Milano e immersa nel verde, conserva un fascino straordinario sia per il grande giardino con piscina che la circonda sia all'interno dove si possono percorrere i vari ambienti tra lussuosi decori, mobili e oggetti d'epoca raffinati e quadri e opere d'arte preziosi. La Villa, costruita tra il 1932 e il 1935 dall'architetto milanese di fama internazionale, Piero Portaluppi, è considerata un singolare esempio architettonico di transizione tra tradizione e modernità. Alberto Rollo oltre a guidarci alla scoperta della Villa ci racconta anche la storia delle famiglie che la abitarono: i Necchi originari di Pavia conosciuti nel mondo per la produzione delle macchine da cucire, i Necchi Campiglio – Angelo, Gigina e Nedda - e la famiglia di Piero Portaluppi che con la villa ebbe un legame strettissimo. Alberto Rollo (Milano, 1951), attualmente consulente per la Narrativa Mondadori, ha sempre lavorato nel mondo editoriale. E' critico letterario e collabora con testate nazionali. Ha tradotto narratori inglesi e angloamericani. Ha esordito nella narrativa con Un'educazione milanese (Manni Editore, 2016, finalista al Premio Strega, Premio Alvaro- Bigiaretti, Premio Pisa) e nel 2020 ha pubblicato il monologo in versi L'ultimo turno di guardia (Manni Editore). Il suo ultimo romanzo è Il miglior tempo (Einaudi, 2021).
30 min
19 Set 2021

Castello Ruffo di Scilla raccontato da Carlo Pestelli

Il Castello Ruffo, si erge massiccio a dominare un mare che si tinge al tramonto di viola. Gli echi delle avventure di Ulisse passando per le memorie dei viaggiatori del Grand Tour come Richard Craven fino alle suggestioni di Corrado Alvaro si intrecciano con un presente fatto da un turismo non ancora massificato. Qui si trova, dice Carlo Pestelli "la memoria antica di Scilla" che è una parte rilevante della memoria della Calabria e dell'Italia. Carlo Pestelli vive e lavora a Torino dove si occupa di musica e di insegnamento. Comincia presto a suonare la chitarra e a comporre canzoni. Negli anni 2001 e 2002 è direttore artistico della rassegna Chansonnier patrocinata dalla Provincia di Torino. All'intensa attività concertistica ha affiancato gli studi in lettere moderne sotto la guida di Gian Luigi Beccaria, approfondendo in particolare lo studio linguistico di Tommaso Landolfi . Nel 2009 presenta il suo lavoro discografico: Un'ora d'aria (ed. block nota). Del 2013 il successivo Da quando conosco te che vince il premio Giacosa nel 2014. Negli ultimi anni ha tenuto una rubrica fissa per il settimanale TorinoSette, ha firmato traduzioni dallo spagnolo e dal francese, ha collaborato a Radio3 e ha scritto due testi per il teatro Stabile di Torino: Note d'un centromediano metodista, liberamente tratto da Il fuorigioco mi sta antipatico di Luciano Bianciardi, e Ma la va diretta al Piave, riflessione corale a metà tra prosa e canzoni sull'avventurosa partecipazione d'un piemontese d'Argentina alla grande guerra. Ideatore della rassegna concertistica MusiCogne, di cui è direttore artistico dalla prima edizione del 2016, ha scritto un libro sulla storia della canzone Bella ciao (add editore, prefazione di Moni Ovadia). Nel 2018, a quattro mani con Andrea Debenedetti ha scritto La lingua feliz, libro descrittivo della lingua spagnola. Il suo ultimo disco è: Aperto per ferie. Recital per voce e chitarra, uscito nel 2020.
29 min
18 Set 2021

Parco di Veio raccontato da Daniele Aristarco

Con lo scrittore Daniele Aristarco entriamo nel Parco di Veio dall' Isola Farnese, a 15 km da Roma, nella campagna laziale e, percorriamo una piccola parte di quest'area vastissima (circa 15000 ettari) a caccia dei resti di un'antica civiltà e città etrusca, Veio appunto, in una natura che sembra oggi aver ripreso il sopravvento sulle tracce della storia e della memoria. Daniele Aristarco (Napoli, 1977) È autore di racconti e saggi divulgativi rivolti ai ragazzi, pubblicati sia in Italia che in Francia. Ha insegnato lettere nella scuola media e ora si dedica ai libri per ragazzi e alla scrittura per il cinema e la radio. Drammaturgo e regista teatrale, ha vinto numerosi premi. Si occupa inoltre di laboratori di scrittura creativa per l'infanzia presso scuole, biblioteche e associazioni culturali. Per Einaudi Ragazzi ha pubblicato: Shakespeare in shorts – Dieci storie di William Shakespeare, eletto libro del mese di settembre 2016 dai radioascoltatori della trasmissione «Fahrenheit» di Radio 3 Rai, Io dico no! – Storie di eroica disobbedienza, inserito nella lista dei «White Ravens» 2017, Così è Pirandello (se vi pare) – I personaggi e le storie di Luigi Pirandello, Cose dell'altro secolo, Lucy, la prima donna, La nascita dell'uomo, Decameron, Fake – Non è vero ma ci credo, La diga del Vajont, Io dico sì! Storie di sfide e di futuro, Non è mica una tragedia. Le grandi storie e i personaggi del teatro greco. Il suo ultimo libro è: Corso di filosofia in tre secondi e un decimo (Einaudi Ragazzi, 2020)
29 min
21 Ago 2021

San Sperate, il Paese Museo raccontato da Giacomo Casti

Siamo in Sardegna, a 20 km da Cagliari, in quello che ormai in tutto il mondo è conosciuto come il Paese Museo: San Sperate. Qui scopriamo la storia collettiva e poetica che per impulso di alcuni artisti guidati dallo scultore Pinuccio Sciola, dal Sessantotto in poi ha rivoluzionato la vita di questo piccolo borgo contadino, abitato oggi da 8000 anime ma con un' intensa attività culturale e artistica testimoniata dalla presenza da ben due compagnie teatrali e soprattutto da installazioni e meravigliosi murales realizzati da artisti provenienti da tutto il mondo. Una meraviglia assoluta è, all'interno del paese, il Giardino sonoro di Pinuccio Sciola che ospita all'interno di un vasto agrumeto, ben 700 pietre che suonano, parlano ed emozionano i visitatori che lo scoprono per la prima volta. Giacomo Casti è nato e vive in Sardegna. Attore, regista, operatore culturale. Laureato in Lettere con indirizzo antropologico, si occupa di letteratura, teatro (regista e autore con Antas Teatro di San Sperate), cinema e musica (Dub Versus). Da anni tiene laboratori di scrittura per ragazzi e adulti. È stato membro del direttivo della Fondazione Giuseppe Dessì; è socio fondatore dell'Associazione Chourmo, che da diciotto anni organizza a Cagliari il Marina Cafè Noir – Festival di letterature applicate. Da molti anni si occupa della realizzazione di spettacoli e reading musicali su testi propri e di vari autori. Negli ultimi anni ha pubblicato "A cosa stai pensando?" (Cenacolo di Ares) e "Sardi, italiani? Europei" (Meltemi).
30 min
10 Lug 2021

Castello della Manta raccontato da Carlo Pestelli

Con Carlo Pestelli scopriamo nel cuneese il Castello della Manta, uno splendido maniero medievale acquistato e restaurato nel XV secolo dai Marchesi dei Saluzzo e all'interno decorato da artisti raffinati chiamati a corte dal colto Valerano. Una vera meraviglia è la sala baronale con gli affreschi ispirati dal romanzo cortese Chevalier Errant, con il ciclo dei Nove Eroi e delle Nove eroine e con la scena della Fonte della Giovinezza. Dal 1984, il Castello è di proprietà del FAI. Carlo Pestelli vive e lavora a Torino dove si occupa di musica e di insegnamento. Negli anni 2001 e 2002 è direttore artistico della rassegna Chansonnier patrocinata dalla Provincia di Torino. All'intensa attività concertistica ha affiancato gli studi in lettere moderne sotto la guida di Gian Luigi Beccaria, approfondendo in particolare lo studio linguistico di Tommaso Landolfi . Nel 2009 presenta il suo lavoro discografico: Un'ora d'aria (ed. block nota). Del 2013 il successivo Da quando conosco te che vince il premio Giacosa nel 2014. Negli ultimi anni ha tenuto una rubrica fissa per il settimanale TorinoSette, ha firmato traduzioni dallo spagnolo e dal francese, ha collaborato a Radio3 e ha scritto due testi per il teatro Stabile di Torino: Note d'un centromediano metodista, liberamente tratto da Il fuorigioco mi sta antipatico di Luciano Bianciardi, e Ma la va diretta al Piave, riflessione corale a metà tra prosa e canzoni sull'avventurosa partecipazione d'un piemontese d'Argentina alla grande guerra. Ideatore della rassegna concertistica MusiCogne, di cui è direttore artistico dalla prima edizione del 2016, ha scritto un libro sulla storia della canzone Bella ciao (add editore). Nel 2018, a quattro mani con Andrea Debenedetti ha scritto La lingua feliz, libro descrittivo della lingua spagnola. Il suo ultimo disco è: Aperto per ferie. Recital per voce e chitarra, uscito nel 2020.
29 min
03 Lug 2021

Villasimius raccontata da Maria Antonietta Mongiu

Con Maria Antonietta Mongiu percorriamo uno dei luoghi più noti e, allo stesso tempo, meno conosciuti della Sardegna: Villasimius. Guardiamo dall'alto i colori che la rendono una meta turistica unica: il mare cristallino che cambia colore a seconda del vento, la lunga spiaggia bianca e la macchia mediterranea che la circonda, rigogliosa e profumata di mirto. E a poco a poco, camminando su e giù verso il mare, scopriamo come per la sua posizione strategica questo territorio fu abitato fin da tempi remotissimi, come testimoniano i resti di nuraghi, edificati fin dal II millennio a.C. ma non solo: di qui passarono anche i Fenici, i Romani, gli Aragonesi... Villasimius è davvero una meraviglia del Mediterraneo ricca di storia, da scoprire non solo d'estate. Maria Antonietta Mongiu svolge un'intensa attività professionale, scientifica, culturale che spazia dai settori dell'Istruzione e della Formazione, all'attività di archeologa, di saggista, di editorialista. E' stata Assessora tecnica alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Sardegna, contribuendo a far nascere e maturare molte iniziative. La militanza a difesa dell'Art. 9 della Costituzione ha trovato sintesi nel Piano Paesaggistico Regionale della Sardegna, approvato nella XIII Legislatura. E' stata Presidente regionale del Fondo Ambiente Italiano (FAI); è portavoce del Gruppo di lavoro Urbanistica sostenibile e di Sarda Bellezza; Presidente del Comitato scientifico del Comitato per l'inserimento del principio di insularità nella Costituzione; Responsabile delle Rete di solidarietà sociale Ad Adiuvandum e componente del CdA del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.
29 min
15 Mag 2021

Castello di Fenis in Valle d'Aosta raccontato da Carlo Tosco

Con Carlo Tosco scopriamo uno dei luoghi simbolo tra i più noti della Valle d'Aosta: il Castello medievale di Fénis. L'edificio unisce ai caratteri della fortificazione quelli della residenza signorile. Con le sue torri e le mura merlate, agli occhi dei visitatori richiama immediatamente la storia, la vita e l'arte del Medioevo. Il maniero è la sintesi di diverse campagne costruttive succedutesi negli anni, dovute ai più importanti esponenti della casata degli Challant: essi lo arricchirono di eleganti decorazioni pittoriche e lo dotarono dell'imponente apparato difensivo. Le vicende che segnarono la storia della nobile famiglia, dopo le seconda metà del '400, condussero però il maniero a un lento degrado. Il recupero del Castello si deve ad Alfredo d'Andrade, che lo acquistò nel 1895 e, dopo averne restaurato le parti più rovinate, lo donò allo Stato. Oggi il castello è di proprietà dell'Amministrazione regionale. Carlo Tosco Architetto, è professore ordinario di Storia dell'Architettura al Politecnico di Torino e coordina il corso di laurea in "Progettazione delle aree verdi e del paesaggio". Ha pubblicato volumi e saggi sull'architettura del medioevo e sulla storia del paesaggio, tra i suoi lavori più recenti: Il castello, la casa, la chiesa. Architettura e società nel medioevo (Einaudi 2003); Il paesaggio come storia (Il Mulino 2006); Il paesaggio storico. Fonti e metodi di ricerca (Laterza 2009); Petrarca: città, paesaggi, architetture (Quodlibet 2011); I beni culturali. Storia, tutela e valorizzazione (Il Mulino 2014); L'architettura medievale in Italia (Il Mulino 2016); Le abbazie cistercensi (Il Mulino 2017); Storia dei giardini: dalla Bibbia al giardino all'italiana (Il Mulino 2018).
29 min
25 Apr 2021

Borgata Paraloup in Valle Stura raccontata da Carlo Greppi

Con Carlo Greppi raccontiamo Paraloup, un luogo simbolo della Resistenza che, tra il settembre 1943 e la primavera del 1944, ospitò il primo quartier generale delle bande partigiane di Giustizia e Libertà del cuneese, capitanato fra gli altri da Duccio Galimberti, Dante Livio Bianco, Giorgio Bocca e, in seguito, da Nuto Revelli. Paraloup è un villaggio di una dozzina di baite posto a 1.360 m di quota nel vallone laterale di Rittana, in Valle Stura, in provincia di Cuneo. Il nome deriva da un toponimo occitano, che significa "al riparo dai lupi" e rispecchia pienamente quella che è la vocazione storica del luogo. La borgata, infatti, fu uno straordinario laboratorio di idee e di libertà, dove circa 200 giovani si radunarono da tutto il Paese per ricevere formazione politica e militare in vista della lotta per la liberazione dal nazifascismo. Nuto Revelli si unì alla Banda "Italia libera" di Paraloup nel febbraio del '44 e, proprio a Revelli - scrittore, partigiano e ricercatore della memoria contadina- è intitolata la Fondazione Nuto Revelli Onlus che oggi è uno dei più importanti archivi di storia orale d'Italia con sede a Cuneo. La Fondazione, nata nel 2006, ha restaurato la borgata di Paraloup secondo un progetto architettonico innovativo pluripremiato e ne ha fatto un luogo di doppia memoria: quella della guerra partigiana e quella della vita contadina che vi si svolgeva prima dell'abbandono. Per visitare Paraloup: info@nutorevelli.org Carlo Greppi (Torino, 1982) Storico e scrittore, è co fondatore dell'associazione Deina e membro del Comitato scientifico dell'Istituto nazionale Ferruccio Parri, che coordina la rete degli Istituti per la Storia della resistenza e dell'età contemporanea in Italia. Tra le sue pubblicazioni: 25 aprile 1945 (Laterza, 2018), L'Età dei muri Breve storia del nostro tempo (Feltrinelli, 2019), La storia ci salverà. Una dichiarazione d'amore (Utet, 2020), L'antifascismo non serve più a niente (Laterza, 2020).
30 min
11 Apr 2021

Chiesa di Santa Maria Novella a Firenze raccontata da Carlo Tosco

Con Carlo Tosco entriamo in una delle chiese più note e straordinarie della Firenze medievale: Santa Maria Novella. Fondata dai Domenicani nel 1279 per impulso del cardinale Latino Malabranca nipote di Papa Niccolò III Orsini, arrivato a Firenze per pacificare la città dilaniata dalla pluriennale tensione tra guelfi e ghibellini, la chiesa è molto ben conservata e ricca di storia e opere d'arte di grande valore. Carlo Tosco Architetto, è professore ordinario di Storia dell'Architettura al Politecnico di Torino e coordina il corso di laurea in "Progettazione delle aree verdi e del paesaggio". E' specializzato all' Università della Sorbona di Parigi, è stato direttore scientifico del Progetto Europeo Culture 2000: "The Holy Sepulchre Rotundas-European Itinerary", consulente storico per la candidatura UNESCO dei "Paesaggi vitivinicoli delle Langhe, Roero e Monferrato" e coordinatore delle indagini storiche per il progetto Europeo ALCOTRA Alpi Marittime-Mercantour. Ha pubblicato volumi e saggi sull'architettura del medioevo e sulla storia del paesaggio, tra i suoi lavori più recenti: Il castello, la casa, la chiesa. Architettura e società nel medioevo (Einaudi 2003); Il paesaggio come storia (Il Mulino 2006); Il paesaggio storico. Fonti e metodi di ricerca (Laterza 2009); Petrarca: città, paesaggi, architetture (Quodlibet 2011); I beni culturali. Storia, tutela e valorizzazione (Il Mulino 2014); L'architettura medievale in Italia (Il Mulino 2016); Le abbazie cistercensi (Il Mulino 2017); Storia dei giardini: dalla Bibbia al giardino all'italiana (Il Mulino 2018).
30 min
06 Mar 2021

Motovelodromo Fausto Coppi a Torino raccontato da Carlo Pestelli

Scopriamo il fascino e la storia centenaria del Motovelodromo di Corso Casale 144 a Torino, inaugurato nel 1920 e intitolato a Fausto Coppi nel 1990. Oggi questo impianto sportivo, così ricco di storia, è in attesa di un progetto di riqualificazione. Carlo Pestelli vive e lavora a Torino dove si occupa di musica e di insegnamento. Comincia presto a suonare la chitarra e a comporre canzoni. Negli anni 2001 e 2002 è direttore artistico della rassegna Chansonnier patrocinata dalla Provincia di Torino. All'intensa attività concertistica ha affiancato gli studi in lettere moderne sotto la guida di Gian Luigi Beccaria, approfondendo in particolare lo studio linguistico di Tommaso Landolfi . Nel 2009 presenta il suo lavoro discografico: Un'ora d'aria (ed. block nota). Del 2013 il successivo Da quando conosco te che vince il premio Giacosa nel 2014. Negli ultimi anni ha tenuto una rubrica fissa per il settimanale TorinoSette, ha firmato traduzioni dallo spagnolo e dal francese, ha collaborato a Radio3 e ha scritto due testi per il teatro Stabile di Torino: Note d'un centromediano metodista, liberamente tratto da Il fuorigioco mi sta antipatico di Luciano Bianciardi, e Ma la va diretta al Piave, riflessione corale a metà tra prosa e canzoni sull'avventurosa partecipazione d'un piemontese d'Argentina alla grande guerra. Ideatore della rassegna concertistica MusiCogne, di cui è direttore artistico dalla prima edizione del 2016, ha scritto un libro sulla storia della canzone Bella ciao (add editore, prefazione di Moni Ovadia). Nel 2018, a quattro mani con Andrea Debenedetti ha scritto La lingua feliz, libro descrittivo della lingua spagnola. Il suo ultimo disco è: Aperto per ferie. Recital per voce e chitarra, uscito nel 2020.
29 min
28 Feb 2021

Castello di Pandone a Venafro raccontato da Mario Desiati

Venafrum un luogo ricordato da Orazio per la bontà delle olive ma citato anche da Marziale o da Plinio il Vecchio. Siamo in una terra di confine tra il Lazio, la Campania e il Molise ma anche prossimi alla Puglia, ci ricorda lo scrittore Mario Desiati, infatti Venafro sarebbe stata fondata come Brindisi e Foggia dal potente guerriero Diomede. Antichissime pietre e muratore sannite fanno da fondamenta al misconosciuto e favoloso Castello di Pandone che andiamo a scoprire. La storia del Castello, che dal Molise domina la Campania, si sviluppa attraverso i secoli, fotografandone lo stila e la vita, ma certamente il momento di massima gloria di questa fortificazione lo troviamo negli anni venti del 1500 quando il duca Enrico Pandone decide di chiamare degli artisti, alcuni dei quali presumibilmente di scuola napoletana, per mettere in scena la sua infinita passione per i cavalli. Così in questo remoto luogo, troviamo un importante opera rinascimentale in omaggio alla cultura equestre la cui dimensione simbolica è qui esemplarmente rappresentata in un grandioso effetto tridimensionale. Mario Desiati ci accompagna in un percorso affascinante che dai tempi arcaici attraversa la Campania rinascimentale per giungere al novecento: quando il castello fu usato per ospitare gli sfollati della seconda guerra mondiale o per risolvere i problemi abitativi di Venafro, per arrivare ai giorni nostri quando viene fondato il Museo Nazionale del Molise – Castello Pandone.
29 min
07 Feb 2021

Basilica delle Tre fontane a Roma raccontata da Carlo Tosco

Con Carlo Tosco scopriamo l'Abbazia delle Tre fontane a Roma che è la prima, la più antica e la più legata alle origini dell'ordine Cistercense e alla figura di Bernardo di Chiaravalle. L'Abbazia fu costruita nel XIII secolo sulla antica via Laurentina accanto al luogo dove l'apostolo S. Paolo fu martirizzato nell'anno 67. Oggi il Monastero è un'oasi di pace circondato da alberi di eucalipto e gestito da una piccola comunità di monaci Trappisti Cistercensi. Carlo Tosco Architetto, è professore ordinario di Storia dell'Architettura al Politecnico di Torino e coordina il corso di laurea in "Progettazione delle aree verdi e del paesaggio". E' specializzato all' Università della Sorbona di Parigi, è stato direttore scientifico del Progetto Europeo Culture 2000: "The Holy Sepulchre Rotundas-European Itinerary", consulente storico per la candidatura UNESCO dei "Paesaggi vitivinicoli delle Langhe, Roero e Monferrato" e coordinatore delle indagini storiche per il progetto Europeo ALCOTRA Alpi Marittime-Mercantour. Ha pubblicato volumi e saggi sull'architettura del medioevo e sulla storia del paesaggio, tra i suoi lavori più recenti: Il castello, la casa, la chiesa. Architettura e società nel medioevo (Einaudi 2003); Il paesaggio come storia (Il Mulino 2006); Il paesaggio storico. Fonti e metodi di ricerca (Laterza 2009); Petrarca: città, paesaggi, architetture (Quodlibet 2011); I beni culturali. Storia, tutela e valorizzazione (Il Mulino 2014); L'architettura medievale in Italia (Il Mulino 2016); Le abbazie cistercensi (Il Mulino 2017); Storia dei giardini: dalla Bibbia al giardino all'italiana (Il Mulino 2018).
28 min
31 Gen 2021

Abbazia di Fossanova a Priverno raccontata da Carlo Tosco

Con Carlo Tosco scopriamo l'Abbazia di Fossanova che da molti è considerata la più bella abbazia cistercense italiana. Situata nel Lazio meridionale, l'Abbazia fu consacrata da Papa Innocenzo III nel 1208. Nell'infermeria di Fossanova morì San Tommaso d'Aquino accolto e assistito dai monaci del Monastero. Carlo Tosco Architetto, è professore ordinario di Storia dell'Architettura al Politecnico di Torino e coordina il corso di laurea in "Progettazione delle aree verdi e del paesaggio". E' specializzato all' Università della Sorbona di Parigi, è stato direttore scientifico del Progetto Europeo Culture 2000: "The Holy Sepulchre Rotundas-European Itinerary", consulente storico per la candidatura UNESCO dei "Paesaggi vitivinicoli delle Langhe, Roero e Monferrato" e coordinatore delle indagini storiche per il progetto Europeo ALCOTRA Alpi Marittime-Mercantour. Ha pubblicato volumi e saggi sull'architettura del medioevo e sulla storia del paesaggio, tra i suoi lavori più recenti: Il castello, la casa, la chiesa. Architettura e società nel medioevo (Einaudi 2003); Il paesaggio come storia (Il Mulino 2006); Il paesaggio storico. Fonti e metodi di ricerca (Laterza 2009); Petrarca: città, paesaggi, architetture (Quodlibet 2011); I beni culturali. Storia, tutela e valorizzazione (Il Mulino 2014); L'architettura medievale in Italia (Il Mulino 2016); Le abbazie cistercensi (Il Mulino 2017); Storia dei giardini: dalla Bibbia al giardino all'italiana (Il Mulino 2018). .
29 min
24 Gen 2021

Abbazia di San Galgano a Chiusdino raccontata da Carlo Tosco

Siamo in Maremma, tra Siena e Grosseto, dove nel piccolo comune di Chiusdino, in mezzo al verde dei prati, spiccano i resti ancora molto scenografici di un monumento di grande fascino: l'Abbazia di San Galgano. Si tratta di un'Abbazia cistercense medievale rimasta incompiuta e abbandonata dai monaci alla fine del Settecento, quando un fulmine ne colpì il campanile. Verso la fine dell'Ottocento l'interesse verso il Monumento riprese e nel 1924 iniziò un restauro che mirò a consolidare quanto rimaneva dell'Abbazia. Ascoltiamo la storia di san Galgano dalla voce di Carlo Tosco. Carlo Tosco Architetto, è professore ordinario di Storia dell'Architettura al Politecnico di Torino e coordina il corso di laurea in "Progettazione delle aree verdi e del paesaggio". E' specializzato all' Università della Sorbona di Parigi, è stato direttore scientifico del Progetto Europeo Culture 2000: "The Holy Sepulchre Rotundas-European Itinerary", consulente storico per la candidatura UNESCO dei "Paesaggi vitivinicoli delle Langhe, Roero e Monferrato" e coordinatore delle indagini storiche per il progetto Europeo ALCOTRA Alpi Marittime-Mercantour. Ha pubblicato volumi e saggi sull'architettura del medioevo e sulla storia del paesaggio, tra i suoi lavori più recenti: Il castello, la casa, la chiesa. Architettura e società nel medioevo (Einaudi 2003); Il paesaggio come storia (Il Mulino 2006); Il paesaggio storico. Fonti e metodi di ricerca (Laterza 2009); Petrarca: città, paesaggi, architetture (Quodlibet 2011); I beni culturali. Storia, tutela e valorizzazione (Il Mulino 2014); L'architettura medievale in Italia (Il Mulino 2016); Le abbazie cistercensi (Il Mulino 2017); Storia dei giardini: dalla Bibbia al giardino all'italiana (Il Mulino 2018). .
28 min
17 Gen 2021

Abbazia di Chiaravalle Milanese raccontata da Carlo Tosco

Entriamo all'interno del Parco agricolo Sud Milano, un'area naturale protetta nata nel 1990 a sud di Milano con lo scopo di valorizzare l'economia agricola, difendere ambiente e paesaggio e mettere a disposizione dei cittadini un grande patrimonio di natura, storia e cultura. Tra i tesori situati nel Parco agricolo Sud Milano c'è l'Abbazia cistercense di Chiaravalle Milanese, fondata nella seconda metà del XII secolo da San Bernardo che scopriamo oggi con Carlo Tosco. Carlo Tosco Architetto, è professore ordinario di Storia dell'Architettura al Politecnico di Torino e coordina il corso di laurea in "Progettazione delle aree verdi e del paesaggio". E' specializzato all' Università della Sorbona di Parigi, è stato direttore scientifico del Progetto Europeo Culture 2000: "The Holy Sepulchre Rotundas-European Itinerary", consulente storico per la candidatura UNESCO dei "Paesaggi vitivinicoli delle Langhe, Roero e Monferrato" e coordinatore delle indagini storiche per il progetto Europeo ALCOTRA Alpi Marittime-Mercantour. Ha pubblicato volumi e saggi sull'architettura del medioevo e sulla storia del paesaggio, tra i suoi lavori più recenti: Il castello, la casa, la chiesa. Architettura e società nel medioevo (Einaudi 2003); Il paesaggio come storia (Il Mulino 2006); Il paesaggio storico. Fonti e metodi di ricerca (Laterza 2009); Petrarca: città, paesaggi, architetture (Quodlibet 2011); I beni culturali. Storia, tutela e valorizzazione (Il Mulino 2014); L'architettura medievale in Italia (Il Mulino 2016); Le abbazie cistercensi (Il Mulino 2017); Storia dei giardini: dalla Bibbia al giardino all'italiana (Il Mulino 2018).
30 min
10 Gen 2021

Villa Celimontana a Roma raccontata da Daniele Aristarco

Con Daniele Aristarco, saliamo sulla sommità del Celio ed entriamo in uno dei salotti verdi più amati di Roma: Villa Celimontana. Edificata nel Cinquecento e per oltre duecentocinquant'anni di proprietà della famiglia Mattei (1553-1802) oggi è un parco comunale aperto al pubblico ricco di reperti antichi di varie epoche e origini: dall'obelisco egizio di Ramsete II alla fontana con il marforio, dalla Basilica Hilariana al Palazzetto Mattei che dal 1924 è sede della Società Geografica Italiana. E' un luogo ricco di fascino oltre che per le rovine anche per la rigogliosa e varia vegetazione proveniente da tutto il mondo. Daniele Aristarco (Napoli, 1977) È autore di racconti e saggi divulgativi rivolti ai ragazzi, pubblicati sia in Italia che in Francia. Ha insegnato lettere nella scuola media e ora si dedica ai libri per ragazzi e alla scrittura per il cinema e la radio. Drammaturgo e regista teatrale, ha vinto numerosi premi. Si occupa inoltre di laboratori di scrittura creativa per l'infanzia presso scuole, biblioteche e associazioni culturali. Per Einaudi Ragazzi ha pubblicato: Shakespeare in shorts – Dieci storie di William Shakespeare, eletto libro del mese di settembre 2016 dai radioascoltatori della trasmissione «Fahrenheit» di Radio 3 Rai, Io dico no! – Storie di eroica disobbedienza, inserito nella lista dei «White Ravens» 2017, Così è Pirandello (se vi pare) – I personaggi e le storie di Luigi Pirandello, Cose dell'altro secolo, Lucy, la prima donna, La nascita dell'uomo, Decameron, Fake – Non è vero ma ci credo, La diga del Vajont, Io dico sì! Storie di sfide e di futuro, Non è mica una tragedia. Le grandi storie e i personaggi del teatro greco. Il suo ultimo libro è: Corso di filosofia in tre secondi e un decimo (Einaudi Ragazzi, 2020)
30 min
03 Gen 2021

Campanile di Santa Zita a Torino raccontato da Carlo Pestelli

Con Carlo Pestelli saliamo sul Campanile di Santa Zita, che, con la sua guglia di 83 metri, è stato per anni l'edificio più alto di Torino, superato oggi dalla Mole Antonelliana, la Torre Littoria e il Grattacielo della Regione che dominano il paesaggio urbano della città. Percorrendo i trecento scalini per arrivare in cima, ripercorriamo la storia di questo ardito capolavoro progettato dall'architetto Francesco Faà di Bruno, inaugurato nel 1880 e recentemente restaurato. Carlo Pestelli vive e lavora a Torino dove si occupa di musica e di insegnamento. Comincia presto a suonare la chitarra e a comporre canzoni. Negli anni 2001 e 2002 è direttore artistico della rassegna Chansonnier patrocinata dalla Provincia di Torino. All'intensa attività concertistica ha affiancato gli studi in lettere moderne sotto la guida di Gian Luigi Beccaria, approfondendo in particolare lo studio linguistico di Tommaso Landolfi . Nel 2009 presenta il suo lavoro discografico: Un'ora d'aria (ed. block nota). Del 2013 il successivo Da quando conosco te che vince il premio Giacosa nel 2014. Negli ultimi anni ha tenuto una rubrica fissa per il settimanale TorinoSette, ha firmato traduzioni dallo spagnolo e dal francese, ha collaborato a Radio3 e ha scritto due testi per il teatro Stabile di Torino: Note d'un centromediano metodista, liberamente tratto da Il fuorigioco mi sta antipatico di Luciano Bianciardi, e Ma la va diretta al Piave, riflessione corale a metà tra prosa e canzoni sull'avventurosa partecipazione d'un piemontese d'Argentina alla grande guerra. Ideatore della rassegna concertistica MusiCogne, di cui è direttore artistico dalla prima edizione del 2016, ha scritto un libro sulla storia della canzone Bella ciao (add editore, prefazione di Moni Ovadia). Nel 2018, a quattro mani con Andrea Debenedetti ha scritto La lingua feliz, libro descrittivo della lingua spagnola. Il suo ultimo disco è: Aperto per ferie. Recital per voce e chitarra, uscito nel 2020.
30 min